E’ morta Gonaria, la mamma di Luigi, amico carissimo, con il quale ho condiviso il percorso di Slow Food quando ero fiduciario a Firenze, e che ha fondato l’associazione “Staseranonesco”. Ieri sono andato a trovarlo ed è stato piacevole riflettere insieme su come la morte possa regalare momenti di gioia: i fratelli che si ritrovano, la casa che si apre ad accogliere gli amici, uno sguardo sul futuro che non muore. Mi diceva della capacità di sua madre di tranquillizare fino all’ultimo lui ei suoi fratelli, dicendo fra l’altro “Non piangete, aprite una bottiglia di vino, prendete un salame e fate festa”. Gonaria è stata una delle protagoniste di dell’associazione, qui leggete il menu di una sua cena. L’intuizione di Luigi, nel momento in cui ha fatto nascere l’iniziativa,  è stata notevole: evitiamo di perdere le tradizioni culinarie che sono tramandate nelle case, facciamole rivivere attraverso chi le ha conservate, nella memoria e nelle mani. E Gonaria è riuscita ad affascinare molti, con le sue specialità sarde. Ieri c’erano piatti di vario tipo, sulla tavola, arrivavano dai vicini: Luigi mi spiegava facevano parte di una tradizione, per la quale i parenti dei defunti non dovevano cucinare, per poter stare con gli ospiti. Arrivederci Gonaria, che la terra ti sia lieve

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