Alessandro Francescheti è un ristoratore di lunga data; a Firenze aprì quasi trent’anni fa il Barrino, ristorante a due passi del Duomo di Firenze, avendo come socio Gino Paoli. Diventò famoso con un locale di 24 coperti, “La Vecchia cucina”, posta vicino allo stadio, zona non particolarmente vocata per la ristorazione, per aprire poi la nuova versione del “Barrino” in via Gioberti. Non sono state poche le peregrinazioni ed ora è approdato vicino al Teatro Comunale di Firenze, all’Osteria del Gusto, in via il Prato. Dove c’era un teatro di un circolo ha aperto un locale composto da una sala , con un giardino interno piuttosto ampio. Proposta basata sul pesce, anche se non manca un menu di carne interessante. Crudo misto notevole, poi passatina di ceci con aragosta, spaghetti con alici o ravioli ripieni di di pappa al pomodoro saltati, questi i primi assaggi convincenti. Carta dei vini ristretta ma valida. Da notare come non esista un prezzo all’etto , il che tranquillizza alquanto il commensale. 50-60 euro escluso vini

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14 Commenti

  1. che, mi ripeto, a mio modesto giudizio non sono pochi soldini . . . .
    chè scegliendo un vino che non sia terra terra sono almeno 150 euro/300 mila lire in due
    il sottoscritto, notissimo critico gastronomico, si chiede: cosa compro, con quella cifra, e cucino (senza particolare maestria ai fornelli) chez moi ?
    Risposta: mangio e bevo da re (a casa mia); quindi se vado al risto e spendo cifra analoga (è vero c’è il locale ed il servizio da pagare) voglio, quanto meno, mangiare e bere da principe, al massimo da marchese
    🙂

  2. Sono d’accordo con Frank, di cui apprezzo pure la conoscenza della gerarchia nobiliare 😉
    Penso che comunque lo proverò quanto prima .

  3. Da buon frequentatore sia di ristoranti che di mercati devo invece ammettere che purtroppo se vuoi comprare del buon pesce non è che alla fine spendi tanto meno di una cifra simile a quella esposta…

    Ovvio che se mi compro aguglie, cozze e orata greca mi salvo… poi starà a me valorizzare il tutto, magari anche con successo…
    Ma se scegli gamberi (gli scampi oramai sono un sogno), vongole veraci e orata pescata…
    Giusto perchè è un vero piacere anche il cucinarsi da soli, ma se faccio due conti e penso al tempo, ai cocci da lavare e al caldo… mi costa meno andare a ristorante una volta ogni tanto…

  4. @frank
    Certo da un critico di cotanta fama non mi aspettavo un’osservazione così spicciola:-))))))..ma come mai sui prezzi ai ristoranti si assiste a considerazioni così modeste? come mai nessuno obietta qualcosa sulle mutande prodotte in Corea a 30 centesimi e rivendute a 50 euro? Perchè si deve fare il conto di quanto spendo a casa mia di mangiare quando in un ristorante, le materie prime incidono dal 15 al 30% dei costi, essendo quindi una minima parte della spesa di un ristoratore? Discutiamo bene sul rapporto qualità prezzo, ma non scadiamo su analisi che poco hanno a che vedere con una realtà commerciale complessa come quella del ristorante. Torno a dire poi che nei ristoranti seri c’è un menu con i prezzi, chi non vuole non entra..

  5. @ frank
    signor frank bruni mai trovai un nome e cognome più inappropriati..mai pensato a un nickname?
    pure io vorrei cibi e bevande da regina, ma talvolta per riconoscerli ci vuole un palato nobile.. !-))

  6. D’accordo con Romanelli. I prezzi esposti sono sintomo di serietà, e nessuno è obbligato da ‘prescrizione medica’ ad accedere in un locale. Di questo se ne parla da ab illo tempore ma poi, inesorabilmente, si riparte di nuovo.

  7. sono d’accordo sia con Leonardo che con Stefano (con abile piroetta)
    spero che anche loro siano d’accordo con me quando, però, mi vien da constatare che le succitate cifre tendono ad impedire a tanti di provare il risto di cui parliamo (e tanti altri)
    chè le 300 mila sono una cifra di tutto rispetto per tantissima gente
    fermo restando che le mutande me le compro alla hoppe e quelle da 50 euri le lascio a chi non ha di meglio da fare con i suoi soldini . . .
    Era una considerazione sul fatto che mi sembra di assistere, in alcuni settori merceologici, ad uno scollamento tra quanto molti guadagnano e quanto troppi fanno pagare
    alias, come ho già avuto modo di affermare su questo stimato blog, che i 20 – 25 euro che sembrano diventati la norma a Firenze citta per un II piatto mi sembra che troppo spesso non sono meritati
    that’s it
    opinione personale, sia pur autorevole (dato il nick)
    🙂

  8. Sono d’accordo con te!!!
    Sono arroganti questi proprietari di locali, fanno soldi a barcate, poi pensano che noi gli altri siamo dei bischeri! Conosco la categoria molto bene.
    Si va a mangiare fuori, ma non ci si ritorna mai se si sente spelati e basta. A volte mangi meglio nelle trattorie senza pretese, con titolari alla mano e non con il naso all’insù…..
    Tipo per l’appunto LO SPELA di Ferrone, che non ti spela affatto!!!!

