Quando si parla di luoghi turistici a Firenze mi si accappona la pelle: penso ai mangifici che s trovano vicino ai monumenti principali, a dove si cerca di ingozzare la gente al prezzo più alto possibile rispetto ad una qualità del cibo piuttosto bassa. Ecco che allora trovare un ristorante come”Il Caminetto” permette di trovare una piccola oasi felice: l’ambiente è caldo ed accogliente, in estate si mangia nella terrace allestita nella piazzetta di fronte mentre in inverno le sale interne sono ben arredate, magari con i tavoli appena troppo vicini. La scelta è abbastanza consueta, ci sono degli evergreen che era tanto che non trovavo in una lista come la sogliola alla mugnaia ma le materie prime sono scelte con attenzione: buno per iniziare il trio preparato con salsiccia sfumata con la Vernaccia, il crostone cn fagioli e Lardo di Colonnata e la polenta gratinata con il pecorino di fossa. Appetitosa la zuppetta di vongole e cozze, sempre come antipasto. Peccato che si cada un po’ nel risotto ai frutti di mare, insapore e non mantecato e gli straccetti manzo con il rosmarno, dove il vino non era stato ben sfumato e risultassero piuttosto saporiti. DIfficili da trovare, di questi tempi, le patate arrosto, indubbiamente valide. La carta dei vini è attenta, concentrata sulla Toscana, con qualche “chicca” piemontese. Si aggiunge il 10% di servizio, che risulta attento, curato e molto gentile. Spesa: con due piatti ed una bottiglia di vino (quello che costava meno) siamo sui 45 euro.

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Un commento

  1. Troppi soldi Leonardo. Anch’io ho notato che le patate tornite e poi al forno o alla parigina o semplicemente in dadolata sono oramai ‘un evento’. Tra l’altro, io le consiglio spesso anche con il pesce a tranci e al forno. In cucina (senso lato) non hanno personale per tagliare due sacchi di patate e lasciarle sotto acqua fredda per qualche gg e poi preparle in placca da arrostire?
    ciao