Olio Toscano IGP: 2026 produzione tra le migliori degli ultimi anni

Tra le migliori dell’ultimo decennio, così si stima la produzione di Olio Toscano IGP per la campagna olearia 2026-2027, con una produzione attesa superiore al 35-40% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.

Non solo più olio ma anche di eccellente qualità. Perché le temperature elevate che hanno caratterizzato quest’estate, hanno di fatto bloccato la diffusione della mosca olearia. Inoltre le preziose riserve idriche accumulate nel suolo durante la primavera piovosa, hanno permesso alle piante di far fronte al calore estremo e prolungato e alle olive di maturare senza stress idrici. Con un processo di inolizione più o meno regolare, si attendono anche buone rese al frantoio, nonostante la corsa all’anticipo della raccolta, che sembra caratterizzare anche il settore olivicolo. Al frantoio infatti le rese si attestano già intorno al 12%, e la qualità dell’olio eccellente.

“Siamo molto fiduciosi -afferma Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio dell’Olio Toscano IGP- anche sul fronte del mercato, dove il prezzo si mantiene stabile. Il Toscano IGP sta facendo una corsa a sé, affermandosi come l’espressione dell’eccellenza dell’extravergine italiano a livello mondiale”. Con un export che supera il 65% e con una offerta che non riesce a soddisfare la domanda di nuovi mercati che chiedono olio toscano, l’extravergine di Toscana e il Consorzio di Tutela si sono affermati come modello virtuoso a cui altri Consorzi e realtà guardano con interesse e si ispirano.

Il successo dell’olio toscano, è confermato anche dal fatto che, a differenza di altre regioni italiane che denunciano ingenti quantità di olio invenduto dello scorso anno, in Toscana, le rimanenze di olio extravergine certificato IGP sono pari a zero. In pratica il brand toscano tira e il prezzo è percepito come appropriato.

Ma non è solo merito della toscanità; il Consorzio ha da sempre puntato su un disciplinare molto rigoroso, a sostegno di una qualità garantita da controlli stringenti e trasparenza verso il consumatore. Sul fronte antifrode infatti il Consorzio ha investito sul contrassegno del Poligrafico di Stato e sul QR code presente sullo stesso, quale passaporto digitale di ogni singola bottiglia.

E il prezzo? Uno dei tasti dolenti quando si tratta di olio extravergine, il prezzo rimane la principale barriera d’acquisto, evidenziando un gap culturale nella percezione del valore del prodotto. Tuttavia, sembra essere un fattore meno critico per il Toscano IGP, il cui prezzo è mediamente superiore all’olio italiano di 4-5 euro. E vivaddio che sia così, perché se si mette sul piatto della bilancia la qualità, un olio certificato dovrebbe costare dieci volte di più di uno qualunque. Per decenni l’olio è stato percepito come una commodity, un semplice condimento, e spesso ancora il consumatore non riconosce al gusto la differenza tra un olio difettato e uno di qualità.

La sfida dell’Olio Toscano IGP dovrà puntare sempre più a educare il consumatore al valore dell’olio, e trasmettere il concetto che la qualità ha un costo necessario.

Cosa che già il Consorzio sta facendo in maniera attiva verso i più giovani, futuri consumatori, ma anche portavoce della cultura culinaria toscana e italiana nel mondo. Da anni infatti vi è una stretta collaborazione con le scuole alberghiere toscane e in particolare con l’Istituto Alberghiero Saffi di Firenze, presso il quale si è svolta anche la presentazione dell’annata olearia in corso. Collaborazione che porterà il Consorzio dell’Olio Toscano ad accompagnare l’Istituto Saffi in Marocco per la settimana della Cucina Italiana nel Mondo.

Le ottime premesse di quest’anno sono l’augurio per tutti noi consumatori a cogliere questa opportunità. L’invito più limpido a non scendere a compromessi a tavola, di investire nella nostra salute e nel gusto autentico, perché usare l’olio extravergine di qualità non deve essere visto come una spesa, ma come un gesto di cura verso noi stessi, il territorio e tutto l’indotto che vi sta dietro.

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