Non è facile risalire alle origini della pasta: si ritiene che i primi esempi di pasta simile a quella che mangiamo oggi siano stati prodotti dagli antichi Etruschi e dai Greci, che producevano un tipo di pasta a base di farina di grano, probabilmente farro e acqua. I Romani, successivamente, ereditarono questa pratica e svilupparono un prodotto chiamato “lagane”, una sorta di foglie piatte di pasta, un nome che si trova ancora oggi diffuso in specialità del Meridione italiano, come in Basilicata.

Durante il Medioevo, la pasta divenne particolarmente popolare in Italia, soprattutto nella regione meridionale. Le varietà di pasta e le tecniche di produzione si diffusero, e furono introdotte nuove forme e metodi di essiccazione. Il momento cruciale per la pasta è arrivato durante il Rinascimento, quando la tecnica per fare la pasta asciutta fu perfezionata. Durante questo periodo, varie forme di pasta secca, come spaghetti, vermicelli e tagliatelle, divennero sempre più comuni.

Nel corso dei secoli, la pasta è diventata un alimento fondamentale nella dieta italiana e ha guadagnato popolarità in tutto il mondo. Con il tempo, sono stati sviluppati numerosi tipi di pasta con varie forme e ingredienti, offrendo una vasta gamma di opzioni per soddisfare i gusti e le preferenze di diverse culture. Oggi, la pasta è consumata in tutto il mondo e ha assunto un ruolo significativo nella cucina internazionale, diventando un alimento versatile e amato da molte persone di diverse culture.

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Guardando in altri paesi, le origini della pasta in Cina sono difficili da tracciare con precisione, ma si ritiene che sia stata sviluppata durante la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). I noodles cinesi sono diventati una parte fondamentale della cucina tradizionale cinese e sono stati influenzati da diverse regioni, con variazioni nelle forme, nei metodi di preparazione e negli ingredienti utilizzati. Nel paese del Dragone pasta è stata storicamente consumata in molte forme: cotti in brodo come zuppa di noodle, saltati in padella, cotti al vapore e persino fritti. I noodles sono serviti con una vasta gamma di salse, verdure, carne, pesce e altri condimenti. Oltre alla loro importanza culturale, i noodles cinesi sono diventati popolari in tutto il mondo grazie alla diffusione della cucina cinese e alla globalizzazione.

In Giappone invece, l’introduzione dei noodles è generalmente attribuita ai monaci buddisti cinesi durante il periodo Nara (710-794 d.C.). Tuttavia, la produzione e il consumo di noodles hanno iniziato a diffondersi in Giappone in modo più ampio durante il periodo Edo (1603-1868 d.C.). Il tipo più popolare di noodles giapponesi è il “ramen”, che ha subito molte evoluzioni nel corso dei secoli. Originariamente, il ramen era chiamato “shina soba” (soba cinese) e veniva consumato nelle prime case da tè cinesi del Giappone. Nel corso del tempo, il ramen si è evoluto, incorporando ingredienti e tecniche di preparazione locali, diventando una vera e propria specialità culinaria giapponese. Altri tipi di noodles giapponesi includono lo “udon”, noodle spessi a base di farina di grano tenero, e lo “soba”, noodle sottili fatti principalmente di grano saraceno. Oltre a queste varietà di noodle, ci sono molte altre forme regionali di pasta giapponese, ciascuna con le proprie caratteristiche. I noodles giapponesi sono serviti in una varietà di brodi e salse, spesso accompagnati da ingredienti come carne, pesce, uova, verdure e alghe. Il ramen, in particolare, ha guadagnato popolarità in tutto il mondo e ha dato vita a diverse varianti regionali e stili.

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Curioso invece vedere cosa succede negli Stati Uniti: gli storici ritengono che la pasta sia stata introdotta in America dai colonizzatori europei, in particolare dagli immigrati italiani. Nel tardo XIX secolo e all’inizio del XX secolo, un gran numero di immigrati italiani si stabilirono negli Stati Uniti, portando con sé le loro tradizioni culinarie, compresa la pasta.Inizialmente, la pasta era più comunemente consumata dalle comunità italiane e si trovava principalmente nei quartieri con una forte presenza italiana. Tuttavia, nel corso del tempo, la pasta ha iniziato a guadagnare popolarità anche tra altre comunità e si è diffusa in tutto il paese. Durante il XX secolo, la pasta ha vissuto un periodo di grande crescita nella sua popolarità negli Stati Uniti. La produzione di pasta iniziò ad aumentare e divenne un alimento comune nei supermercati, con una vasta gamma di forme e tipi disponibili per il pubblico.Oggi, la pasta è un alimento molto diffuso e amato in America. È stata incorporata in molte ricette e piatti della cucina americana, spesso mescolando tradizioni culinarie provenienti da diverse culture.La sua versatilità, unita alla crescente consapevolezza delle opzioni alimentari e delle preferenze culinarie, ha portato ad un’ampia varietà di piatti che incorporano la pasta in modi creativi e innovativi. Piatti come spaghetti con salsa marinara, maccheroni con formaggio, lasagne e molti altri sono diventati parte integrante della dieta americana, oltre al famosissimo “spaghetti with meat balls”.

