La versione ideale è in bianco, per apprezzare meglio la sinuosa untuosità dello spaghetto. Le vongole, non per forza veraci, agiscono da insaporitrici, e devono essere succhiate con voluttà, magari imboccando il partner, che limiterà rumori molesti onde disturbare la magica atmosfera. Lo spaghetto deve essere mangiato rigorosamente con le mani, che si ungeranno e, per questo, potranno essere nettate con piccoli ma precisi colpi di lingua. Non disturberanno il peperoncino e il prezzemolo, che daranno freschezza e piccante, onde stimolare a dovere i sensi tutt’altro che appagati. E poi…insomma, il finale immaginatelo da soli!







7 Commenti
dalle mie parti (napoli) è sacro 🙂
Non c’entra un cavolo col topic, ma oggi alla Tavernetta da Elio a Milano ho mangiato una spettacolare erbera (esofago) al Marsala, e mi sei venuto in mente tu.
Per un attimo ho creduto di avere sbagliato sito! Il finale? “farsene” un altro piatto, perchè la notte è ancora giovane.
Aggiungo una cosa: come dice Michele Marziani, le “poveracce” sono molto più gustose delle vongole cosiddette “veraci”.
ah
le vongole
un passato amore
leggere per ricredersi
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/vongole-laguna/vongole-laguna/vongole-laguna.html
VIVA LI PAPARAZZ!!!!! Ragazzi in tutta onesta…gli spaghetti nghe li ciucculitte non li batte nessuno…ma che scocciatura trovarle…!!!
devo, purtroppo, segnalarvi un articolo
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/vongole-laguna/vongole-laguna/vongole-laguna.html
comunque lo s(h)paghetto alle vongole di mimì alla ferrovia resta un Mito !
🙂