vino bianco o rosso, fermo o bollicine: bere bene per le feste

Consigli per scegliere il vino giusto a Natale

Festività, pranzi e cene: buone occasioni per non bere a casaccio. Ecco i consigli di chi il vino lo ama, lo consiglia e lo vende. Come districarsi tra un’offerta di vini sempre più ampia e di qualità spesso più che apprezzabile? Andare sul sicuro, sul tradizionale e sul classico o percorrere le strade della novità o dell’ultima tendenza? Il nostro spassionato consiglio è di seguire cuore e istinto, meglio se accompagnati da qualche briciola di esperienza, maturata grazie alla curiosità e agli assaggi.

La Casa del Vino

Ma per essere confortati nelle nostre scelte da pareri illuminati, frutto di anni di passione e di lavoro, siamo andati a trovare quattro vecchie conoscenze che col vino ci bazzicano da tempo, alla guida di altrettanti esercizi che sono approdi sicuri per chi vuole bere bene. Abbiamo incontrato due vinai con mescita e due enotecari o per meglio dire titolari di bottiglierie per avere consigli per scegliere il vino giusto a Natale: Gianni dell’antica e storica Casa del Vino,vicino al Mercato di San Lorenzo; Ciro della più recente Le Volpi e l’Uva, a due passi da Ponte vecchio; Vasco dell’Enoteca Vignoli in via Fra’ Giovanni Angelico e Stefano dell’Enoteca Bonatti in via Gioberti.

A ciascuno di loro abbiamo chiesto di indicarci, in estrema libertà e al di fuori quindi di canoni prestabiliti di comportamento: un vino adatto ad aprire il pranzo di Natale o la cena di Capodanno, come aperitivo o per accompagnare i primi assaggi, anche in piedi; un vino con cui chiudere in qualsiasi modo il rito delle feste; e infine il vino del cuore, quello a cui cioè in questo momento va, per motivi non precisabili, la loro preferenza, il vino da bere con un persona speciale a cui si è per qualche motivo legati.

L’Enoteca Vignoli

Anticipando e sintetizzando l’esito della nostra mini inchiesta, l’unico dato incontrovertibile, come forse è ovvio, è che l’Italia, con un forte accento toscano, stravince: solo tre su dodici i vini stranieri, di cui due d’Oltralpe e uno portoghese. Per il resto non ci sono pareri dominanti: insomma i gusti sono come i pensieri, liberi. Cominciamo a guardare più da vicino cosa ci hanno raccontato: Gianni aprirebbe il pranzo di Natale con le bollicine: il brut nature Benoit Lahaye, champagne biodinamico pas dosè, molto secco quindi che invita al brindisi augurale e predispone al meglio per assaporare i cibi che verranno; anche Vasco suggerisce bollicine, ma nazionali: un Franciacorta Ferghettina brut; Stefano è per un bianco fermo, la ribolla gialla Tercic 2016; pure Ciro consiglia di iniziare con un bianco fermo, non profumato, secco e sapido: il sylvaner 2016 di Peter Pliger.

E dopo, alla fine di tutto, magari sbocconcellando un po’ di pasticceria secca o un pezzettino di formaggio? o semplicemente così, per chiudere in bellezza? Vasco, pensando al dolce, non ha potuto non suggerire il Moscato d’Asti di Saracco; Stefano è volato sul sauternes Château Lamourette; Ciro ancora più lontano, su un porto vintage 1999 Quinta do Infantado; Gianni è tornato in Piemonte, con il barolo 2011 di Bartolo Mascarello, da gustare senza necessità di accompagnare nient’altro che se stesso.

Le Volpi e l’Uva

Eccoci ai vini amati. Tutti scelgono un rosso da condividere per Natale. Stefano ci invita a conoscere il montecucco riserva 2013 Le Calle di Catocci, sangiovese in purezza biologico di grande personalità; Vasco e Gianni ci consigliano entrambi un brunello, rispettivamente il Val di Suga 2013 e il biodinamico riserva 2010 Stella di Campalto; Ciro ci riporta in Piemonte con il barolo 2010 Cascina Fontana.

Sì, perché conoscere e gustare il vino è anche un bel modo di viaggiare.

Credits: Enoteca Vignoli, La Casa del Vino, Le Volpi e l’Uva

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