Ieri su Repubblica un lungo articolo di Federico Rampini, legato all’ambientalismo, criticato quando eccessivamente chic, nel quale si sfatano molti luoghi comuni, dal prodotto biodegradabile che impiega sempre troppo tempo per essere assorbito  ai pannelli solari che non fanno risparmiare così tanto. Colpisce, fra le altre notizie , quella del km 0, dove l’emissione di C02 non è tanto legata al trasporto quanto al metodo di produzione. Sta crollando un mito nel quale siamo cresciuti ultimamente? Slow Food ci ha costruito una campagna importante, non solo di comunicazione: sembrava arrivata la nuova era, tutti a cibarsi di quanto veniva prodotto a due passi da casa, scordandosi piatti prelibati, come aragoste e caviale. A parte le battute, se viene confermata la notizia, si è fatto un can can su un argomento senza conoscere a fondo le reali problematiche? Anche perchè sul km 0 non si è mai toccato l’argomento vino, quasi che fosse l’unico prodotto possibile da far viaggiare. Anche SF non trovava scandaloso che il Barolo si potesse bere a NY se non a Tokyo..

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5 Commenti

  1. In realtà il km o mi sembra una gran paraculata.
    Uno slogan utile per chi ha bisogno di accreditarsi come paladina dei consumatori (gonzi), per poi spendere questa credibilità con ministri e assessori, e in questo caso mi riferisco a coldiretti e non a SF.
    Tutti quei mercatini che sono sorti in questi anni, con prodotti “tipici” coltivati a due passi, avrebbero un senso se inseriti in un contesto di socialità, ossia Io contadino mi affranco dal grossista o dal mediatore realizzando un prezzo più equo, tu consumatore godi dell’azzeramento della filiera acquistando a prezzi migliori.
    A me pare che i prezzi, dato che è tutto “assolutamente” buono e “rigorosamente” BBBio , siano più alti che nei negozi o nella GDO. Allora il vantaggio qual’è?

  2. Sulle emissioni di CO2 ho una perplessità: ma quando milioni di bufali percorrevano il nordamerica e ancor più milioni di mandrie varie l’Africa e fumi si levavano dai vari insediamenti umani l’inquinamento a che livello era? E’ mai esistito un mondo lindo e profumato?

  3. Salve a tutti,
    per caso ho letto questa discussione su un’argomento a me molto caro, il km zero.
    Anche se come dice l’articolo del singor Federico Rampini comprando prodotti locali non diminuiamo la co2 comunque il parlarne sensibilizza comunque tutte quelle persone che nella velocità della vita quotidiana non ha nè il nè la voglia di pensare all’ambiente,
    Sicuramente il comprare prodotti locali aiuta anche l’economia del posto dove abitiamo e dove facciamo crescere i nostri figli.
    Cosa non meno importante che il pomodoro made in Tuscany è molto meglio del pomodoro made in Holland.
    Grazie

  4. ma come fai il signor Rampini a dire che le fragole del Sudafrica arrivate in aereo dall’altra parte del globo o i pomodori arrivati in camion dall’altra parte della penisola hanno lo stesso impatto in CO2 e inquinamento di un prodotto locale?
    basta fare due conti, ma proprio di quelli semplici semplici..