Alle Cave di Maiano, nel comune di Fiesole, là dove un tempo si estraeva la pietra che ha costruito Firenze, oggi si è iniziata una nuova avventura imprenditoriale nella ristorazione : si chiama Cucina PietraForte ed è il progetto di due chef, Donato Mutri e Luigi Bonadonna, che hanno trasformato la loro amicizia e la loro intesa professionale in un ristorante capace di intrecciare storia, natura e gusto.


La cornice è unica: il pergolato che accoglie all’ingresso, il verde curato e la terrazza con vista sulle colline fiesolane creano un’atmosfera che invita a fermarsi e a godere del tempo, mentre la cucina racconta una Toscana che non ha paura di rinnovarsi.In estate è il rifugio ideale, a due passi dalla città, a godersi il fresco.

Il menù è un viaggio tra memorie e intuizioni: si inizia con un gran tagliere di salumi e formaggi accompagnati da confetture e miele che riporta subito alla convivialità contadina, oppure con una panzanella che rimane fedele alla tradizione ma trova nuova freschezza grazie a una crema di pomodorini e all’acciuga del Cantabrico che aggiunge profondità.

C’è anche il carpaccio di manzo, servito con la delicata salsa Cipriani, un omaggio elegante alla classicità internazionale, e subito dopo arrivano i primi piatti, vero terreno di dialogo tra i due chef. Le pappardelle al cinghiale del territorio profumate al rosmarino sono un esempio della cucina toscana più autentica, mentre i tortelli di ricotta e spinaci, arricchiti da una spuma di patate con tartufo e nocciole, dimostrano come si possa mantenere leggerezza pur senza rinunciare a carattere e profondità. Impossibile non citare la Carbonara 2.0 di Luigi, divenuta il suo piatto distintivo, che interpreta un classico romano con una mano più moderna e pulita.

Poi arriva la brace, che da sempre è il cuore della tradizione fiorentina: la bistecca alla fiorentina, cotta sul carbone e servita con salsa chimichurri e maionese fatta in casa, è l’emblema di un rispetto quasi religioso per la carne e per la cottura lenta che ne esalta la naturale succosità. Ovviamente i puristi non prenderanno le salse!L’impronta personale di Donato emerge invece nei piatti di selvaggina e nei dessert, a cui affida equilibrio e chiusura del percorso.

A rendere l’esperienza completa ci pensano Lucio e Matteo, in sala, con un’accoglienza che unisce eleganza e familiarità, qualità che fanno sentire l’ospite a casa senza rinunciare alla cura del dettaglio. PietraForte non è solo un ristorante ma un luogo in movimento: in estate regala leggerezza, in autunno e inverno affonda nella selvaggina, nei funghi e nel tartufo, seguendo i ritmi della natura e trasformando la stagionalità in opportunità creativa.

È questa la forza di una cucina che non rinnega le proprie radici ma le mette in dialogo con la contemporaneità, senza eccessi, con la naturalezza di chi sa cosa vuole raccontare. Qui, nelle cave che hanno costruito i palazzi della Firenze rinascimentale, due chef hanno trovato la loro casa e la loro voce, e oggi la raccontano con piatti che parlano di territorio, di tecnica e soprattutto di passione condivisa.








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