Figurati se noi il dry January..abbiamo continuato a diritto, incuranti del post festività, degli eccessi e dei bagordi. Del resto noi c’abbiamo il fisico! (a parte il salto di un buco alla cintura e il divieto di indosso dei jeans fino alla primavera inoltrata). E poi dai, la morigeratezza non ci fa onore, anzi annebbia la nostra credibilità. Consapevoli di ciò andiamo avanti fedeli alla linea, io sto bene, felicitazioni!

Ritorno col classico invito: se trovate qualcosa che vi stuzzica tra i vini descritti io riassaggio volentieri con voi. Fatevi vivi senza esitare 😉

L’Isola Bianco 2022 Hibiscus. Il primo vino di Ustica bevuto in vita mia. Son soddisfazioni. Catarratto e inzolia allevati su terreni vulcanici in riva al mare. La combinazione ideale che ogni nerd del vino cerca. Qui la MINERALITA’ diventa doppia, anzi al quadrato (per questo l’ho scritta in maiuscolo!!): c’è quella sulfurea di vulcano solo accennata e tanto sale marino. E dove sta la bellezza di un vino salato? Nella capacità di sottolineare la dolcezza, soprattutto quella fruttata. Proprio come in una torta, dove il sale funziona da esaltatore del sapore. Al naso profuma di ananas, passion fruit, scorza di cedro, origano fresco. Lo senti che è un vino del sud, ma non certo per l’alcol, che educato si assesta a 12,5%. Me lo sono immaginato con uno spaghetto tonno e pomodorini. E dell’altro origano buono sopra. Prezzo acquistato da distribuzione, non ricordo esattamente, ma si aggirava sui 15 +iva. Lo riordino.

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Carossi chardonnay 2021 Cascina Galarin. Chardonnay del Piemonte affinato in barrique, come recita l’etichetta. Niente paura (del) Little Wood!, per chi in gioventù ha letto Jason Reynolds, quello è un romanzo bello sull’avventura di diventare grandi. E quanto il legno piccolo ben gestito può far crescere bene lo chardonnay? Insomma mi sembrava una citazione di un certo spessore e una spassionata celebrazione della barrique 🙂 . Alla vista è oro brillante, luccica proprio. Al naso attacca con erbe aromatiche, poi nocciola e burro di cacao. Più che resta nel bicchiere e più si spoglia della frutta secca e dei sentori burrosi, lasciando note verdeggianti di macchia mediterranea, ginestra, miele di corbezzolo. Sorso con vena amaricante centrale, piuttosto grasso ma non troppo. Chiusura salina. Comprato on line a 25€. Ci sta.

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Monte di Grazia Rosso 2017, Campania IGT. Da un vigneto prefillossera con esemplari anche di 100 anni di uve tintore e piedirosso. Colore violaceo spesso e denso come un succo di mirtilli. Sorso incredibilmente acido per una 2017 della costiera amalfitana, per lo meno nel mio immaginario. Leggero nel corpo e un contenuto alcolico da minorenni, ne fanno un vino attualissimo e graditissimo. Sorso crudo, non particolarmente persistente, ma piacevole, che chiude con ricordi di arancia. Al naso cenni di iodio, carne e humus. Dopo la Toscana e il Piemonte c’è sicuramente la Campania tra le mie regioni del cuore, da bere. Sui 20€ on line. Li vale tutti.

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Dolcetto D’Alba 2022 Bruno Giacosa. E’ nell’olimpo dei dolcetti, insomma tra quelli più buoni senza se e senza ma. E’ una pioggia di frutti neri e rossi, fragola, zucchero filato, duro di menta, cenni verdi che ricordano il raspo. Sorso dolce consistente e ben equilibrato da un buon tannino. La beva è piacevole, ma datemi un dolcetto, anche quello più buono del mondo, tipo questo, io faccio una fatica a farmelo piacere! Chiedo venia. Pagato 27 euro a scaffale, che è comunque un prezzo super corretto.

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Barolo Ravera 2018 Marziano Abbona. Un bellissimo color barolo, che tanto è quello, e dovrebbe entrare in ogni pantone che si rispetti. Naso molto balsamico, after eight, dolcezza di spezia e liquirizia haribo. Il frutto esce in seconda battuta, coulis di frutti di bosco e cenni di tabacco. Il sorso dinamico è scandito da un tannino saporito, dai tratti verdeggianti ma non immaturi, finale lungo che asciuga un po’. Nei miei appunti volanti ho segnato “ricordi di BBQ” in chiusura, ma non ci buttate una bistecca; semmai delle costolette di agnello con salsa alla menta. In enoteca al tavolo si aggira con onestà sui 70 euro.

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