Fra i tanti orrori gastronomici nati nel corso degli anni Ottanta, quando il boom delle pizzerie si fece sempre più evidente, occorre citare un piatto che poteva trovarsi, visto il nome, in quei locali a metà tra night club e tabarin, prima che iniziasse la moda dei ristoranti sexy: le penne alla maialona. Niente a che vedere con la preparazione “boccalona” citata(sic!) quale salsa piccantissima e quindi in grado di lasciare una lingua arroventata: qui si tratta invece di utilizzare maiale in varie forme. Impiegata dapprima per fare un nuovo tipo di pizza, la maialona fu poi destinata anche alla cucina, quale condimento adatto a stomaci preparati. Tra gli ingredienti presenti, obbligatori wurstel, salsicce e pancetta, ma poteva trovare spazio il salamino piccante, prosciutto cotto se non crudo, speck e tutto quello che in cucina rimaneva e non poteva essere utilizzato in altro modo. L’assemblaggio avveniva grazie ad una salsa di pomodoro ristretta, ma le immagini più agghiaccianti sono quelle che prevedevano la versione in banco, dove la panna sostituiva il pomodoro. Osservare i wurstel arricciati navigare, con le particelle di grasso in sospensione sul mare bianco della panna, provocava sensazioni nauseabonde al gourmet raffinato, salvo poi accorgersi che risultava il piatto più ordinato in pizzeria. le penne alla maialona ancora sopravvivono per gli amanti del genere horror in qualche bettola: da consumarle accanto ad una coppia di vegani rigorosamente convinti per risultarne definitivamente vaccinati ed abbandonarle al proprio destino…. Credits my-personaltrainer.it

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