Non credo siano in tanto che praticano l’arte dello scambio…sto parlando di ruoli, non di preferenze sessuali, beninteso. In questo caso, fare il critico non mi toglie il dovere, di tanto in tanto, di praticare l’arte culinaria. Questa volta mi sono esibito insieme ad un collega, Giuseppe Calabrese, che si occupa di calcio per Repubblica, grazie ad un amico, Tommaso Colombini, che ha trasformato il ristorante in qualcosa di diverso..guardate e commentate!

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5 Commenti

  1. ora mi fido di più di solito chi è di penna e calamaio parla di gastronomia e ai fornelli non produce gran che
    professore il suo andamento lento nel roteare la padella e dargli due colpetti di gomito è da professionista sembra che ci da di fioretto
    L’unica cosa è che non ride mai…. si rilasi in cucina tutto e nulla è serio

  2. Sono d’accordo con lei, a volte piace anche a me scambiare i ruoli. Sono un architetto, ma alla cucina dedico molto più che un ruolo. Per me cucinare è soprattutto un “ritrovarsi” attraverso i cibi che preparo. Un “ritrovarsi” che è memoria degli odori che ricordo sentivo nella mia cucina da bambina e allo stesso tempo una passione che mi spinge a volte a sperimentare piatti preparandoli in una veste nuova, forse più moderna, ma senza mai tralasciare il gusto e il piacere della buona cucina e magari accompagnandoli ad un ottimo vino.

  3. @francesca
    Se analizziamo a fondo il concetto, scopriamo che ci sono persone che mangiano determinati prodotti se tagliati in modo diverso, così come se viene cambiato l’aspetto, in special modo i bambini. Nel definire il gusto personale si inseriscono molti elementi, tra i quali, ritengo, l’abitudine a dieterminati gusti e odori assorbiti sin da piccoli

  4. Quando preparo una cena per qualcuno, di solito, cerco di interpretare il carattere e i gusti di quella precisa persona e se questa mi è particolarmente cara riesco davvero ad ottenere ottimi risultati! o almeno dicono…
    Probabilmente è perchè il mio gioco si basa su ingredienti freschi e genuini preparati con molta passione.
    Comunque secondo me, l’aspetto e l’odore sprigionato dagli ingredienti e successivamente dalle pietanze realizzate, hanno importanza fondamentale per definire il gusto personale e forse, mi azzardo, “oggettivo” di certi piatti. Non trova?