330000 dollari: questo è il prezzo pagato per il tartufo trovato a Palaia, in provincia di Pisa, da Cristiano Savini, che è stato messo all’asta oggi pomeriggio nella 5^ edizione dell’Asta internazionale del tartufo toscano, che si svolgeva in collegamento con Londra e Macao. Ad aggiudicarselo il miliardario cinese Stanley Ho, proprietario dell’albergo di Macao dove ha sede la succursale cinese del  ristorante “Don Alfonso” di Alfonso Iaccarino. Il totale dell’asta ha fruttato 453500 dollari,che saranno devoluti in beneficenza. Di 14 lotti, solo uno è rimasto in Italia, due sono stati assegnati a Londra e ben 11 a Macao!

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6 Commenti

  1. maremma cane! ma se si paga questa quantità incredibile di danaro un tartufo pisano, quanti milioni di dollari o di euro o di sterline si dovrà pagare un bell’esemplare di tartufo vero, parlo del tartufo bianco di Alba? ‘un si capisce più niente!

  2. Quello che si capisce è che il sig. Franco Ziliani o fa lo spiritoso o non sa nulla di tartufi, perché non c’è differenza tra i Tuber magnatum pico… sono tutti tali, Alba o non Alba… e spesso quelli toscani (e di Pisa e Siena in particolare)sono i migliori per qualità e profumo. Con ciò aggiungiamo anche che nelle ultime aste piemontesi i migliori tartufi erano cavati in Toscana e con questo ho detto tutto!

  3. Oh Carlo, lei é un po’ “bischero”, mi consenta! Non ha colto la mia ironia (so bene dei tartufi albesi che di albese spesso hanno poco…) ed il mio ennesimo e provocatorio parlare bene dell’amato Piemonte in territorio toscano? Lo faccio anche quando vado a Montalcino e porto bottiglie di Barolo ai produttori di Brunello per tentare di far conoscere loro cosa sia… un grande vino 🙂 !

  4. di alba forse è vero. ma quelli del roero si riconoscono anche a occhio e sono i migliori. dove il vino comincia a perdere, il terreno si arricchisce e diventa più tenero e meno drenante rispetto alla langa, il tartufo viene più rotondeggiante, regolare e bianco. af

  5. Conoscendo Franco, avevo colto l’ironia, sapendo benissimo che di albese i tartufi in loco hanno ben poco:-))) Ma capisco anche carlo, considerati gli sofrzi che fa per mettere in luce la Toscana, in mezzo a mille difficoltà. Davanti all descrizione di Aldo, mi cheto ma mi chiedo anche: sarà mai possibile la tracciabilità del tartufo?