L’azienda Vecchie Terre di Montefili è collocata nel cuore del Chianti Classico, sulla collina panoramica Monte Fili, di origini antichissime, in una posizione privilegiata, a 540 metri sopra il livello del mare; i vigneti si estendono su una superficie di 12,5 ettari nel comune di Greve in Chianti, al confine delle UGA (Unità Geografica Aggiuntiva) del Chianti Classico di Panzano e Montefioralle. I suoli hanno peculiarità uniche dovute alla presenza di tre distinte lingue di roccia madre composte da galestro, marne di alberese e quarzo feldspatico in un sito collinare che permette un clima ideale per la vite, soleggiato, ventilato e con buona escursione termica.

Dal 1995 fa parte del bio-distretto di Panzano, primo distretto biologico italiano che esprime la volontà di ricercare la sostenibilità da parte dei viticoltori aderenti.
Dal 2015, proprietari della Tenuta, sono tre amici venuti dagli Usa, ma legati dalla passione per il territorio vitivinicolo italiano, Nicola Marzovilla, Frank Bynum e Tom Peck Jr, che hanno scelto alla guida dell’azienda l’enologa e agronoma bresciana Serena Gusmeri, con pregresse esperienze in Franciacorta e in Campania. La sua filosofia enologica si basa sulla comprensione e il rispetto delle singole parcelle di terra, dove il terreno, l’esposizione e la storia influenzano il carattere delle uve. In cantina, privilegia fermentazioni spontanee e lunghi invecchiamenti in botti di media-grandi dimensioni per permettere al vino di esprimere appieno le caratteristiche del terroir.

L’impianto del primo vigneto di Sangiovese nominato “Anfiteatro” risaliva all’anno 1975, al quale hanno fatto seguito ulteriori impianti voluti dalla nuova proprietà con la propria enologa.
Vecchie Terre di Montefili abbraccia una filosofia produttiva improntata sulla ricerca dell’eccellenza, con un profondo rispetto per l’ambiente. Per tale motivo si è dato vita ad un ambizioso progetto scientifico avviato nel 2018, realizzato grazie a Vitenova Vine Wellness. Questa ricerca prevede la raccolta periodica di campioni di microfauna e la loro catalogazione, per poter valutare costantemente la salute delle viti e l’impatto dell’attività agricola sulle stesse. Le vigne dell’azienda, principalmente di uve Sangiovese (11 ettari), insieme a 1,2 ettari di Cabernet Sauvignon, sono coltivate con metodi sostenibili. Dal 2022 è stato impiantato anche il Ciliegiolo per solo circa 2000 mq con una resa 10 ettolitri scarsi.
Le vigne sono state parcellate nel 2018 a seconda delle peculiari tipologie di ciascun terreno e della sua esposizione: ogni parcella è così davvero unica e la vinificazione di ogni singolo vigneto avviene separatamente, con l’obiettivo primario di produrre vini che riflettano la vera essenza delle uve della singola parcella, delle condizioni climatiche dell’annata, del suolo di appartenenza e, così facendo, di rispettare il terroir d’origine, la natura, i suoi tempi ed i suoi elementi più caratteristici.




photo credits @vecchieterredimontefili
Vecchie Terre di Montefili ha recentemente ottenuto la certificazione Diversity Ark (registrata presso EUIPO e certificata a livello europeo dall’Ente CSQA), che nasce dopo anni di studio e di collaborazione con varie aziende agricole ed associazioni di produttori..

Alla base di tale certificazione c’è il rispetto della biodiversità di suolo ed ambiente, attraverso un approccio olistico e scientifico all’agricoltura che si attua con la tutela degli elementi che si interfacciano con il processo agricolo, dallo stato di benessere dei suoli, alla certificazione della biodiversità faunistica dell’appezzamento e della ricchezza di piante, con analisi e monitoraggi sulla biodiversità, campionamento del suolo, analisi di insetti artropodi e analisi della biodiversità floristica.
Ultimo aspetto, ma non meno importante, l’azienda certificata deve rispettare un innovativo disciplinare che non consente l’uso di diserbanti e impedisce l’utilizzo di antiparassitari rischiosi per la salute umana. Inoltre, inserisce, all’interno dei controlli, una sezione speciale per la presenza o meno di plastiche nel terreno, problematica che sempre più affligge l’agricoltura.
I vini prodotti dall’Azienda sono Chianti Classico DOCG, Chianti Classico Gran Selezione DOCG , Vigna Vecchia IGT e le storiche etichette Bruno di Rocca e Anfiteatro IGT.


