I miei avevano una polleria ed a Firenze è tradizione che il Mercoledì delle Ceneri, macellerie e pollerie(una volta erano distinte!) restino chiuse: Per loro era l’occasione di andare al mare, durante la settimana, cosa che non facevano mai, per andare a mangiare il pesce: d’altronde, non si poteva mangiare carne:-)). Oggi nessuno ci fa più caso, però l’idea che ci siano dei precetti da rispettare non mi dispiace, gastronomicamente parlando: serve ad apprezzare di più una serie di alimenti che diamo per scontati! Ed oggi, non sarebbe male fare digiuno per un pasto ed astinenza dalle carni per l’altro: ovvio che non credo di riuscirci completamente, ma il privarsi per un giorno del cibo aiuterebbe molto a meditare, come insegna Sherlock Holmes. Più che non mangiare carne, però, proporrei di essere parchi e non accendere il fuoco in cucina: due acciughe, un pezzo di pane..sai che gusto da domani la pasta al burro!

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3 Commenti

  1. avrei dovuto leggere prima il tuo post…
    diciamo che ho fatto il digiuno a meta’.
    Oggi a pranzo piattoni bolliti, ma stasera… beh… stasera… sai gia’ cosa ho previsto…
    Avere questo tipo di tradizione da tramandare e’ davvero bello.
    Non sono d’accordo, pero’, oggi, alla rinuncia alla carne per rispettare un credo… bisognerebbe rinunciare a qualcosa a cui si tiene. Nel mio caso, visto che ho tendenze vegetariane, ad esempio, mi costerebbe di piu’ mangiare una bistecca che non mangiarla. Potrei rinunciare alla zucca forse… che e’ il mio alimento preferito. Allora si’ che avrebbe senso…
    Ma vedo persone che si parano dietro alle disposizioni cristiano cattoliche per banchettare con pesce (e magari e’ proprio cio’ che piace di piu’). Il venerdi’ di privazione diventa quindi una festa e non un momento di riflessione.
    Allora che senso ha?
    Quando ero piccina, a partire da oggi, iniziavo a raccogliere i fioretti.
    Prendevo una vecchia scatola di scarpe e mettevo dentro un fioretto per ogni buona azione e ogni piccola rinuncia.
    Ovviamente mi prefiggevo di rispettare un periodo di astinenza da qualcosa a cui tenevo molto: le patatine fritte!
    Diventava un casino quando arrivavo a casa delle compagne di classi e cosa pensavano bene di farmi trovare le loro mamme? guarda caso le patatine fritte! e iniziavano i problemi… dico che non posso mangiarle e tengo fede alla promessa, ma offendo la padrona di casa, oppure le mangio e attendo in ginocchio la saetta di Dio che mi fulmini all’istante?
    gia’ visualizzavo le fiamme dell’inferno nel mio futuro…

  2. mi è scappato di mangiare budellina col sugo, però:
    1. le avevo cotte ieri (quindi ho acceso il fornello solo per scaldarle!)
    2. era una mezza porzione anche un po’ scarsina..

    ..forse ci rientro in Quelli che il mercoledì della ceneri.. ;-))

  3. Sono molto d’accordo; m’è venuto di mangiare pochissimo, questo mercoledì delle ceneri. Un po di pesce lesso con verdure. Qui da noi in un borgo fuori Verona si usa mangiare la Renga (l’aringa affumicata con polenta), ma spesso pure questo diventa un eccesso … in quantità. Festa de la Renga di Parona… Buona pure l’idea di non accendere il fuoco i cucina. Mi riprometto di far così per i venerdì di quaresima: è vero, Leonardo, l’aver dei precetti da rispettare aiuta ad equilibrare gli eccessi, rende più apprezzabile qualche alimento scontato, e un cibo più ricco ed elaborato il giorno dopo.
    M.Grazia