Chissà perchè, nei menu di Natale ricorrono spesso ingredienti dai sapori leggeri, mai troppo definiti. D’accoro, cotechino e zampone non sono certo cibo da ottantenni “normali”, ma le versioni industriali mancano di appeal, troppo poco speziate e dal gusto molto lineare.Anche chi mangia abitualmente saporito, in questi giorni tende a privilegiare sapori neutri: la moussettina di prosciutto, l’insalata russa, che tanto non si sbaglia mai, il cappone bollito con le salse, di primo la pastina in brodo…che noia! D’accordo che il rito deve essere celebrato, che deve avere determinati cibi che ricorrono ma..volete mettere una bella trippa alla parmigiana, un bel lampredotto con i carciofi, una succulenta terrina di lingua e olive nere, il fegato con le cipolle, un’imperdibile versione di rognone trifolato..e per una volta, pace se i bambini non mangeranno niente :fate godere anche i nonni una volta l’anno!
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Un commento
La trippa alla parmigiana o la lepre in umido per Natale sono davvero il massimo delle prelibatezze, magari se accompagnate da un vero e buon bicchiere di vino