photo credits @ vecchieterredimontefili
In azienda siamo stati accolti dal Responsabile commerciale Stefano Toccafondi e dall’Enologa Serena Gusmeri, che ci hanno poi accompagnato durante tutta la due giorni di visita. All’arrivo, il primo giorno, è stato offerto alla stampa un light lunch durante il quale si è degustato:
– CHIANTI CLASSICO 2020: solo 8000 bottiglie in un’annata caratterizzata da poca pioggia, un chianti classico con una concentrazione abbastanza importante, ma contraddistinto da freschezza e acidità grazie all’altitudine dei vigneti che vanno da 480/580 metri, elemento fondamentale nella freschezza del Sangiovese. Al naso note frutti rossi maturi, mirtillo rosso e ribes, speziato, chiodi di garofano, cannella e noce moscata. Un vino strutturato, equilibrato e persistente.
–CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2019: complesso al naso, con note prevalenti di cannella, chiodi garofano noce moscata, frutti maturi. Al palato ritorni di frutta matura: prugna, ribes nero e ciliegia di vignola. Intenso con tannini setosi e persistente.

Dopo una visita alla cantina, è stato organizzato nel paese di Panzano, prima un aperitivo presso l’Enoteca Baldi, quindi una cena all’Officina della Bistecca di Dario Cecchini, alla quale sono stati abbinati i seguenti vini:
BRUNO DI ROCCA annate 2016 e 2019. Cabernet Sauvignon 80% Sangiovese 20% . Al palato presenta un ampio corpo con sapori di frutti neri, liquirizia e un tocco di menta. Il finale si presenta lungo e persistente.

La mattina seguente si è tenuta una verticale del vino storico dell’Azienda “Anfiteatro” proveniente dalla sua vigna più antica, con le vendemmie 2015-2016-2017-2018-2019 e la speciale anteprima dell’annata 2020 non ancora in commercio.


ANFITEATRO 2015 tanta ricchezza e struttura: al naso note di ciliegia matura, sottobosco, tabacco. Tannico, fresco con un finale persistente.
L’annata 2016 più sottile più elegante rispetto alla 2015 con un tannino più setoso meno aggressivo. Al naso floreale viola e frutti maturi ribes ciliegia, note speziate di cannella. Fresco con un finale lungo.
2017 annata meno esplosiva delle precedenti, un po’ più chiusa. Al naso note di ciliegia, viola, balsamico, speziato cannella. Al palato speziato, tannini setosi persistente.
2018 Al naso emergono frutti di ciliegia e prugna maturi, tabacco spezie, tannino morbido.
2019 al naso netti richiami di arancia rossa, ribes, speziato, floreale. Al palato fresco, tannico persistente con sentori finali di frutta.
Anteprima 2020 All’olfatto speziato, floreale, con note leggermente mentolate, tannico.
Dopo una visita alla splendida antica Abbazia di San Michele Arcangelo, risalente all’anno 890, il tour si è concluso con un light – lunch presso il ristorante La Scuderia in Badia a Passignano, sul tema “La Toscana nei piatti e nel bicchiere con le Vecchie Terre di Montefili”:


– VIGNA NEL BOSCO 2019 : 100% Sangiovese. Al naso ciliegie mature, mirtillo rosso, speziato di noce moscata, zenzero e prugna secca. Fresco e persistente.
– VIGNA VECCHIA 2019 : 100% Sangiovese. Al naso floreale di petali di rosa, ciliegia e ribes rosso, speziato di pepe bianco, ginepro. Intenso etereo con un finale persistente.
Vecchie Terre di Montefili
Loc. San Cresci 45 – 50022 Greve in Chianti (FI)








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