Igles Corelli non è mai stato un personaggio ordinario, un cuoco canonico, quello che sta nel gruppo: idee innovative, precursore di stili e di mode, pensieri solidi e concreti. Basti pensare alla meravigliosa stagione del Trigabolo di Argenta, alle sue img_4242prime trasmissioni televisive, con reportage in giro per l mondo, alla manifestazione intitolata appunto “Saperi e Sapori” che radunava cuochi di tutta Europa nel paese in provincia di Ferrara. Proprio perché è uno che guarda sempre al futuro, a cui non piace sempre rimembrare il tempo che fu, ecco che ad ottobre fa risorgere la manifestazione del passato, rendendola fruibile grazie ai mezzi del presente. Invita 14 chef nel suo ristorante Atman a Lamporecchio, in provincia di Pistoia, in quella Villa Rospigliosi che ha preso nuova vita grazie al suo arrivo, per celebrare la cucina di selvaggina. Ora, in tempi di animi accesi, dedicare tre giorni alla cacciagione non è scelta scontata e normale: ci vuole capacità nel trattare il prodotto, voglia di sperimentare, volontà di trasmettere un messaggio che può essere oggetto di attacchi anche virulenti. Tutto è andato benissimo, il resoconto video dell’esperienza lo potete trovare sul Gambero Rosso Channel, ma quello cheimg_4243 è stato interessante è vedere all’opera cuochi di nuova e vecchia generazione, colleghi che si sono distinti a partire dalla fine degli anni Ottanta a quelli che sono stati suoi allievi ed hanno oggi spiccato il volo. Ho partecipato alla cena del secondo giorno, ma è chiaro che si poteva tranquillamente fare una tre giorni no stop, soprattutto se stando ai resoconti, spesso la serata si prolungava al mattino inclusa spaghettata! Lunedì 17 ottobre ha cominciato Mauro Uliassi, con Fondente di patata dolce con tartufo nero e colombaccio con vino in accompagnamento Barbaresco Gallina 2012 di Lequio, Peter Brunel con Il cinghiale in cinta insieme a Chianti Rufina 2009 di Cerreto Libri, Roy Caceres con l’Antipasta collegato a  Côtes Catalanes Horizon Rosé 2014, Domaine de l’Horizon, Philippe Léveillé con Confit di coscia d’anatra al miele, aceto balsamico tradizionale e pepe del Madagascar abbinato a un Saint Emilion Grand Cru La Dame De Onze Houres 2012, Domain de Valmengeaux ed infine  Aurora Mazzucchelli che ha presentato La lepre e l’uva, abbinato a un Recioto della Valpolicella ammandorlato 2011 di Corteforte. Mercoledì 19, il giorno della nostalgia:  Fulvio Pierangelini con Gambero rosso  e img_4246Cotes Catalanes Horizon Blanc 2014 di Domaine de l’horizon,  Igles Corelli con Risotto di caccia, gelato al parmigiano e Venezia Giulia Ograde 2012 Skerk, Salvatore Tassa con Dalle Alpi alle Piramidi – il cervo prende l’orient express, e Dolceacqua 2015 di Rondelli, Gianfranco Vissani con Confusion e Caiarossa 2009  e Mauro Gualandi, il pasticcere storico del Trigabolo  con Le visciole in carrozza di mandorle abbinato a uno Champagne Blanc de Noir Brut Louis Nicaise. Io ero alla seconda giornata. Stefano Baiocco ha iniziato Tiramisù di porcini e Fiano di Avellino Pietramara et. Nera 2013 de I Favati, Fabrizia Meroi con Raviolo di patate tipico al camoscio e Venezia Giulia Malvazija 2012 Skerk, Francesco Sposito con Ricordo di zuppa forte e Sevennières-Chenin Chamboreau 2010 Domaine FL, Alessandro Gravagna con  Il cervo, la trota dell’Isonzo e il pistacchio e Boca 2007 di Le Piane e Loretta Fanella img_4250con Viola come una viola e un mirtillo e Aleatico di Gradoli 2014 Montemaggiore Occhipinti. Da ricordare davvero il raviolo ed il cervo. Abbinamenti decisi dal sommelier di casa, Samuele Del Carlo, personaggio a tutto tondo, con il quale un confronto sui vini può trasformarsi in una singolar tenzone animata: trascinante, appassionato, non certo semplice. Una manifestazione da ripetere, per l’amalgama, la voglia di fare, il genio che si respira all’interno. E far arrivare tutti questi personaggi a Lamporecchio, conosciuta prima di Igles solo per i brigidini, non è cosa da poco…

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