Quale trasformazione per un piatto che quarant’anni fa aveva dell’esotico ed oggi è diventato uno degli emblemi della cucina banale! Non dipende dal pesto in se’, ovviamente, ma dall’essere diventato un piatto adatto a tutte le occasioni nelle quali non si ha voglia di cucinare , a livelli gradi di coinvolgimento. Si perché si può pensare in positivo quando il pesto viene fatto in casa e utilizzato quando occorre, ma la scelta del basilico, dell’olio EVO, del pecorino e del resto degli ingredienti è stata fatta con molta cura, con risultati eccellenti. Magari si tratta di capire se è stato fatto con il mortaio o il frullatore, anche se la risposta appare scontata: di mortai utilizzati , nelle case, ce ne sono ben pochi, la maggior parte si trovano per fare arredamento. Però il pesto lo si trova oggi già confezionato nel reparto gastronomia, oppure lo si compra nel settore sughi pronti, già pastorizzato, con risultati gustativi ben lontani dall’originale. L’assurdo è che si arrivi ad aggiungere panna, ho scritto panna sì, per mitigare l’eccessiva sapidità del pesto industriale! Anche le trenette diventano difficili da gestire, quindi più facile vedere impiegate pennette(gasp!) o, quando va bene, le farfalline. Piace da morire come elemento contaminatore e quindi vederlo impiegato accanto al pesce è affare comune, malgrado la presenza del formaggio. Quasi scomparso il “pesto avvantaggiato”, con presenza contemporanea di fagiolini e patate, tropo laborioso ma soprattutto troppo saziante..d’altronde era nato proprio per sfamare a basso prezzo! Il futuro di un piatto che viene servito da New York a Sydney, passando per tutta l’area orientale? Il ritorno alle origini, ovvero la semplicità ed un servizio espresso..prepararlo mentre l’acqua sta scaldando potrebbe essere la vera rivoluzione Credits facciotuttodasola.com
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