Il mio ragù è diverso, perché non è figlio solo della mia esperienza ma di chi mi ha preceduto nella vita;  il mio ragù è diverso perché nel sapore si sente l’entusiasmo e la cura di chi mi ha insegnato; il mio ragù è diverso perché poi ci ho messo del mio e cerco di tramandarlo a chi mi seguirà.

Trito fine di carote, sedano, cipolla, aglio, fatto rosolare in olio extravergine di oliva e pancetta. Sale e pepe subito e poi lì, fisso, a girare senza tregua, perché non bruci ma nemmeno lessi nell’olio. Niente acqua, niente vino e niente brodo, solo io e il battuto, al quale aggiungo foglie di salvia e di alloro, e un rametto di rosmarino. Quando il limite è raggiunto, vado con carne di manzo, carne di maiale, e salsiccia, fatte tutte sgrassare a parte, senza quindi liquidi. Ancora giro come un forsennato, si attaccano le carni e io le stacco, una lotta di qualche minuto. Vino rosso, copioso, poi, una volta evaporato l’alcol, pomodori pelati passati. Sale spezzato, quindi sacchetto di spezie dove metto chiodo di garofano e pepe in grani. Via il rosmarino, la salvia e l’alloro. Se c’è bisogno, poco brodo di carne , poi la cottura prosegue lenta, inesorabile, continua, anche tre ore. Infine, il meritato riposo.

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Un commento

  1. […] me il condimento è con un ragù, di maiale, manzo e salsiccia, e magari vi andate a guardare la versione qui. Per il ripieno, le patate le lesso ma, se posso, le cuocio al forno: rimangono asciutte e […]