Chiaro, non sono un pasticcere. Vero, non amo fare i dolci. Ma in questo caso l’eccezione è d’obbligo, perché in questo dolce subentra il ricordo d’infanzia, la prima esperienza in cucina, la voglia di stupire il commensale ghiotto. Tutto è da fare bene, nessun particolare deve essere escluso e quindi, partiamo da un caffè che faccio ristretto con la moka: per evitare di doverlo riscaldare e quindi peggiorare il gusto, lo faccio al momento, preparando all’occorrenza più caffettiere.Pan di Spagna o savoiardi? Non discuto cosa sia originale o più buono, il sapore della memoria per me sono i savoiardi. La crema pasticcera: per me è quella classica, non la Chantilly, come a Firenze viene chiamata la crema con aggiunta di panna montata senza zucchero. Il cioccolato è fondente, senza presenza di nocciole. Andiamo ad eseguire
La crema la preparo con mezzo litro di latte 120 di zucchero, 40 g di farina, 4 tuorli d’uovo, il baccello di vaniglia e la scorza di arancia. Chiaro che aumento a seconda della quantità, quindi un litro è quasi d’obbligoMagari a volte anche meno farina, e una cottura più prolungata, per farla addensare. Mentre si raffredda, lascio la scorza e la vaniglia, che tolgo solo quando si è intiepidita. I savoiardi sono bagnati nel caffè, alternando gli strati con maraschino e alkermes, quello vero di Santa Maria Novella. Procedo con la crema sul fondo, i savoiardi nel caffè, bagnati in maniera seria, non solo inumiditi. Poi la crema e il cioccolato fondente tritato ma non troppo.Continuo con i savoiardi e sicuramente la mia non sarà una zuppa inglese per bambini: amo il contrasto tra liquore e caffè, devono essere pronunciati entrambi.Quindi l’ultimo strato di crema e poi niente cacao: piuttosto il cioccolato fondente fuso nella panna. Uno strato a coprire interamente la crema. Riposo in frigorifero d’obbligo.







2 Commenti
leggendo la ricetta all’inizio pensavo parlassi del tiramisu, che io mai ho pensato di mettere il caffè nella sopa inglesa.
cosa faccio provo?
[…] articolo di vent’anni fa ( si ho scritto venti e sono il primo a stupirmi!), poi due anni fa una nuova riflessione sul dolce e quindi oggi è giunto il momento di creare un vero e proprio concorso. Serve per […]