Dopo innumerevoli vicissitudini, provo a riprendere la consueta attività del blog; c’è stata la settimana delle Anteprime del Vino, poi un black out della connessione per diverse ore ieri, che sommata al cambio indirizzo ha prodotto situazioni nefaste. Lancio oggi un cavallo di battaglia elementare: la polenta. Partiamo dal farla: che tipo di farina gialla, a quale livello di macinatura? E poi, nell’acqua ce lo mettete l’olio? Cottura? Miglior sugo di condimento, antico e moderno? Infine, primo piatto o  accompagnamento al secondo? Per me la polenta è: farina fioretto, metto poco olio nell’acqua, la condisco con sugo di carne di maiale dove è presente la salsiccia oppure con gorgonzola. Indubbiamente piatto unico. Dite la vostra!

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10 Commenti

  1. Qualche anno fa mi sono trasferita da Milano a Bari: proprio qui sto facendo un’operazione di “polentizzazione” del territorio. Da queste parti la polenta viene mangiata solitamente fritta (sgagliozze) come snack estivo da passeggio ma mi sto impegnando per farla promuovere a “piatto degno della domenica in famiglia”.

    La mia preparazione preferita prevede farina di grano saraceno (40%) e farina di mais (60%) … il grado di macinatura non lo decido io ma gli scaffali del negoziante.
    Porto avanti la cottura per un’oretta in quell’aggeggio cigolante chiamato “paiolo elettrico” che da un lato toglie il gusto della preparazione e dall’altro vizia la muscolatura.

    Concepisco la polenta solo come piatto unico e devo dire che sono combattuta tra il connubio “polenta e baccalà “(alla Vicentina) e “polenta e bruscitt” (alla Lombarda): nel secondo caso, alla polenta aggiungo bitto (trovato, miracolosamente, anche qui a Bari), taleggio e un pezzettino di burro … così, giusto per farsi quel sano male che, se ci muori, lo fai col sorriso sulle labbra!

  2. @Leonardo Romanelli
    La scintilla del trasferimento è stata innescata dall’amore e la propulsione è stata trasmessa dalla voglia di cambiare aria … comunque la polenta me la porto in capo al mondo! :-)))

  3. ho mangiato una stupenda polenta, artigianalmente prodotta in Garfagnana da un granturco locale che sapeva di burro, di formaggio e non so cos’altro ma che era solo ed esclusivamente polenta (da Enotria, devo andare a ricomprarla! )

  4. Sono lombarda, ma vivo in Toscana da poco più di una anno. Da me si fa con farina fioretto e un poco di olio, mescolata a mano per un’ora abbondante. Nella tradizione contadina lombarda la polenta è il sostituto del pane e si mangia la domenica per accompagnare un piatto di carne arrosto (generalmente con coniglio o vitello) o stufata (mai sentito parlare del manzo di rovato all’olio?) e bagnata con il fondo di cottura.
    La polenta fatta il giorno prima, diventata un bel panetto sodo, si taglia a fette e si lascia abbrustolire ben bene sul camino per mangiarla con lo stracchino o il taleggio…mmhhh devo correre a trovare i miei per mangiare queste prelibatezze! Ciao

  5. Nella mia terra di origine (prealpi lepontine) la polenta era il cibo di tutti i giorni, accompagnata con un po’ di burro e/o formaggio a pranzo (al limite un uovo) e con il minestrone di sole verdure la sera.
    Adesso è diventata cibo della festa (specie le feste di paese: sabato, per il Carnevale, un centinaio di persone in piazza – quorum ego – hanno mangiato polenta, salamino, spezzatino e gorgonzola).
    Tradizionalmente usiamo farina di solo mais macinata “media”, la cuociamo in sola acqua e sale in un paiolo di rame sopra fuoco di legna, per più di un’ora, in modo che diventi bella dura.
    Più che piatto unico, accompagna tutto il pasto: polenta e latte come primo, con un umido (salsiccia, spezzatino, tapelucco) come secondo e col gorgonzola per chiudere.

  6. A me la polenta piace a grana grossa, e amalgamata con cavolo nero risaltato in padella con olio e aglio, una generosa grattata di formaggio, e poi cosa vuoi mangiare dopo ? ci penserai domani.

  7. Visto che ad alcuni di voi la polenta piace a grana grossa vi consiglio questo link http://www.formenton8file.it/
    è una farina di mais prodotta in garfagnana che ho scovato durante i miei girovagare in un negozietto di prodotti della filiera corta locale …esiste nelle due varianti gialla e giallo/rossa.
    E’ caruccia € 4,50 al kg ma ne vale la pena …
    Questa è la versione preparata dalla mi’ socera garfagnina d’origine e vi assicuro che il risultato è fenomenale
    POLENTA DI FORMENTON CON CINGHIALE IN UMIDO
    Preparare la polenta come si fà normalmente in una pentola antiaderente lasciandola abbastanza soda come consistenza,farla stracuocere leggermente di modo che la parte esterna si abbrustolisca leggermente,senza attaccarsi,quando si vede che la parte esterna a contatto con l’antiaderente ha fatto la crosticina girarla sul tagliere di legno facendo attenzione che la crosticina croccante che ha preso la forma della pentola si stacchi.
    Quindi usare il “recipiente di polenta croccante ” per servire in tavola il cinghiale in umido rovesciandolo all’interno.
    Poi tagliare la parte di polenta soda tagliandola a fette sul tagliere e servendola nel piatto assieme al cinghiale in umido.
    Non so se sono stato chiarissimo ma provate..ne vale la pena!

  8. Scusatemi molto, avrei bisogno di un’informazione importante: qualcuno di voi conosce un vino che si chiama “quinto quarto”? La sua etichetta sembrava una riproduzione di un dipinto di Picasso. L’ho bevuto due anni fà ad un expò… Non ricordo null’altro. grazie in anticipo per l’aiuto.