L’uva autoctona del Monferrato è al centro dei progetti che ispirano l’attività della cantina Vinchio Vaglio

“Vinchio è il mio nido”, scriveva della sua terra Davide Lajolo, uno dei personaggi più rappresentativi del territorio , scrittore, politico e giornalista, nato proprio a Vinchio, che dopo una vita che lo ha visto protagonista della cultura italiana tra Milano e Roma, riposa nella tomba di famiglia del paese.

La Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio nasce nel 1959, per cercare di ovviare alle difficoltà in cui era costretto il lavoro contadino: fu chiaro che solo l’unione riusciva a garantire una sopravvivenza dignitosa ai lavoratori della terra, ma in questo caso per creare una nuova struttura c’era da superare l’antica rivalità dei paesi di Vinchio e di Vaglio. Nell’intento di rappresentare al meglio il territorio, lo statuto della cooperativa prevedette fin da subito che il presidente e il vice presidente fossero uno di Vinchio e l’altro di Vaglio Serra. Sono passati 65 anni dalla fondazione ed oggi sono quasi 200 soci, conduttori di quasi 500 ettari di vigneti, che contribuiscono all’attività di un’azienda diventata un modello nel mondo vitivinicolo.


Le vigne sono coltivate soprattutto a barbera, e la cantina Vinchio Vaglio, per vocazione, dedizione e ubicazione, finisce per essere davvero il luogo deputato della barbera, nel cuore del Monferrato. Uno dei vitigni più squisitamente rappresentativi di un territorio, dall’importanza anche storica, per il quale è oggi necessaria una completa rivalutazione: vino quotidiano, certamente, ma anche in grado di assurgere a livelli qualitativi notevoli .

Non sono da scordare però gli altri vitigni tipici del territorio come dolcetto, cortese, grignolino, nebbiolo,brachetto, moscato, freisa e bonarda; anche alcuni vitigni internazionali come pinot nero, chardonnay, sauvignon e viognier si sono ben adattati al clima e alla morfologia della zona, in grado di fornire prodotti validi. Quando si pensa alle eccellenze, non si può non avere ben presente il progetto Vigne Vecchie che prende forma nella seconda metà degli anni ’80, quando in tutta Italia si pensava per lo più a sostituire i vigneti vecchi con impianti nuovi. A Vinchio Vaglio si decise di individuare e salvare i migliori vigneti con età superiore ai 50 anni iniziando a produrre un vino che fin da allora si è chiamato “Vigne Vecchie”.

Maggiore cura nella vendemmia e nella vinificazione hanno portato e portano ancora alla nascita di un vino, che racconta la barbera nella sua complessità, anche oggi che le vigne hanno quasi novanta anni. Allargando il discorso alla tradizione paesaggistica e alla sua tutela, non dimentichiamo che il progetto Vigne Vecchie è una salvaguardia del patrimonio storico dei vigneti più vecchi e dà la massima dignità alla barbera. E l’iscrizione delle colline del Monferrato all’interno della Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità è il riconoscimento anche del lavoro dei soci della cooperativa: se infatti non ci fosse stata la cantina, molti viticoltori della zona sarebbero stati spinti ad espiantare le viti e lasciare posto al bosco o ai noccioleti.

Infatti Vinchio Vaglio, raccogliendo le uve conferite solo dal Monferrato, rappresenta per i soci l’opportunità di poter continuare a lavorare le terre dei loro padri, tutelando un patrimonio enorme di storie familiari e competenze che altrimenti sarebbe in parte andato perduto. La realizzazione del Sentiero dei Nidi, un percorso a piedi nei boschi che delimitano la vicina Riserva Naturale della Val Sarmassa, rientra pienamente nell’ambito della tutela e valorizzazione del territorio. È bello percorrerlo e capire come rappresenti un’occasione di conoscenza ma anche di convivialità tra ersone che si mettono in cammino insieme.


La sostenibilità ambientale per Vinchio Vaglio è da sempre uno dei fattori che impronta le sue scelte. Per questo motivo ad esempio utilizza per il 90% dell’intera produzione bottiglie di peso inferiore ai 558 gr; sceglie tra tappi tecnici e tappi di sughero a seconda del vino; grazie all’impianto fotovoltaico riesce a coprire una parte rilevante del fabbisogno energetico aziendale; riduce al massimo l’uso dei prodotti di origine chimica; alcune delle vigne vengono lavorate a mano, senza emissioni di CO2, i trattamenti sono fatti solo a base di zolfo e rame e anche le concimazioni sono solo organiche; inoltre nella vinificazione i solfiti presenti sono sempre molto al di sotto dei valori previsti dalla normativa in vigore e sono utilizzati solo lieviti selezionati provenienti dal territorio per far partire la fermentazione, aiutando a mantenere intatte le caratteristiche delle uve.

SORÌ DEI MORI

Barbera d’Asti DOCG 2022

Bel porpora acceso per l’esame visivo . Naso di frutti di bosco come mirtillo, vinoso al punto giusto , cenni balsamici, floreale di viola. Bocca di bella vivezza, freschezza gradevole, levigato nei tannini, dal gusto equilibrato in lunghezza, con finale appena sapido.

I TRE VESCOVI

Barbera d’Asti Superiore 2021 DOCG

Porpora, deciso nel colore. Naso appena maturo di confettura di more, ciliegia, con cenni di vaniglia, incenso Bocca di buon peso, abbastanza larga, cremosa, tannini fusi, largo, buona persistenza, con freschezza invitante.

VIGNE VECCHIE 50

Barbera d’Asti DOCG 2021

Porpora, abbastanza intenso alla vista . Il naso è evoluto, sul terziario, tabacco e cuoio, cenni di pelle, terra fresca, erbe aromatiche di macchia come alloro e salvia, salmastro iodato. Bocca viva e scattante, fresca, buoni tannini, sapidità centrale invitante, finale gustoso e lungo.

LAUDANA

Nizza DOCG 2020

L’occhio è colpito dal colore porpora, abbastanza trasparente. all’esame olfattivo appare variegato, viola, timo, alloro, frutti di bosco in rapida successione. Al gusto ha buon peso, largo, succoso, vivace, freschezza di godibile vitalità. Salino senza strafare, finale invitante di erbe aromatiche come menta

VIGNE VECCHIE

Barbera d’Asti Superiore 2021 DOCG

Porpora, deciso per la parte visiva. Nel bagaglio aromatico mostra note di canfora, incenso, confettura di ribes, resina. Per la parte gustativa ha polpa, concentrato, largo, cremoso. Buona freschezza, largo in ampiezza , buona consistenza e finale corretto

SEI VIGNE INSYNTHESIS

Nizza Riserva DOCG 2019

Porpora intenso nel comparto visivo. Bouquet aromatico caratterizzato da intense note fruttate poi pepe bianco, ginepro, floreale di viola, ed infine timo e basilico. Al gusto risulta molto invitante, succoso, caldo, tannino fine, retrogusto liquirizia, finale succoso e caldo

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