“Mission impossible” verrebbe da esclamare appena letto il titolo. L’immaginario collettivo, che prevede la cena a base di ostriche e champagne, o perlomeno l’utilizzo delle bollicine per un buon avvio della serata, deve essere radicalmente cambiato. Non si può certo immaginare di accompagnare i frutti di mare ad un’acqua oligominerale, ancorchè gassata: se poi la lei( o il lui) della situazione ama anche bere il tutto a temperatura ambiente, diventa francamente difficile. I consigli possono essere vari: il partner(chiamamolo così che si fa prima) appartiene alla linea salutista? Vi toccherà il ristorante vegetariano, magari di quelli dove si utilizzano prodotti biologici, dove sembra di ritrovarsi in una setta segreta considerando il tipo di pubblico che lo frequenta. Oppure potreste rimediare su un bel giapponese, con un sushi assortito da gustare con un thè. Se il crudo non piace, provate un cinese fatto bene, c’è sempre il thè che vi salva oppure potete provare con una birretta(si fa per dire, 1/2 litro minimo) da consumare senza essere troppo colpevolizzati. Niente vieta di disinteressarvi alla questione ed addentare la vostra fiorentina(la bistecca, non la donna!) bevendovi da soli il Chianti, certo che non sembra molto gentile..e voi che fareste?

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13 Commenti

  1. Marco,
    a parte che “parola” si scrive così e non “partola”, scusa, cos’è una costola-della-parola?!?
    Comunque il corsaro dovrebbe essere meno integralista altrimenti rischia di ritrovarsi senza fidanzata e di portare da solo a spasso i ‘ani (Professor Romanelli docet)

  2. Non esiste!
    In vino veritas per cui, nel caso di una lei astemia o, peggio ancora, vegetariana o maniaca, preferisco andare a spasso con il mio cane.

  3. Tutti siamo animali, non dimentichiamolo mai. Avere la fidanzata per forza, per moda o per bisogni corporali non è mai stato il mio stile. Ho sempre cercato l’incontro con una persona speciale e, pensa un pò, l’ho trovata perdavvero. Ne astemia ne vegetariana, umana! Credo che l’integralista non sono io che bevo e mangio di tutto, basta che “respiri”.

  4. uh, quanti luoghi comuni… ne aggiungo un altro: se la persona è quella giusta non facciamo nemmeno caso a quello che mangia e beve. Viva chi non si prende troppo sul serio, neanche a tavola

  5. Io adoro mangiare e bere bene, magari sparo un altro luogo comune dicendo che mi reputo fortunata per non avere nessuna intolleranza o allergia e soprattutto che mangio tutto. Ecco fatto l’ho detto 🙂
    Il vino aiuta molto a instaurare un rapporto e ad infrangere qualche tabù del primo incontro, sinceramente se non avessi incontrato mio marito che è UMANO, preferirei anch’io portare in giro il cane del corsaro 🙂
    Cla

  6. D’accordissimo con Dipassaggio, se la persona è piacevole e sa intrattenere bene la serata non sto certo a guardare cosa mangia, magari sul come mangia sì, ma questa è un’altra storia… (spunto per un altro blog)
    Comunque ricordate che “da vicino, nessuno è normale….”

  7. credo che Leonardo abbia colto l’essenza del problema. un mio vecchio amico diceva “meglio un piacere di cento disgusti…”
    per questo credo che anche e soprattutto nelle scelte di vita valga il criterio delle affinità elettive. del resto, frequentando da sempre donne bellissime, intelligentissime e grandi intenditrici di vino, penso che il vero dramma oggi sia conciliare un buon bicchiere con gli etilometri.

  8. io cercherei di convertirla o quanto meno a cercare di farla provare (senza essere insistente e con molto garbo ovviamente)….da appassionato come sono, per me è inconcepibile rinunciare a molti piaceri della tavola.
    Cmq di fondo con una donna cosi non potrei andarci d’accordo 🙂