Buy Wine Marche: bianchi d’eccellenza a Firenze

Ebbene sì! A conferma del successo avuto in occasione della partecipazione al Fuori di Taste dello scorso inverno, le Marche sono tornate a Firenze e sono state protagoniste dell’evento Buy Wine Marche, ideato in collaborazione con LINFA – Azienda Speciale della Camera di Commercio delle Marche, qui nella persona di Laura Melloni, svoltosi presso Villa Olmi Mercoledì 9 Luglio. I produttori invitati accompagnandoci con entusiasmo a scoprire il loro territorio, ricco e complesso com’è compreso tra gli Appennini e il Mare Adriatico, sono testimoni che oggi le Marche è una regione salita alla ribalta per prodotti di qualità. La serata è stata dedicata interamente alla produzione in bianco, non perché manchino dei vini rossi importanti, ma per sottolineare ancora una volta che questa regione è in grado di padroneggiare un mercato sempre più caratterizzato da un trend positivo verso i vini bianchi. La degustazione ha preso in esame vini prodotti con i seguenti vitigni a bacca bianca: il verdicchio nella versione di Jesi e quella di Matelica, il pecorino, il passerina e il maceratino.

Le aziende incontrate: Broccanera, La Fontursia, La Canosa, Luci di Mezzo, Cantina Ortenzi, Simone Capecci, Filodivino, Casa Lucciola, Cantina Valdimiro, Tenuta Piano di Rustano, Podere Sabbioni. Al termine è seguito un assaggio di 6 gin delle Marche che attraverso botaniche autoctone ci hanno raccontato ancora una volta di più il territorio. Ecco le etichette che hanno partecipato: Rajò Gin , Meletti – Ditta Silvio Meletti , Verginio – Gin della Marca Mezzanotte – Distilleria Mezzanotte, Gin Marchigiano – Ngricca, Gin Del Conero

Broccanera

La cantina fondata nel 2012 deve il suo nome al ritrovamento durante i lavori della sua costruzione di alcuni resti di una brocca antica, segno giudicato di buon auspicio. E’ una cantina piccola, di soli 5 ettari, posta ad una altezza di 350 s.l.m. sulle colline ai piedi di Arcevia (AN).

Proposto: Dosaggio Zero 2018

Uvaggio: verdicchio 100%

Dosaggio: Pas Dosè

Vinificazione: pressatura soffice in assenza di ossigeno. Si procede ad affinamento di 4 mesi in acciaio. Segue affinamento in bottiglia per 60 mesi sui lieviti. Nel metodo classico proposto la sboccatura è del 2024.

Note degustative: ha un bel colore giallo paglierino, dovuto alla complessità per la permanenza sui lieviti. Un perlage fine ed elegante. Al naso sono evidenti elementi di frutta matura, come di pesca cotogna. Leggermente percettibile la parte vegetale. Al gusto si ritrova una bella acidità che garantisce freschezza e bevibilità.

La Fontursia

La cantina si trova poco distante dal centro storico di Ripatransone nel Piceno. Il nome la Fontursia deriva dall’antico popolo Tuscio, popolazione insediata a fianco di una fonte d’acqua con nomea di poteri benefici, all’epoca chiamata la fonte dei Tusci.
L’azienda esposta a sud-est, a 3 km dal mare Adriatico, a 500 mt di altezza  e non distante dai Monti Sibillini, ha una posizione ottimale per la coltivazione naturale del vigneto. Gode, infatti, degli effetti benefici dati dall’alternanza perpetua delle brezze marine con i venti caldi dall’entroterra come il giorno e la notte, creando un clima fresco e asciutto. Interessante aneddoto: la famiglia Veccia a capo della cantina è stata la prima ad imbottigliare la passerina, quando tutti gli altri la vendevano al Veneto per fare il Prosecco. Il clone di passerina coltivato da questa cantina ha un grappolo spargolo ma con acini carnosi, che ben si adatta all’essiccamento su pianta per dare vita poi ad un passito eccelente.

Proposto: Crivellino- Passerina 2024

Uvaggio: passerina 100%

Note degustative: al naso si percepiscono sentori di fiori bianchi delicati molto apprezzabili, al gusto la semplicità di beva e la sua freschezza naturale lo rende un vino ottimo da abbinarsi a piatti leggeri.

