Possibile che nel settore enogastronomico siano tutti così seri e pieni di se’? Possibile che nessuno abbia mai voglia di scherzare?Io ci provo..

Si dice che un critico enogastronomico grande, di quelli con la C maiuscola, declamò, in maniera professorale,  tutta la bellezza di uno  Chateau Margaux , facendo capire che si trattava di un’annata minore, bastava annusare il vino nel bicchiere e riconoscere le caratteristiche organolettiche meno potenti e più eleganti: Peccato che gli avessero servito l’annata precedente!

Si dice che un critico del vino, sempre grande, sempre con la C maiuscola, si addormenti durante le degustazioni ed abbia accanto sempre lo stesso amico giornalista che, quando inizia a russare troppo forte, ha il compito di strattonarlo con forza

Si dice che per anni un critico abbia fatto una guida dei ristoranti pur essendo allergico ai formaggi

…continua

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12 Commenti

  1. Sul terzo “si dice”: caro Romanelli, dove sta scritto che un locale e uno chef non si possano valutare correttamente pur evitando il formaggio?

  2. Credo dipenda anche dalle zone.
    Per citare un territorio a me noto, in Valtellina può essere un vero problema: ma mica l’avrà “fatta” da solo la guida, nevvero?

  3. @Sonia. Hai proprio ragione. Scrivere solo: “Sono d’accordo con te” è utile, invece – ma a chi? 🙂
    Almeno io intervengo – di rado e in pochi blog – con nome e cognome (veri), in un mondo dove sono sempre troppi i membri dell”Anònima Imprecisi & Approssimativi.

    A questo punto, però, mi piacerebbe approfondire la questione: di fatto – non in teoria – quanto incidono la selezione dei formaggi e, soprattutto, il loro uso come ingredienti sull’attività degli chef, ergo sulla (eventuale) valutazione dei ristoranti da parte di una guida qualsivoglia?

    A me non pare un tema malvagio per iniziare il nuovo anno, che auguro felice e goloso a tutti – naturalmente.

  4. luca, ad affettare i formaggi e metterli sul vassoio della casa ogni bischero è bono.. non è mica come la preparazione di un piatto tradizionale, lì si vede la differenza tra un cuoco bravo e non.

  5. @ L. Amodeo: chiarezza e sintesi catturano l’attenzione 😛

    Posizione preferibile all’essere prolissi, come invece lo sei tu. In ogni caso, non sempre parlando si è anche ascoltati. Per lo meno, tu non offri questa impressione 😛

    Sonia

  6. @Sonia: basta non leggermi… In compenso tu sei riuscita, in due interventi (sintetici, ben inteso), a non aggiungere assolutamente nulla alla discussione: chapeau!

    @Ligabue: d’accordo, ma quanti cuochi fanno dell’ingrediente “formaggio” il punto forte della propria cucina? Una sparuta minoranza, secondo me; per questo l’allergia del critico mi sembra un peccatuccio.

  7. in effetti se un critico è allergico (fisicamente o mentalmente) a un ingrediente ed evita di recensire e giudicare un piatto che li contiene non mi sembra una scorrettezza.

  8. io scrivo di cibo. non mangio parecchi animali. cervi, caprioli ed affini e tutti i volatili. e allora? avro’ qualche problemino in alto adige e non potro’ apprezzare le stupende cose che mi dicono uliassi cucini nella stagione della caccia. ma da uliassi posso godere e giudicare altro ed in alto adige mangero’ altro. ripeto : dov’è il problema?

  9. Il problema, scusate, è che ho un limite preciso: non posso giudicare tutti i piatti a base di formaggio, quindi non posso dare un giudizio completo sull’attività di uno chef. Chiaro che mi rimane molti piatti da poter mangiare ma un conto è se faccio l’amatore buongustaio, un altro se faccio parte di una Guida che dà punteggi. Dare un voto è possibile se non ci sono limitazioni di sorta, altrimenti posso fare un’ampia recensione..ma devo dichiarare il mio limite. Non vi sembra?

  10. Giusto un critico deve mangiare tutto, poi magari avrà le sue preferenze, c’è chi non sopporta ad esempio la liquirizia, ma se gli si presenta davanti un piatto accompagnato da quest’ultima lo assaggia..E poi crescendo si cambia i gusti…io che mangio fegatelli, trippa, lingua, lampredotto e affini…fino a due anni fa tutte cose off limit per il mio palato…perciò Giancarlo prova ad assaggiare un volatile, una faraona per esempio, fati coraggio, poi mi dici…