Con tutti gli scandali sulla carne di manzo che ciclicamente scoppiano nell’ambiente gastronomico, ultima la mucca pazza, il pollo riveste un’importanza fondamentale quale animale-rifugio, al quale ricorrere nei momenti di bisogno. Accusato dagli amanti della buona tavola di essere diventato ormai insapore, grasso e troppo morbido, a causa dell’allevamento intensivo al quale viene sottoposto, il pollo conserva un fascino indiscreto nel momento in cui viene proposto arrosto. Il colore bruno, la lucentezza data dal grasso e dall’olio e le spezie utilizzate per aromatizzarlo formano un cocktail inebriante di odori e sapori  che riesce a tentare anche il vegetariano più incallito( o meglio, lo fa sentire meno in colpa!) . La categoria dei polli ruspanti è ormai in via di estinzione, pochi sono  i contadini che ancora riescono ad allevarli all’aria aperta, ma la cosa più clamorosa è che, anche se fossero facilmente reperibili,  il gusto non risulterebbe forse più gradito alla maggior parte delle persone. La stessa consistenza delle carni, dura, filacciosa, tenace verrebbe presa come elemento negativo, con buona pace di tutti coloro che compiono chilometri pur di accaparrarsi il pollo originale del contadino. L’arrostimento per eccellenza deve avvenire alo spiedo, posto vicino al fuoco a legna, che provoca una rosolatura uniforme, che si forma lentamente nel tempo. La cottura in forno viene accettata quale soluzione di ripiego, proprio se non è possibile fare altrimenti. La parte più ambita rimane la coscia, sebbene un detto proverbiale voglia il sedere quale boccone prelibato. Il petto, troppo spesso poco saporito e tiglioso, viene lasciato volentieri dai ghiottoni a tutti quelli che stanno attenti ai grassi e non mangiano per questo la pelle del pollo. Che sarà, grassa, avrà tanto colesterolo ma… vuoi mettere il gusto di leccarsi le dita alla fine?

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7 Commenti

  1. amo il pollo arrosto. anzi, lo venero. lo mangerei tutti i giorni, pranzo e cena. ogni parte, anche le ossa (soprattutto quelle delle ali).

    Ps: forse ci voleva un accenno alle patate, mirabile accompagnamento.

  2. ragazzi il pollo allospiedo (o purtroppo per me il piu’ delle volte al forno) e’ un’istituzione….mi ci faccio 35 km all’andata e altrettanti al ritorno per andare al paesotto dal contadino amico che prende il pollasto..lo attacca alla pianta…me lo accoppa…me lo pulisce e me lo impacchetta….
    uno di quei polli talmente ruspanti che anche da cotti la carne e’ talmente attaccata alle ossa che sembra che ancora gli roda il sedere al pollastro…che non voglia cedere
    E’ che gusto spiluccarsi le ali…ma soprattutto a me piace da morire “ricapare” il groppone anche se l’ambita coscia e’ sempre in cima ai desideri
    confermo comunque che la “coda” e’ davvero buona….
    AL ROGO CHI LEVA LA PELLE DAL POLLO PERCHE’ TROPPO GRASSA…senza pelle il pollo che lo mangi a fare? che senso ha?

    quoto comunque marco…parlare di pollo allo spiedo o al forno senza menzionare la patatina amica caro Leonardo…questa e’ blasfemia!!! ma anche una rapa strascinata……..

  3. A casa mia, da quando ne ho memoria, il pollo arrosto è il pasto del pranzo domenicale!
    Rigorosamente pollo ruspante preso dalla contadina a Lucolena ehehehe…il babbo Mario non lo freghi e tu lo sai! ;-P
    …ovviamente io mi prendo sempre la coscia, anzi “IL COSCIO” come si dice in Toscana!!!