Già la parola lascia perplessi: essere un carciofo con le donne equivale a risultare un tipo imbranato. Una carciofa è invece sinonimo di donna non particolarmente attraente, sino all’avvento della pubblicità del Cynar, nella quale la”carciofona” era interpretata da Natalia Estrada, e quindi la parola cambio incredibilmente significato. Di fatto, la forma  del vegetale non ispira  particolari sogni erotici: anzi, le spine sembrano fatte apposta per allontanare sogni di gloria. E poi, se pensiamo anche all’amaro che lasciano sulle mani una volta puliti, diventa difficile associarli ad una cenetta romantica. la metamorfosi avviene in teglia, o in tegame, insomma dopo cotti, quando il gusto dolce prende il sopravvento e riesce ad amalgamarsi in maniera paritaria a pesci o formaggi. Nascono così i tagliolini che li vedono accomunati ai gamberetti, o un risottino delicato con taleggio. L’essenziale è non servirli brutalmente lessi, magari nemmeno scolati bene, una scelta che farebbe capire immediatamente al malcapitato di turno che il dopo cena sarà costituito da un’ottima dissertazione sul senso della vita e i massimi sistemi!

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3 Commenti

  1. A me il carciofo e’ una delle verdure che piace di piu’…in ogni modo…..in pastella, alla giudia, alla romana, crudo tagliato sottile come ingrediente di insalate di verdura o di pesce, pasta coi carciofi, risotto con i carciofi, suppli’ con i carciofi, sino a completare il tutto con il mitico amaro di carciofo…in assoluto il mio preferito!!! A pensarci bene a parte il dolce per il resto potrei farmici un menu’ completo…. e non mi dispiacerebbe affatto!!!