In un mondo che va a mille e non riesce a conservare tradizioni legate alla cultura anche presente, colpisce la differenza con la quale vengono affrontati due momenti di grande importanza all’interno delle due religioni più importanti come il cattolicesimo e l’islamismo ovvero la Quaresima e il Ramadan.
Oggi sono davvero in pochi a celebrare un periodo nel quale era d’uso non consumare carne almeno il venerdì, abolendo anche i dolci nel resto della settimana, e cercando di avere un comportamento alimentare parco e semplice, privilegiando il momento della preghiera e della riflessione.
Nel Ramadan la privazione alimentare si fa ancora più pesante, poiché non è possibile consumare cibo e acqua fino a che il sole si staglia all’orizzonte, lasciando più libertà di cibarsi nel corso della notte. D’altronde, è già una religione che vieta il consumo di carne di maiale ed alcolici ed è normale quindi che la penalizzazione avvenga sugli orari.

Quali ricette quindi possiamo ricordare per il periodo quaresimale?
Viene in mente l’utilizzo del cosiddetto pesce da città come il baccalà o l’aringa, in accompagnamento a legumi come ceci o fagioli, cibi che oggi sono diventati indubbiamente più nobili rispetto al passato. Un piatto che rappresenta bene questo tempo è il cacciucco di ceci, dove la presenza di acciuga è quello che fornisce un po’ di sapore o anche l’inzimino, fatto sempre con legumi, dove le verdure come bietole, spinaci o rape sono a completare il piatto.
È il periodo nel quale dovrebbero diventare protagoniste le zuppe e le minestre, quest’anno che capita nel periodo primaverile darebbe la possibilità di sbizzarrirsi con erbe spontanee e primizie, come gli asparagi mangiati con le uova.
Magari le persone preferiscono fare il Dry January perché più di moda, ovvero un mese senza alcol, ma perché non pensare a dedicare quaranta giorni ad un’alimentazione diversa? Stimola la mente e la riflessione.








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