  9. @ Gena
    Sul fatto che i proprietari dei ristoranti facciano soldi a palate è discutibile, in non sono un proprietario ma un semplice dipendente di un ristorante ed ho a che fare tutti i giorni con i conti del proprietario di un ristorante ben avviato e di soldi a palate non ne vedo.
    Poi per favore non facciamo paragoni improponibili come quello tra Lo Spela e l’Osteria del Gusto.
    Grazie

  10. ma poi non lo ordina mica il dottore di andare al ristorante.. se anche il ricarico fosse del 1000% si decide liberamente di andarci e di accettare il ricarico proposto.

  11. Arrivo in ritardo,scusate. Confermo quello che dice Fabrizio:soldi a palate il ristoratore non li fà:parlo da ex ristoratrice. Ci sono 3 possibilità: la prima è che si usino economiche ma scadenti materie prime e se ben cucinate ci si può accontentare di mangiare benino ma non si devono praticare prezzi tipo €. 50-60 escluso vini. La seconda è che si compri del pesce “per benino” (cosa che sicuramente fà il Franceschetti) e i prezzi allora sono giusti perchè ci si deve pagare affitto, luce, gas stipendi, inps, irpef, etc. Non si può fare il calcolo di Frank, è fuorviante! La terza che però quasi sempre spaventa è quella di comprare solo pesce povero: sugarelli, tracine, boghe, cozze e mille altri pesci deliziosi che però scoraggiano i ritsoratori perchè la maggior parte dei clienti vorranno l’orata, che devi comprare da pessimi allevamenti perchè se la fai pagare troppo sei un ladro! Che tristezza. Sosteniamo il buon cibo pagandolo il giusto prezzo e compriamo un telefonino di meno!!!!!!!

  12. E’ la prima volta che faccio dei commenti su internet; non che non sappia usare il computer, ma non sono mai stata così motivata come adesso.Proprio ieri sera (23 ago 2012) siamo andati per la prima volta in questo ristorante (consigliatoci da un amico di buon palato) in occasione di un compleanno e….che dire….siamo rimasti incantati. L’arredamento è un misto tra elegante e vintage molto di buon gusto, avvolgente, aria condizionata e pulitissimo soprattutto. Le portate non solo hanno una bellissima presentazione, ma il sapore, il sapore, il sapore…..avrei voluto fare indigestione, ma stamattina mi sono svegliata che avevo fame, segno di una buona e sana alimentazione nonostante avessimo esagerato in quantità. Inoltre posso dire che le portate erano abbondanti: essendo in 5, il cameriere ci ha suggerito di farci dei vassoi da 3 porzioni (abbondanti direi) avendo così potuto assaporare 2 primi (oltre ai coccoli prosciutto e stracchino favolosissimi) entrambi a base di pesce. Eravamo stra strapieni, ma non abbiamo potuto resistere a 2 branzini che ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta per la presentazione e la fantasia del cuoco (che ho voluto conoscere alla fine) e del sapore che dire…..non ho parole; in casi del genere bisogna sempre provare e basta.Poi la torta, caffé, acqua, vino e spumante. Ho fatto delle foto ma mi sembra di non poter aver modo di condividerle con voi; non c’è la possibilità di caricarle qui. Mi sono dispiaciuta di non averlo scoperto prima, ve lo assicuro. In conclusione, i PREZZI: ripeto che eravamo in 5 adulti con menù (aparte i coccoli) tutto a base di pesce tra primi e secondo, torta (con gli Auguri) , acqua, vino, spumante, caffé, coperto: 182 € rigorosamente con SF….36,50 euro a testa. E se ancora il prezzo vi dovesse sembrare troppo provateci a mettere in conto: aria condizionata, l’eleganza dell’ambiente, la professionalità del cameriere, la professionalità e la fantasia del cuoco, gli ingredienti di alta qualità (assaggiate il prosciutto crudo che accompagna i coccoli visto che è più immediato rendersene conto e poi potete commentare), inps e inail dei dipendenti,imposte sul reddito, irap, il tempo necessario alla preparazione ecc. ecc…Ah, dimenticavo….ha ragione Ornella: visto che a questo punto il cellulare (per il quale molti di voi avranno fatto la fila 2 ore prima dell’apertuta dei negozi per comprarlo ed essere tra i “fortunati” del primo giorno con una spesa> 500 €!!!) l’avete già, speriamo che il mio commento vi sia utile a cominciare a ampliare la visione nel momento in cui guardate i prezzi. All’Osteria del Gusto ci tornerò sicuramente. Grazie!

  13. I quite like reading a post that will make people think.
    Also, thanks for allowing me to comment!