La Canosa

Immersa nelle deliziose colline marchigiane del Piceno e nel cuore del Parco Nazionale dei Sibillini, “La Canosa” prende il proprio nome dal vicino borgo Poggio Canoso, uno dei quattro castelli di Rotella, edificato tra il XII e il XIII secolo dai monaci farfensi (poi benedettini) nel cuore della Val Tesino. Poggio perché arroccato su di un poggio roccioso, Canoso dal latino canus, invecchiato, per il calcare biancastro o dalla sua forma di cane accucciato riprodotto nello stemma. Si sviluppa per circa 110 ettari, a cavallo del 43° parallelo, latitudine vocata alla produzione di vini d’eccellenza come attestano già documenti medievali. I vigneti coltivati sono sia quelli autoctoni sia quelli dal respiro più internazionale, sfruttando al meglio le diverse esposizioni, le differenti altitudini che vanno dai 135 a quasi 600 metri e beneficiando della preziosa e possente escursione termica tra le ore diurne e quelle notturne durante tutti i 12 mesi dell’anno. Il terreno è caratteristico della dorsale appenninica, calcareo ed argilloso rosso, molto minerale con perfetto equilibrio tra magnesio e potassio che favorisce il corretto sviluppo dei processi fisiologici della vite.

Proposto: Pekò- Offida Pecorino 2024

Pekò prende il nome dal vitigno pecorino, la cui storia è legata alla tradizione picena della pastorizia. Si narra, infatti, che durante la transumanza le pecore fossero ghiotte di quest’uva, da qui chiamata dai pastori “uva delle Pecore”.

Uvaggio: pecorino 100%

Vinificazione: diraspatura e pressatura soffice delle uve in ossido riduzione con abbattimento della temperatura del pigiato tramite l’uso di anidride carbonica. Anche il successivo passaggio in acciaio ed infine i 3 mesi di affinamento in bottiglia sono a temperatura controllata.

Note degustative: presenta un colore giallo paglierino più deciso. Al naso è intenso, ricco, con sfumature verdi. Mela in evidenza su uno sfondo di frutta tropicale. Al gusto l’ingresso è intenso e subito si allarga e si avvolge. Si avverte una bella sapidità. Finale lungo e lievemente ammandorlato.

Luci di Mezzo

E’un’azienda giovane, nata nel comune di Sant’Elpidio a Mare. Colloca i suoi vigneti in direzione nord-est a 80 m dal mare. La sua mission è quella di portare passerina e sangiovese, insieme con pecorino, vinificati con sapienza, ad un’ottima visibilità.

Proposto: Falerio Pecorino 2023

Uvaggio: pecorino 100%

Vinificazione: l’uva raccolta a mano e una volta diraspata è destinata a una pressatura soffice a temperatura controllata. Procedimento che permette nella fase della fermentazione di controllare e gestire la parte aromatica. Previsto affinamento di 6 mesi in acciaio.

Note degustative : colore giallo paglierino deciso. Intriganti profumi di erbe aromatiche e radice di liquirizia, ingentiliti da note agrumate di cedro ed una persistente acidità che si fa strada nella corposità al palato che ne aumenta la ricchezza.

Cantina Ortenzi

La cantina si trova a Fermo sul colle Vissiano, mentre la vigna è situata a sud con un’altitudine di 200 m. Esposizione di sicuro favorevole tra i monti Sibillini e il mare che fa sì che le piante siano sempre soggette ad una continua ventilazione. La famiglia Ortenzi produce vino sin dal 1890.

Proposto: Amos- Faliero Pecorino riserva 2020

Uvaggio: pecorino 100%

Vinificazione: breve macerazione in ambiente ossido riduttivo e a temperatura controllata. Fermentazione alcolica con lieviti indigeni. Affinamento in barriques e tonneaux per 18 mesi.

Note degustative: colore dorato. Si hanno sensazioni burrose, di frutta esotica, di erba tagliata e seccata al sole e parte speziata di pepe bianco. Buono l’ingresso in bocca, la percezione della sapidità è in progressione grazie al passaggio in barriques.

Simone Capecci 

Azienda che si colloca nella provincia di Ascoli. Qui si trovano allevati solo vitigni autoctoni in regime biologico. Questa cantina insieme ad altre due si è fatta portavoce della riscoperta del pecorino in un momento in cui stava scomparendo.

Proposto : Mvria- Marche Bianco Pecorino 2019

Uvaggio: pecorino 100%

Vinificazione: raccolta manuale in cassetta con cernita dei grappoli. Una breve macerazione pellicolare e fermentazione in vasca di cemento. Affinamento sulle proprie bucce per 18 con la tecnica del cappello sommerso con riduzione dell’ossigeno. La scelta del cemento permette di mantenere una temperatura costante in tutta la vasca senza creare moti perpetui.

Note degustative: si percepisce un odore balsamico- mentolato, unito ad un tocco di resina e ad una parte agrumata, tipo lime. Di sicuro l’acidità qui gioca un ruolo da protagonista, rendendolo un vino molto longevo.

