Come sapete, continua imperterrita la mia idiosincrasia con il caricamento delle immagini sul blog. E quindi, anche se l’ufficio stampa mi aveva inviato un bel po’ di foto da utilizzare, vi rimando al blog di Stefano e ad altri più specializzati dove vi potete gustare la copertina e leggervi il comunicato stampa. Da parte mia, invece, due parole sui contenuti: mi sono piaciute da matti, ça ca sans dire, le ricette a base di frattaglie ed interiora, quelle che fanno nascere il famoso “French paradox” sul colesterolo basso nel sangue dei francesi grazie al vino che ci viene bevuto insieme. Le foto: non straripanti, nemmeno di maniera, quasi essenziali ma danno un’idea vera della ricetta. Fra le più curiose: brodo di maiale al sesamo, guancia di maiale alla borgognona, zampone con olio di noce e cipolla caramellata. E poi l’autore è ganzo, uno che a 7 anni assiste alla macellazione del maiale e non ne rimane impressionato, anzi..Vedi che a volte i francesi sanno stupire!

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6 Commenti

  1. Confermo la bontà del volume, le impressioni corrette e mirate di Leonardo. Il maiale trionfo della tavola opulenta, ghiotta, dei desideri d’antan, quelli che nessuna cucina cancellerà mai. Un tempo la macellazione era vero ed autentico rituale. Non da meno la cottura e poi ancora i tagli, gli insaccati…

  2. Beh stefano devo dire che dalle mie parti l’uccisione e successiva macellazone del maiale (LU PORC’) e’ ancora vissuta alla “vecchia maniera” ed e’ tut’oggi carica di significati. Spesso (per non dire sempre che pare brutto) si riuniscono intere famiglie con amici e conoscenti per l’uccisione del maiale a seguito della quae si fa il classico pranzo durante il quale viene servito tra le varie pietanze il caratteristico CIF E CIAF preparato con e spuntature della pancetta, del guanciale, con i pezzi meno prgiati della pancia e via dicendo rigorosamente prelevati dall’animale appena ucciso…

  3. @consumazione obbligatoria
    Aldino, di che marchette parli? Se dovessi recensire sempre e comunque tutto quello che mi arriva…quello che mi piace lo scrivo, il resto no. Sennò entriamo nella lunga questione se sono marchette o no le interviste agli attori, ai cantanti, ecc. ecc. Mangiamoci una cotoletta, su..:-))))

  4. lo stesso simpatico transalpino, cotal Stephane Reynaud, ha scritto un altro bel librone con tante belle foto dal titolo Ripailles traditional french cuisine. Non credo ancora tradotto in italiano.