La sera della Vigilia si stava rivelando faticosa: per carità, non certo per i vecchietti che l’assillavano al telefono su come apparecchiare la tavola, sul fatto che secondo loro avessero fatto poco da mangiare e su quando sarebbe andata a casa a dare una mano. No, quello che la preoccupava era piuttosto che si trovava in crisi a preparare il suo classico piatto natalizio, il vitello tonnato con insalata russa. Ed il bello è che che si era imposto di farlo per farlo assaggiare a Filiberto, il fidanzato che aveva presentato da poco alla famiglia e che si sarebbe seduto per la prima volta al desco ufficiale di un parentado, che sembrava uscita da una commedia di Eduardo De Filippo.
Le dispiaceva essere da sola in una casa che le sembrava vuota , ora che si stava abituando ad una vita di coppia, era tanto che non trovava un uomo che l’accudisse, che ci fosse nel bisogno, che le dimostrasse non in parole ma in gesti quello che provava. Le veniva in mente quando lui l’aveva portata in ospedale ed era rimasto fino al mattino, anche se poi doveva entrare presto al lavoro nel supermercato. I pensieri vagavano, ma si fermò per concentrarsi, ora doveva fare la maionese a mano, di soli tuorli, con l’aceto caldo , il mix di olio di semi e di oliva, con quel goccio di senape che la rendeva unica, dopo aver tagliato carote e patate a cubetti piccoli e averli fatti lessare per poco in acqua prima di raffreddarli.

Era tardi davvero il tempo scorreva veloce, , era uscita prima dl lavoro ma tornata a casa si era buttata sul letto a riposare. Un sonno leggero e inquieto poiché provava per la prima volta, a livello fisico, la mancanza di lui ed un po’ le dispiaceva di avergli detto di venire solo il giorno dopo a pranzo. Si chiedeva se fosse giusto fargli affrontare zii, cugine, nipoti, sorelle tutti insieme in un pasto che si sarebbe prolungato alquanto e per questo lo voleva davvero stupire con qualcosa di speciale. Non poteva certo fare il vitello tonnato facendo solo bollire la carne e ricoprendoloa di maionese al tonno e vino bianco. Si era messo a farlo a dovere, cuocendolo in arrosto morto, per ricavare la salsa dalle verdure del fondo di cottura mescolate al tonno. Ripensava mentalmente a tutte le operazioni da fare e si era resa conto di come tutto le stava scorrendo lento I genitori erano andati alla messa di mezzanotte, portati dalla sorella: non che fossero abituali frequentatori di luoghi da incenso e candele, ma quella notte era “tradizione” e non potevano certo rinunciare.
Non aveva sonno, non aveva stress, aveva voglia davvero di prendersi un po’ di tempo e ripensare a quanto era successo nell’anno trascorso e la notte di Natale le sembrava un buon momento: l’incontro con Filiberto aveva davvero condizionato in positivo un anno che si era messo davvero male. Il lavoro di responsabile di negozio di cosmetica la cominciava a stufare, non ce la faceva più ad affrontare tutti i giorni donne che sfogavano su di lei frustrazioni e rabbia ,accumulate in professioni competitive, condite da relazioni tossiche. Il rapporto con Davide si era troncato per sua scelta e ripensare agli occhi di lui il giorno in cui glielo aveva comunicato la facevano stare ancora male. L’estate al mare con le amiche era trascorsa in maniera taumaturgica e non avrebbe mai pensato di incontrare il suo nuovo amore al supermercato mentre faceva la spesa. La richiesta particolare di una farina non certo comune era stato l’aggancio, sorridere di fronte alla sua gentilezza e competenza fu naturale come lasciargli il numero di telefono. E trovarsi la sera stessa a mangiare la pizza e parlare fitto fitto le sembrò come essere al cinema. Aveva proprio voglia di continuare questa storia “normale” dopo aver incontrato di tutto nel corso degli anni.

Era stanca e si fermò a fumare una sigaretta, guardando dalla finestra le stelle. Si era resa conto che nella perfezione richiesta della ricetta si era scordata di comprare i capperi di Pantelleria, quelli piccolissimi ed ebbe un moto di stizza: nessuno se ne sarebbe accorto ma le dispiaceva lo stesso. Ripose tutto in frigo, cominciò a spogliarsi e voleva raggiungere il letto velocemente ma sentì aprire la porta, si voltò senza paura e lo vide: aveva salito le scale al buio ma una volta dentro la luna gli illuminava il volto. Le sorrideva e bisbigliò: “Non reggevo senza di te” e poi tirò fuori dalla tasca un vasetto di capperi “In realtà volevo trovare un motivo per venirti a trovare e mi sono accorto che ti eri scordata di questi a casa”. Il camino era ancora acceso, lui l’abbracciò e si senti fortunata: era salva la notte…ed anche il vitello tonnato








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