Filodivino

Ci troviamo in provincia di Ancona. La cantina ha origine recuperando un vecchio vigneto di verdicchio. Il recupero di una vigna vecchia vuol dire avere a disposizione una ricchezza importante: infatti la pianta nel corso degli anni ha cercato il proprio nutrimento andando in profondità acquisendo le più disparate sostanze, che andranno a finire nei suoi frutti.  In tutto conta poco più di 20 ettari, curati in regime biologico. Hanno scelto come loro enologo Luca D’Attoma.

Proposto: Dino- Castelli di Jesi Verdicchio riserva 2020

Uvaggio: verdicchio 100%

Vinificazione : fermenta in acciaio in piccole vasche a temperatura controllata. Il parziale contatto con le bucce, per un tempo che varia di annata in annata, dona al vino ancor più complessità e struttura.

Note degustative: colore profondo e intenso. Naso complesso e morbido con note di miele e cera. Ricco di struttura ma setoso, bilanciato da una vibrante acidità e un finale minerale. Molto longevo.

Casa Lucciola

Siamo a Matelica, il clima qui diventa continentale con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte ma anche tra l’estate e l’inverno. Piccola azienda, solo 4 ettari, produce i suoi vini con fermentazione naturali sfruttando lieviti indigeni.

Proposto: Verdicchio di Matelica 2023

Uvaggio: verdicchio 100%

Vinificazione: le uve vengono raccolte a mano. La pressatura soffice garantisce il rispetto dei profumi e della acidità naturale dei mosti.
Segue affinamento in vasche di acciaio per 12 mesi con frequenti bâtonnage per mantenere le fecce nobili in sospensione e limitare l’uso di solfiti, affinamento in bottiglia 6 mesi.

Note degustative: all’aspetto è giallo paglierino intenso con sfumature verdoline. Al naso presenta aromi primari di tenue intensità, freschi e ben definiti. Caratterizzati da frutti verdi e agrumi. Al palato spicca più che al naso, con un grado alcolico ben integrato, un’acidità rinfrescante e aromi più intensi con una traccia iniziale di evoluzione in bottiglia e una marcata mineralità.

Cantina Valdimiro

Si trova a Fabriano (AN)

Proposto : Faberius- Verdicchio di Matelica riserva 2022

Uvaggio: verdicchio 100%

Note degustative: al naso conquista con profumi avvolgenti di frutta gialla matura, erbe aromatiche, mandorla tostata e piacevoli richiami minerali. In bocca si presenta secco, ampio e fresco, con una bella sapidità e una persistenza che lascia il segno. Inoltre può essere gustato in meditazione, un bianco capace di evolvere negli anni.

Tenuta Piano di Rustano

Siamo a Castelraimondo (MC).

Proposto: Brondoleto- Verdicchio di Matelica riserva 2021

Uvaggio: verdicchio 100%

Vinificazione: pressatura a grappoli interi, fermentazione a temperatura controllata in acciaio inox. Inoltre si preleva solo il mosto fiore che per una parte del blend totale (25%) matura ed affina in barrique di rovere francese per 6 mesi. Ulteriore affinamento in bottiglia per 6 mesi.

Note degustative: sicuramente l’aspetto dominante è l’acidità che persiste a lungo. Al naso sbuffi di mela verde, ananas, fiori di tiglio e ginestra, erbe aromatiche come dragoncello e timo. Al palato si distingue per la sua freschezza che fa da sottofondo alle note di pesca bianca, radice di liquirizia e vaniglia. Sapido e minerale, è graziosamente equilibrato.

Podere Sabbioni           

Si trova a Corridonia (MC) ed è solo biologica con qualche integrazione di biodinamica. Interessante il vino proposto: Ribona della Famiglia 2022

Uvaggio: maceratino 100%

Vinificazione: vengono raccolte nella stessa giornata tre masse uguali da un unico vigneto e lavorate separatamente. Una parte importante non viene diraspata, l’uva intera viene messa a mano delicatamente in pressa. Il mosto fiore viene decantato ed inviato a 3 vasche dedicate, 2 in cemento ed una in legno, dove fermenta a bassa temperatura. Il vino riposa sui lieviti per almeno 12 mesi e quindi viene assemblato in una cuvée, privilegiando le vasche che hanno dato il migliore risultato.

Note degustative: all’olfatto si distinguono sentori di agrumi, fiori bianchi e miele con una nota di smalto. In bocca è ben supportato dall’acidità e dalla componente minerale, che gli conferiscono sapidità e persistenza. 

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