C’è una zona di Firenze che negli ultimi anni è cambiata molto, tra la Fortezza e viale Lavagnini ed è proprio qui che si trova Osteria Lavagnini, al piano terra di The Social Hub; un indirizzo nuovo, da non perdere, giovane e dinamico, pensato per un pubblico trasversale: chi lavora negli spazi dell’Hub, chi vive il quartiere, chi cerca un posto informale e di qualità dove cenare.

L’ambiente è ampio e dinamico, più vivace che raccolto. Il grande bancone verde è il centro dello spazio: da un lato vineria, dall’altro banco gastronomia dedicato al taglio al momento di salumi e formaggi. È qui che si assapora uno dei punti di forza del progetto: la materia prima.

I salumi, tra cui il Prosciutto Grigio del Casentino, presidio Slow Food, arrivano da Le Selve di Vallolmo, nel Casentino, mentre i formaggi sono selezionati dall’affinatore De’ Magi. Anche chi non è un amante dei taglieri resta colpito per qualità, selezione e cura nella presentazione.

In cucina c’è Mattia Degl’Innocenti, Head Chef. Nato a Genova in una famiglia di ristoratori, dopo una laurea in Giurisprudenza ha capito che la sua vera passione era la cucina. A seguito di esperienze importanti all’estero è approdato al Social Hub, per offrire piatti che sanno di concretezza e di sapore con un bel tocco di creatività.

La supervisione delle cucine dei Social Hub italiani e francesi è invece affidata allo chef Gianluca Esposito, con un background tra trattorie storiche e progetti di ristorazione strutturata.
L’impronta complessiva di Osteria Lavagnini resta chiara: cucina di radici, senza nostalgia e senza estri estremi ormai retrò.

Tra gli antipasti, la Zucca delicata arrosto con tarassaco, aglio e aceto è uno dei piatti più convincenti: semplice nella costruzione, ma centrata nell’equilibrio tra dolcezza, nota amara e acidità. È una proposta non scontata, che dimostra grande attenzione al prodotto e capacità di valorizzarlo senza appesantirlo.

Tra i primi, la Pasta & Cacciucco, fatta con la pasta mista, gioca su un’intensità sapida ben calibrata. Nei secondi, il Capocollo di maiale arrosto con cicoria, aglio e peperoncino conferma la mano sicura sulle carni e sulle cotture: piatto diretto, ben eseguito, di estremo gusto e sostanza, senza risultare pesante.

La carta dei vini è contenuta ma centrata, con un’impronta fortemente toscana ed alcune proposte biologiche e naturali; una selezione coerente con la cucina, con un buon rapporto qualità-prezzo.
In sala l’accoglienza è guidata da Francesco Pinzauti, Restaurant Manager, a capo di uno staff giovane e ben formato che offre un servizio dal tono informale e attento, in linea con l’identità del luogo, vivace e accogliente.








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