Non contento di fare la Guida Espresso dei Ristoranti come responsabile regionale della Toscana, di fare una guida dei ristoranti di Firenze e provincia dal nome “Pappa e ciccia” giunta nel 2008 alla terza edizione, considerando la frequenza di uscite al ristorante che mi contraddistingue (una al giorno di media) ho deciso di aprire uno spazio sul blog per descrivere quei ristoranti die quali non parlo nelle guide. Magari non ci sono perchè non mi sono trovato bene, altre volte perchè scoperti in ritardo per la pubblicazione, insomma, motivi ce ne possono essere vari. Oggi parlo di un ristorante assolutamente modaiolo per Firenze: TRATTORIA I 4 LEONI

Per quanto riguarda la parte anagrafica vi rimando al sito. L’indirizzo è tutto un programma: Piazza della Passera..se avete in mente riferimenti sessuali avete ragione, sembra ci fosse in loco una casa di tolleranza. Frequentato da gruppi di stranieri o da fiorentini in cerca del VIP, che da queste parti transita spesso, è un locale ben arredato, che strizza l’occhio a chi ricerca una sorta di tipicità (qui magari un po’posticcia), con piatti eseguiti correttamente ma senza troppo ardore. Le uova sode con le acciughe, piatto di una semplicità inaudita, era sbagliato poichè il tuorlo dell’uovo era verde. Semplicemente, le uova sode erano state fatte raffreddare a temperatura ambiente, si forma il solfuro ferroso, e comincia a sprgionarsi un odore non esattamente piacevole. Il risotto con la zucca era precotto, come succede nelle pizzerie, carente di gusto, troppo grasso. Meglio le melanzane grigliate con la fonduta di caprino. Gradevoli le puntarelle. Carta dei vini abbastanza limitata. Si spendono sui 35 euro Peccato che ci sia anche percentuale di servizio a fine pasto. COMMENTO Gradevole per passarci la serata, non certo per il cibo. Se però volete un altro commento, meno critico, andate a vedere qui dall’amica Nelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

10 Commenti

  1. Questa cosina la scrissi su Rosso Fiorentino, per la rubrica Enogasto nel dicembre 2005, se ti va di aggiungerla a me non guasta, a quei tempi ci si poteva trovare la ricetta del Peposo all’Imprunetina scoperta da June Bellami, e io ci mangiavo volentieri un piatto che mi incuriosiva (la ricetta la si potrebbe sempre evincere, io non la conosco) il polpo al chianti, a me piaceva, anche l’idea, scusa l’intrusione.
    tuo Otto

    La piazza è piccola, ma raccolta e protetta da alti e tradizionali palazzi popolari fiorentini; nelle belle giornate le finestre e i pochi balconi sono colorate e impreziosite da i panni che le massaie stendono ad asciugare, ed allora, in questi giorni di sole, se si alzano gli occhi la piazza sembra davvero addobbata e “vestita” a festa, tutta colorata e ingentilita e ti rallegra il cuore.
    Raramente ci sono a Firenze scorci mediterranei di tal fatta, stiamo purtroppo anche noi gigliati perdendo ormai la nostra spontaneità. Le botteghe degli artigiani, un piccolo bar in un angolo, che una volta ospitava addirittura un paio di biliardi e la storica trattoria dal nome pomposo “Dei 4 Leoni” fanno il resto. Questa è’ piazza della Passera, dove Stefano Di Puccio gestisce con sincera passione il ristorante. Lui è forse più amante della piazza che locale stesso, fino al punto di organizzare ogni qual volta ne ha l’occasione eventi, manifestazioni e quant’altro gli viene concesso di fare per la gioia dei grandi e dei piccini. Così lo spazio davanti ai 4 Leoni si può paragonare ad un giardino in fiore: con due robusti ombrelloni, i tavolini in marmo e le sedie modello “vintage” in ferro battuto, con l’atmosfera festosa e scanzonata di una volta.
    Il locale esiste, dicono gli storici (!), dal 1550 in quella piazza dove una volta pare ci fosse una casa di tolleranza ( da qui il piccante nome), dove Ottone Rosai soleva dipingere alcuni degli scorci a lui più cari, e dove Vasco Pratolini andava a farsi ogni tanto un gottino, oppure andava ai’ casino?. Boh! Non è dato saperlo.
    A quei tempi la fiaschetteria era a conduzione familiare – come è uso dire – la mamma in cucina, il babbo e i due figlioli a sgobbare fra la sala e i’ giardino, come altri nostri tipici locali tipo Sabatino (adesso fuori porta San Frediano) o la Casalinga nei pressi di Santo Spirito.
    Stefano ha cercato di mantenere un filo continuo con queste tradizioni e così non tende solo a privilegiare il turista di passaggio, di giorno per esempio, c’è un menù ad un prezzo speciale che circola solo fra artigiani, studenti e amici; due volte l’anno, da quando ha aperto il ristorante e la sua vita è cambiata in meglio Stefano, ricordando anche momenti più duri, organizza un pranzo di solidarietà per le persone più bisognose, anch’io e Rocco abbiamo provato ad andarci, ma c’ha buttato fuori e qui giorno lì ‘un s’è mangiato pe’ penitenza

  2. Carissimo Leo,
    secondo me non facesti male, il ristorante era già andato qualche anno prima, fu importante i primi anni ’90, vuoi per l’audacia delle piastrelle nella sala principale, vuoi per l’ardire di Duccio (caro amico) a declamare le pietanze servite e i vini mesciuti e l’abilità di Silvia (?) a cucinare, poi l’armonia e l’originalità si spensero, lentamente come un soffritto al sole.
    Fui io a metterlo in contatto con il British Institut of Florence per fargli aprire una scuola di cucina per gli studenti. Domani fra l’altro sarò a colazione con l’allora direttore alla Vecchia Bettola e se il tempo non sarà inclemente ordinerò il collo ripieno (se ci sarà il sole, cambierò la scelta).
    Per quanto riguarda i’ Troia sono due anni che non ci vado, ma solo l’atmosfera lo fa rientrare fra i ristoranti must di Firenze; il petto di pollo o l’ovo ai’ tegamino sono stati fondamentali per noi enogastri degli anni ’70.

    Baci e caci.
    Tuo Otto

    il blog lo puoi estendere:
    http://ilcenacolodeglisparecchiatori.blogspot.com/

    Ricordati di Babette…

  3. […] dal titolare dei 4 leoni una replica al mio post relativo al suo locale, che qui pubblico, e la trovate anche nel sito della trattoria: Romanelli ha […]

  4. grazie Leonardo della citazione anche se il post l’ha scritto Sabino eh eh

    comunque sono curiosa di leggere di quei posti dove ti sei trovato male.
    credo che il web possa davvero essere un forte strumento di informazione nel bene e nel male…

    ciao
    elena