“Ode al vino e altre odi elementari” e’ una poesia all’insegna delle cose che circondano l’uomo, cose anche minuscole, ma sempre essenziali al punto che, vivendo con esse il nostro sguardo sembra non rendersi ormai conto del loro valore. solo un poeta “totale” come Pablo Neruda, sempre attento alle ragioni del vivere umano, poteva riportare la poesia all’anima delle cose, dandole un nuovo battesimo. In questa selezione compaiono alcuni inseparabili compagni della nostra cucina: il vino ” stellato figlio della terra “, il pane ” miracolo ripetuto/volonta’ della vita “, la patata ” rosa bianca interrata “, il pomodoro ” sole fresco e profondo “, il carciofo ” dal tenero cuore ” e ancora la castagna, il miele, il limone, l’olio…di ciascuno di essi Neruda esalta l’unicita’ e la bellezza, ci fa rivivere alla luce malinconica della propria infanzia e adolescenza, del primo indimenticabile incontro con le cose…
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Un commento
giusto, l’anima delle cose… il cibo è in primis “materia” nella sua essenzialità e oggettività. viene da pensare alla materia/colore gettata sulle tele di pollock. il cibo è senza dubbio anche materia poetica.