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Non poteva sfuggire la pasta nemmeno alla cucina molecolare. Gli chef che la praticano utilizzano strumenti e ingredienti insoliti per trasformare la pasta tradizionale in nuove forme, consistenze e presentazioni sorprendenti. Questa pratica coinvolge l’uso di additivi e tecniche specifiche per manipolare le proprietà chimiche e fisiche degli ingredienti. Ad esempio, uno degli aspetti più comuni della cucina molecolare applicata alla pasta è l’utilizzo di ingredienti come l’algina e il calcio per creare “sferificazioni” di pasta. Questo processo coinvolge la creazione di perle o sfere di pasta attraverso l’immersione di una soluzione di pasta in una soluzione di algina e successiva immersione in una soluzione di calcio. Il risultato sono piccole sfere di pasta con consistenza gelatinosa simili a uova di caviale che esplodono in bocca. Altri approcci alla cucina molecolare possono coinvolgere l’utilizzo di strumenti come l’azoto liquido per congelare rapidamente la pasta e creare consistenze insolite, come ad esempio “spaghetti” di gelato fatti congelando una base liquida adatta. Inoltre, vengono sperimentate tecniche come l’essiccazione sottovuoto per concentrare i sapori, la gelificazione per creare forme insolite o la combinazione di ingredienti in modo innovativo per presentare la pasta in modi non convenzionali.

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Quello che risulta incredibile è la capacità della pasta di definire un’identità di un territorio, a seconda del condimento utilizzato, anche se in questo caso gli aneddoti superano in credibilità la realtà storica. Prendiamo il caso della carbonara: una delle storie più diffuse riguarda il periodo dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante il quale gli americani presenti a Roma avrebbero introdotto la ricetta, usando bacon, uova, formaggio, a disposizione delle loro razioni alimentari, con l’aggiunta di pepe nero. E la nascita vera sarebbe da collocare non a Roma bensì in Romagna. Si dice che il nome “carbonara” derivi dal termine “carbonaro”, che faceva riferimento ai carbonai che operavano nei boschi e utilizzavano il pepe nero come spezia. Tuttavia, ci sono anche teorie che suggeriscono un’origine diversa. Alcuni credono che la Carbonara abbia radici più antiche e sia nata come piatto contadino della zona intorno a Roma, dove gli ingredienti come uova, pancetta o guanciale, formaggio e pepe erano facilmente disponibili e utilizzati dai contadini locali. Indipendentemente dalla sua vera origine, la Carbonara è diventata uno dei piatti più amati della cucina romana e italiana. La ricetta tradizionale prevede l’uso di spaghetti o rigatoni, guanciale, uova, Pecorino Romano o Parmigiano-Reggiano e pepe nero.

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Ultimamente si sono accese discussioni anche su un altro piatto come gli spaghetti , aglio, olio e peperoncino. La ricetta è incredibilmente basica e richiede solo pochi ingredienti: aglio, olio EVO e peperoncino rosso tritato, con aggiunte che riguardano prezzemolo e parmigiano, non da tutti graditi. Questo piatto è nato dalla necessità di creare un pasto veloce e gustoso utilizzando ingredienti di base facilmente reperibili. La tradizione di condire la pasta in questo modo  ha radici antiche, ma la sua popolarità è cresciuta soprattutto nel XX secolo. È diventato il piatto classico della spaghettata di mezzanotte tra amici. Amato non solo per la sua semplicità e rapidità di preparazione, ma anche per il suo sapore robusto e piccante, è considerato un piatto comfort e è spesso associato alla cucina casalinga, preparato in famiglia o servito nei ristoranti come piatto rustico e tradizionale.

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La pasta non risulta avere nessun tipo di cedimento nel gusto del pubblico, si arricchisce di forme, di condimenti variegati, ma riesce a creare l’esempio più calzante di cosa sia un piatto comfort.

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