Ed eccoci con le etichette di settembre. E’ lunedì so che avete da fere e quindi la faccio breve. Se c’è qualcosa che vi interessa si ricondivide insieme!

Enrico Gatti Franciacorta Brut Nature. Meno micini e più Gatti per tutti. Buono, anzi strabuono. Bevuto in corsa durante un servizio delirante, con l’enoteca strapiena. Tra uno scontrino, una comanda, il campanello del pass della cucina, lui era lì nel bicchiere che mi aspettava. Un sorso di gioia in quella confusione madornale, mi rimetteva in pace anche con quei clienti non esattamente brillanti di simpatia. Salino, cremoso, scattante e bello, cui segue tristezza da fine bottiglia. Alla cieca non ho azzeccato, mi sembrava spumante di montagna per carattere e grinta, poteva essere champagne per bellezza di sorso, ma mancava il territorio e non ho pensato alla Curte Franca. Me tapina, meglio che mi dedichi al cucito d’ora in poi.

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Verduno Pelaverga 2023 Gian Luca Colombo. Auguro a tutti un amico che vi stappa la pelaverga di Colombo: vi vuole bene. Pomeriggio di svacco da salotto tra il servizio di pranzo e quello della cena, ci apriamo questa gemma corroborante più di un polase. M’ha rimesso al mondo da stanchezza e dato lo sprint per affrontare vento in poppa il resto del giorno. Se vi capita di berlo, godetevi prima di tutto il colore, guardatelo come guardereste un dipinto, poi sorseggiatelo alla vostra maniera, pian piano o tutto d’un fiato da quanto è golosa la pelaverga, che quando raggiunge questi livelli fa il mazzo anche al più gettonato nebbiolo. Affinato in terracotta è il vino più emozionante che ho bevuto negli ultimi mesi.

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Markus Prackwieser Gump Hof Pinot Nero 2022. La stanchezza che avverto nei confronti dei vini alto atesini non contempla quelli di Gump Hof di cui sono fan da tempo. Grazie sempre ad amici del cuore ho avuto modo di assaggiare anche vecchie annate dei suoi sauvignon e pinot bianco, vini che fanno accapponare la pelle. Questo pinot nero è giovane e ricco, naso intenso di mirtillo schiacciato, corteccia di pino, boisée un po’ evidente ma elegante e ricordi di caramella ricola. So che state sentendo l’Ollalaliliù tirolese ahahah. Siamo a Fié alla Sciliar, con vista Alpe di Siusi in tutta la sua bellezza.

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Vipava Sivi Pinot Selekcija 2021 Batič. Grazie alla degustazione organizzata da un agente del vino ho scoperto questo bellissimo pinot grigio, parte del suo catalogo. Sivi pinot è il pinot grigio in sloveno. Proviene dalla Valle della Vipava, uno dei 4 distretti vinicoli della regione slovena della Primórska insieme a Slovenska Istra e i più noti Goriška Brda e Kras. A pochi chilometri dal confine italiano, questa è una zona da dieci per i bianchi, con la Bora che non accarezza certo quelle povere viti abbarbicate su suoli di flysch e rocce. Denso, sassoso, profondo, vibrante e lungo, affinato sulle bucce e in legno. Sorso materico e vigoroso e naso che richiama frutta gialla matura, noce moscata e polvere di roccia

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Blaye Côtes de Bordeaux Chateau L’Esperance 2016. Lo scorso inverno in gita alla cittadella di Blaye appena fuori Bordeaux ci infiliamo in questa enoteca dove il gentile commesso di origine belga in un paio di ore ci vende 12 bottiglie. E dovevamo tornare in aereo a Firenze. Comunque una di queste è la bottiglia in oggetto, piacevole e semplice blend bordolese, dall’ottimo rapporto qualità prezzo. L’ho bevuto al momento giusto, vale a dire che non avrebbe retto ancora per molto in questa bella condizione di frutto e freschezza balsamica. Le sensazioni verdi piraziniche sono dominanti ma non aggressive, cioè non sfociano nella menta piperita del chewing gum o nell’eucalipto del vicks vaporub. Poco persistente, ma chissene, l’ho bevuto in compagnia di una insalata di lesso e maionese e poi con della cioccolata amara. E andava bene con entrambi, con l’atmosfera e con la compagnia.

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vini singoli articolo – 2

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