Per chi cerca lavoro e magari non ha troppa esperienza in campo ristorativo, una professione che continua ad affermarsi sempre di più, nei luoghi di maggior concentrazione turistica, è quella del “buttadentro”, una figura importata in Italia da altri paesi, dove vigeva un’accoglienza dei viaggiatori piuttosto becera, alla quale molti ristoratori nostrani si sono purtroppo accodati. Ne scrivevo qui 4 anni fa, ma vedo che l’usanza continua ad essere sempre più diffusa. Si tratta di persone che si pongono al di fuori dei locali, con il menu o i biglietti da visita, e propongono urlando ai turisti di entrare a mangiare nei ristoranti suddetti, promettendo meraviglie che, a seconda del luogo, possono essere “terrazza sul Canal Grande”(si anche a Firenze, non si sa mai :-))), “aria condizionata inside” o “vera bistecca alla fiorentina (magari come ho letto in un cartello una “TBond STeak”!!!!!”:-)))) Viene da chiedersi con quale spirito un cliente si fa convincere da tali personaggi, spesso non italiani, e quindi ignari degli usi e delle tradizioni culinarie del Belpaese, a scegliere quella determinata trattoria: il primo istinto sarebbe quello di evitarla come la peste, sentendo puzza di fregatura. Perlomeno a Parigi,trent’anni fa, nel Quartiere Latino, i camerieri dei ristoranti greci, per attirare la clientela, spaccavano piatti, accennavano a qualche passo di danza e poi inscenavano litigate colossali in mezzo alla strada per fare colore. Da noi dovrebbero andare a lezione dai colleghi buttafuori, in fatto di bella presenza e abbigliamento. Fregati va bene, ma con stile, come si conviene nelle città d’arte, che hanno nella bellezza il loro punto di forza..e poi magari i titolari vengono a dare lezioni sul decoro, come è accaduto! Credits accoglienzaturistica.it

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2 Commenti

  1. Leggendo il titolo ho temuto, incredulo, fosse un endorsement a questa pratica terribile che si sta diffondendo. Ma ci ho messo poco a ricredermi.
    Nel week end mi è capitato di prendere un gelato seduto su una panchina in Piazza Navona (Roma) e poter osservare per diversi minuti l’operato di un buttadentro, italiano nei confronti dei passanti.
    Ne più ne meno quello di un venditore ambulante abusivo, che ti cerca con gli occhi e ti fa il gesto con la mano di andare verso di lui perchè sta per comunicarti una confidenza incredibile.
    Abbigliamento, finto elegante, in realtà vero trasandato e cafonaggine piuttosto spiccata.
    Le cose incredibili erano due: il locale in questione sarebbe rinomato ed in teoria con un certo aplomb, ma evidentemente, considerando che il boss ogni 5 minuti redarguiva sguaiatamente il buttadentro per qualcosa che secondo lui poteva fare meglio (moderno schiavo) l’apparenza inganna.
    Secondo, la resa del buttadentro c’era ed era evidente. La gente intercettata da lui spesso andava direttamente a sedersi al tavolo.
    Quindi mi viene da pensare che alla fine saremo costretti ad accettare che questa pratica si diffonda e che per giudicare la qualità di un locale si dovranno prendere sorvolare su come intercetta i propri clienti. Del resto se uno lo fa e funziona tutti gli altri devono seguire a ruota.

  2. […] che sia mai stato tenero nei confronti di tale figura: di buttadentro parlavo già tempo fa  e ancora prima, ma devo pensare che a volte tale professione sia […]