Aprile dolce dormire un corno. Qui c’è gente che ha lavorato sodo e bevuto di più.

A dirla tutta questi post mensili col bignami delle bevute stanno diventando una vera piaga familiare e lavorativa. Assaggio un vino che mi piace e al secondo sorso penso: questo devo metterlo nell’articolo! E finisce la pace: comincio a fare foto, a prendere appunti, a pensare a voce alta. Amici, parenti e colleghi mi perculano, alcuni scuotono il capo con rassegnazione e forse mi mandano al gas in silenzio.

Ma mai potrei saltare un mese, il nostro appuntamento on line mi piace tantissimo e so che voi non potreste farne a meno, sbaglio? 😉

Aurora Etna Bianco Caselle 2022 I Vigneri. A volte lo so che sto commettendo un errore. Ma la tentazione è più forte, e se dico di non fare una cosa è la volta che la faccio. L’ho aperto. Presto, troppo presto, prestissimo. Un ragazzino dai lineamenti bellissimi e acerbo di carattere. Ho importunato un minorenne, che porta un nome femminile, per quanto possa esserlo un carricante! Aurora è ancor prima dell’alba, lo dice il nome, che per avere tutta la luce che sa dare bisogna aspettare, ma io sono dura come un sasso. Quindi mi ha travolto l’acidità che metà bastava, che sottolinea il carattere salino di questo vino e che probabilmente ha spinto un po’ in eccesso l’amaricante. Per cui ho goduto a metà, perchè se avessi atteso lo so che questo vino sarebbe stato una bomba. Ora è ancora un petardo, che colpisce al naso per ricchezza agrumata, zagara, miele millefiori e una inimmaginabile corrispondenza naso – bocca nonostante la giovane età. Chiusura che richiama la mandorla, ma ancora verde, e perciò amara.

****

Fass Nr. 9 Vernatsch 2022 Cantina Girlan. Mi sono propria rotta il razzo di descrivere vini col rosso rubino. Questa schiava ha un colore bellissimo, ma non è quello di un sangiovese né quello di un giovane nebbiolo. Il suo è un rosso relativo come macchia di fragola. Si, più la guardo e più il colore mi ricorda la fragola, quindi la descriverò come color rosso fragola luminoso e trasparente. Al naso c’è tanta frutta, toh c’è pure la fragola, una freschezza di menta piperita e una dolcezza pronunciata che mi ricorda tantissimo le ginevrine alla frutta, dai, quelli della mia età se le ricorderanno, quelle caramelle colorate fatte solo di zucchero. Che bellezza quando un vino riporta alla mente cose così lontane. Al sorso è succoso, ritorna ancora più pronunciata la frutta nella sua accezione più dolce e le freschezze mentolate. Chiude con media persistenza e cenni di zucchero filato e felicità. Un vino incapace di stancare.

****

Lambrusco dell’Emilia Rosato Perfranco Bergianti. Tutto bello: bottiglia, tappo a corona, etichetta, retroetichetta. “Puro vino vivente” è una bella espressione, qualunque significato le si attribuisca suona bene, evoca sensazioni. Il colore di questo lambrusco salamino è rosa antico, cipria, un quasi color pelle, la tinta MAT di un fondotinta nude, appena velato, poichè non subisce alcuna filtrazione. Timo limonato, succo d’arancia, melagrana, al sorso è una spremuta vera di arancia, non molto articolata negli aromi ma dannatamente goloso. Oh it’s so funky! Gli americani in enoteca lo descrivono tutti così, estasiati. E ormai anche molti italiani. Si accetta come traduzione di vino divertente, originale, talvolta anticonvenzionale ecc ecc: tutti bellissimi termini tramite cui la lingua italiana sa esprimere concetti precisi. Secondo un mio amico bravo, funky è un modo figo per descrivere un vino che sa di lavanda gastrica. Condivido il suo parere: funky sono spesso vini bizzarri più che originali, più strani che anticonvenzionali, divertenti al limite della presa di culo. E allora per piacere non chiamiamo funky Perfranco che è veramente un vino ben fatto pieno di testa e generosa bontà.

****

Friuli Colli Orientali Sacrisassi Rosso 2019 Le Due Terre. Questi articoli sono per me anche l’occasione di parlare a cuore aperto, una sorta di freewheeling Sabrina , in cui faccio outing sui miei gusti varietali. Ecco, Refosco e Schioppettino forse sono tra le varietà a portata di mano che bevo di meno. Insomma non mi vengono proprio in mente quando acquisto un vino on line o da scaffale, cioè son come trasparenti, nemmeno li vedo. Ignoranza condita ad un misto di mancanza di curiosità. Però Sacrisassi è Sacrisassi, e la curiosità di riassaggiarlo ogni volta che capita ce l’ho eccome! Naso intenso, succoso, potente di sciroppo di amarena, prugna, pepe nero, vinacciolo conditi da note balsamiche. Sorso pieno e pulito, cioè senza sbavature o eccessi, tannino ficcante e saporito, persistenza importante.

****

Toscana IGT Argomenna 2022 Podere Torcicoda. La zona di origine è quella del Chianti Rufina, ma ci troviamo in uno dei cru di questa zona: Acone. Siamo alle pendici del Monte Giovi, sul versante sud-ovest, quello che scende scosceso sul torrente Argomenna. Una vigna degli anni Novanta, con una parte impiantata di recente, a 400 m di altitudine. Giuro mi viene da scrivere un sangiovese di razza con tutte le buone accezioni del caso. Fate conto che non l’abbia scritto. E’ un vino potente nella sua struttura, ma non muscoloso, sorretto da un’acidità “che ti spacca in quattro!”: pH 3.3 quasi da bianco. Il tannino è quello poderoso della Rufina, e ancora molto giovane; la 2022 l’ho assaggiata in anteprima, uscirà a settembre. Figlio di una annata caldissima ha un frutto bello evidente ed è già ben definito al naso; il sorso avrà modo di distendersi un po’ nei mesi di bottiglia da qui all’uscita. Una novità incredibilmente bella per la mia amata Rufina.

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento