Mi viene in mente un romanzo di Rex  Stout, il creatore di Nero Wolfe, intitolato “Alta cucina”, dove una serie di cuochi famosi sono a convegno e alcuni di loro iniziano a litigare per rivendicare la paternità di una data ricetta: ovviamente, essendo un “noir” ci scappa il morto! Spero che non succeda tutto questo durante il convegno organizzato all’inizio di febbraio da Paolo Marchi a Milano, “Identità Golose”:-)) ma indubbiamente che ci sia invidia tra cuochi è ovvio e risaputo. Potrei citare tutta una serie di frasi celebri, del tipo “Ti perdoneranno tutto tranne il successo” e concetti similari, ma indubbiamente, il fatto che la cucina sia arrivata in maniera potente sotto l’occhio delle telecamere ha acuito il problema. In pubblico sono tutti “POLITICALLY CORRECT” ma in privato si sparano bordate di quelle ad alzo zero. Chi accusa uno di essere un rosticcere e non un ristoratore, l’altro che afferma deciso che la fortuna è arrivata al nemico grazie ai buoni accosti politico-giornalistici, l’altro ancora che non parla degli chef che vanno in televisione..è un bel mondo, che diamine, ma gli aspetti di gelosia ci sono in ogni campo lavorativo, va da se'(quando affronterò il capitolo dei giornalisti enogastronomici..ne leggerete delle belle:-)))). Dai cuochi ci si aspetterebbe qualcosa di più teatrale, essendo oramai immessi nel settore dello spettacolo, avendo personalità ben riconosciute, vivaci..Che bello sentire un giorno Tizio che accusa Caio di essere un coglione, di non capire niente di cucina e di fare preparazioni immangiabili!!! Senza dover poi scomodare avvocati per querele, tra persone dotate di cervello e personalità, le diatribe si potrebbero risolvere a suon di piatti sempre più buoni: sarebbe interessante ricreare l’ambiente della Parigi di Modigliani e Picasso, con sfide quasi quotidiane tra  artisti he poi hanno fatto la storia. Ma sapete l’effetto che potrebbe fare una frase pronunciata da Vissani a Marchesi del tipo “Per me il risotto con la foglia d’oro è una cagata pazzesca!”: dirompente, irrispettosa ma viva e vitale!

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9 Commenti

  1. il vissani con le sue espressioni!!! poco eleganti personaggio (l’ho conosciuto…un pochino pesante e provolone) quello di marchesi con la foglia d’oro fu una cosa provocante e fascinosa.
    Qualche giorno fa ho visto la faccia di vissani su una padella antiaderente marchesi non ce l’ho mai visto
    professore i miei rispettosi saluti a Lei e al suo staff

  2. sulle padelle antiaderenti no, ma sulle scatole di prodotti surgelati io me lo ricordo bene..
    roba di quasi 25 anni fa : allora il maestro prestava il suo nome ad una linea di prodotti precotti; fra questi una tortina di frolla riempita di erbette e formaggio con dei pinoli che bastava mettere in forno per una ventina di minuti per far sentire chiunque un provetto chef.
    ciao
    arturo

  3. arturo ne prendo atto e ne faccio coscienza ma la classe del marchesi non è acqua…. e comunque ritornando al risotto del marchesi considerando la presentazione e il riferimento storico e architettonico che gli ha voluto dare del colore…il risotto con la foglia d’oro è stato un capolavoro di classe e presentazione…esprimersi con una cagata pazzesca è indice di una non buona dialettica e non apre a nessun confronto e argomentazione
    amen

  4. @marco
    Forse non è stato chiaro l’esempio: ho preso un piatto simbolo della ristorazione di classe degli anni Ottanta, quindi conosciuto, ed ho fatto esprimere a Vissani un pensiero che in realtà lui non ha mai detto ma molte persone “normali” hanno pensato una volta al cospetto di tale pietanza. Vorrei far capire che ci sono piatti che hanno del tutto deluso all’assaggio dopo essere stati tanto declamati. O è solo Fantozzi che poteva esprimersi così?:-)))

  5. Se per mettete una “cagata pazzesca”è il cappuccino di seppie al nero presentato in un bicchiere trasparente di Massimiliano Alajmo alle Calandre!
    AGGHIACCIANTE!

  6. @romanelli
    rileggendo ho colto la cosa era un esempio anche se vissani ce lo vedrei ad espressioni simili cisono piatti che deludono all’assaggio è vero…però noto che molti di questi piatti firmati sono esenti da critiche da parte di così detti degustatori ed enogastronomici perchè c’è dietro il marchio del cosi detto chef…. vai ad esempio a criticare ferran adria o lo stesso vissani o cracco!!! it’s imbarazzante…leggo su famose riviste del settore parlare dei grandi piatti e dei grandi chef sempre con soddisfazione ponendoli al top e la cosa che mi fa incazzare di più sono quelli che senza assaggiare dicono che è buono solo perchè lo ha fatto pinco pallo
    Romanelli Lei ha mai assaggiato i piatti di adria? Vada vada se riesce a carpirne l’essenza e gli umori?
    Levo il disturbo e chiedo perdono per non aver capito il suo post.
    Mi ha perdonato?

  7. ciao io sono un cuoco . penso che l’invidia in cucina ci sia sempre stata ma chi alimenta qesto sentimento non ama veramente questo lavoro,anche se passa tanto tempo in cucina un invidioso non puo essere un vero cuoco. La curiosità e l’ umiltà fanno di uomo un grande cuoco.Essere cuochi è uno stile di vita e un vero cuoco non puo provare che ammirazione verso un lavoro ben fatto.