Dai nomi più fantasiosi, frutto di un accurato lavoro di “brainstorming” da parte di creativi rampanti,  i “cartoni” hanno costituito la testa d’ariete per scardinare un mondo della tradizione alimentare  in  cui erano cresciute generazioni di bevitori. Cancellata la tradizione della gita fuoriporta, con damigiana, vuota, in auto, alla ricerca del vino del contadino, buono e genuino(si fa per dire..), questi hanno  ucciso anche il magico rito dell’imbottigliamento casalingo, da effettuarsi come un’allegra festa. Colpevoli anche di aver causato l’estinzione del fiasco impagliato, hanno giocato sulla facilità d’impiego e sulla liberazione di spazi della casa, normalmente occupati dai bottiglioni vuoti. Nei primordi della loro comparsa, gli amanti del nettare di Bacco osservavano con diffidenza quegli strani parallelepipedi, che ricordavano tanto da vicino i contenitori del latte, liquido nemico di ogni bevitore che si rispetti. Anche le scritte  stampigliate in bella evidenza non erano certo delle più accattivanti: “vino pastorizzato” sembrava una  dizione  indicante la supervisione di un pastore più che una pratica enologica. Malgrado questi elementi negativi, i vini in questione sono riusciti  a scalfire ataviche certezze, ed hanno conosciuto un insperato successo di pubblico, fondato sul niente. Niente colore, niente alcol, niente sapore, solo tanta acidità, che ha permesso a qualche fantasioso antagonista del tetrapak di trovare finalmente  il prodotto giusto per disincrostare le condutture di casa. Con risultati, questa volta davvero, finalmente ottimi!

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7 Commenti

  1. ho letto ieri che vicino a Verona hanno arrestato un sofisticatore (già a suo tempo coinvolto nella vicenda del metanolo) che aggiungeva acido solforico e cloridrico al mosto. quando vedo il vino nei boccioni (non nelle magnum!) o nei cartoni penso sempre a questo mondo sommerso di vino fatto chissà come… ovviamente sbaglio a generalizzare, ma come si fa a pensare che un vino serio possa essere messo nel tetrapak???
    già mi stanno antipatici i tappi non di sughero…

  2. le scatole di cartone per il vino sono decisamente orribili ma quante cose erano o sembravano orribili e poi ci sono state calate per buone ed innovative…vedi il tappo di silicone
    quindi un giorno ci convinceranno a bere un barolo dentro il cartone

  3. In cartone è comodo per chi alla fine non si interessa del vino quale alimento che dia piacere, piuttosto si interessa a quello che i fumi dell’alcool provocano sui loro cervelli e fegati.
    Costa poco, fa male che è un piacere, quindi alla fine qualcuno dice pure che è buono.
    ( il genuino era una moneta ligure, fatta di un oro talmente puro che veniva preso come esempio per indicare l’oro di qualità), di genuino non vi è nulla secondo me… nel tetrapack.
    SergioMaria

  4. Non credo di essere d’accordo, forse perchè il vino oltre ad amarlo l’ho anche venduto.
    Forse riuscire a bere buon vino in b.b richiede per me lo stesso sforzo intellettuale che per altri è bere una bottiglia di buon vino che costa 2 euro ed è prodotta in Romania.
    E poi, qual’è la differenza tra un vino semplice e il latte, almeno una volta, per la maggior parte delle persone,non esisteva se non forse per quelle che volevano distinguere il loro diverso status sociale.
    Bere vino era più semplice, più naturale, più economico; e per me il b.b lo puo riportare su questa strada. Puo inoltre riconquistare persone semplici o che non hanno la cultura necessaria (penso agli immigrati) per poter dominare questo marasma d’offerta.
    Certo forse noi viviamo e lavoriamo proprio perchè questo mondo è così complesso, ma talvolta, semplificare la vita a qualcuno può essere esso stesso motivo d’orgoglio.

  5. Non credo che per i vini da consumare subito il contenitore possa fare tutta questa differenza. Non sara’ forse che la qualita’ dipende fortemente da quello che ci mettiamo dentro? Pero’ ho notato che molto spesso l’impatto con una bottiglia accattivante “miglora” la predisposizione della papilla gustativa (provate a mettere del tav****llo rosso in una bottiglia e a berlo dopo un paio d’ore).
    Se incappiamo in un produttore senza scrupoli, il vino puo’ essere adulterato anche se in bottiglia e tappo di sughero…