Che sia una pizza con gli amici, una cena di lavoro, o una festa di compleanno, mangiare al ristorante è sempre un momento di convivialità e divertimento, un modo per staccare dalla vita quotidiana per qualche ora, per socializzare e creare rapporti. Ma non per tutti è così semplice infatti, se si devono seguire diete specifiche, quella che può sembrare una rilassante cena fuori può trasformarsi in una serata di stress e ansia. 

Io sono celiaca e vivo questa situazione da ormai più della metà della mia vita. Vi siete mai chiesti cosa significhi mangiare fuori senza glutine? Sono sicura che, a meno che non viviate anche voi questa situazione, la risposta sia no. Oggi sono qui per raccontarvelo.

Innanzitutto è bene ricordare a tutti cosa si intende per celiachia: si tratta di una reazione immunitaria all’assunzione di glutine che a lungo andare produce un’infiammazione che danneggia il rivestimento dell’intestino tenue e impedisce l’assorbimento di alcuni nutrienti. Quindi mangiare senza glutine non è una moda, non è per dimagrire, ma è una necessità, una terapia.

Alcune difficoltà che incontriamo sono completamente pratiche. Dove andiamo a mangiare? Ma hanno opzioni senza glutine? Ma sono certificati dall’Associazione Italiana Celiachia? 

Se si vive in una grande città, almeno in Italia, la situazione non è poi troppo complicata. A Firenze, dove vivo, ci sono decine di ristoranti e pizzerie che offrono opzioni senza glutine, molti di questi certificati AIC, che garantiscono  la completa assenza di contaminazione con cibi contenenti glutine. 

Ma non tutti abbiamo la fortuna di vivere in città, e cosa succede se ci spostiamo un po’ fuori?

Qua la situazione si complica: in primo luogo la ricerca diventa stressante, un’odissea di telefonate ai ristoranti e di ricerche online, l’ansia sale e la tua celiachia inizia a diventare un peso, in primis per te stesso, e poi per chiunque ti circondi. Capita poi spesso di non trovare nulla di adatto, magari ti assicurano che ci sono opzioni senza glutine, ma aggiungono che non possono garantire l’assenza di contaminazione. In quei momenti, l’ansia cresce e il senso di frustrazione prende il sopravvento, facendoti sentire sempre più scoraggiato. A chi è mai capitato di mangiare un’insalata mentre tutti gli amici mangiavano una buona pizza? Sono sicura che a ogni celiaco sia successo almeno una volta, e fidatevi, non è piacevole. 

Un altro grande ostacolo è la scarsa consapevolezza, ancora oggi, di molti ristoratori su cosa significhino realmente ‘celiachia’, ‘intolleranza al glutine’ e l’importanza di evitare la contaminazione. Spesso non sanno nemmeno cosa sia il glutine o in quali alimenti si trovi! Questa ignoranza rappresenta uno dei principali scogli per noi celiaci, trasformando quella che dovrebbe essere una semplice cena in un inferno di ansia e sconforto.

Ma sapete qual è la difficoltà più grande che dobbiamo affrontare? Non si tratta di trovare il ristorante giusto, nemmeno di rischiare di stare male tutta la notte a causa di possibili sviste da parte dei camerieri. Parlo del disagio, dell’imbarazzo di porre mille domande al cameriere, di accertarsi tutta la sera che il piatto che hai davanti sia effettivamente senza glutine, del “non voglio complicare le cose” o del “scusate ragazzi che sia così difficile”. Parlo della voglia di rimanere a casa quando, al terzo ristorante chiamato, tutti ti rispondono che non ci sono offerte senza glutine, o di quando ai compleanni la torta non si può mangiare, e quindi rimaniamo in disparte, decliniamo il piattino con un mezzo sorriso mentre dentro vorremmo solo avere la libertà di poter mangiare quello che ci pare senza troppe preoccupazioni.

Quando dico a qualcuno che sono celiaca, la prima reazione dell’altra persona va sempre su cosa non possiamo mangiare, su quanto deve essere difficile rinunciare alla schiacciata e su quando loro non “potrebbero mai farcela”. Ma ciò che è davvero difficile non è comprare la pasta senza glutine o trovare un forno che faccia il pane fresco. La parte avvilente è non poter avere la scelta di mangiare quello che vogliamo quando lo vogliamo, sentirsi sempre un peso per amici e familiari quando si cerca un ristorante, un aperitivo o una merenda, guardare tutti quanti decidere di prendersi un panino per pranzo in mezzo al nulla, mentre noi non possiamo. 

Nonostante le difficoltà, io non ho mai rinunciato a una cena fuori con le amiche, ma conosco ancora tante persone che lo fanno. Con il tempo la situazione sta pian piano migliorando, esistono applicazioni sulle quali puoi cercare direttamente ristoranti certificati AIC, community online nelle quali le persone condividono le loro esperienze, positive e negative, in cui trovare aiuto e supporto. La strada per una completa inclusione è ancora lunga, ma con una maggiore sensibilizzazione da parte di ristoratori e amici, andare a mangiare fuori sarà anche per noi piacevole e non un motivo di stress.

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