In un angolo nascosto del centro storico di Alba, dove le pietre raccontano storie millenarie e il silenzio profuma di mosto e legno, si trova una delle cantine più affascinanti del panorama vinicolo italiano: Pio Cesare. Una famiglia, una visione, cinque generazioni, e un unico grande obiettivo: dare voce al territorio delle Langhe, trasformando la terra in racconto liquido.

Fondata nel 1881 da Cesare Pio, imprenditore coraggioso e precursore del vino italiano nel mondo, l’azienda conserva ancora oggi la sua sede originaria in un palazzo settecentesco ad Alba, dove le botti riposano sotto le antiche mura romane. Cesare Pio non solo intuì per primo il potenziale dei vini delle Langhe oltre confine, ma creò anche l’iconica etichetta ancora in uso, impreziosita dalle medaglie vinte nelle grandi esposizioni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Ma è negli anni ’70 che la famiglia Pio scrive un nuovo capitolo: Rosy Pio e suo marito Giuseppe Boffa rilanciano l’azienda, mentre la generazione successiva, con Pio Boffa, fa crescere il parco vitato, amplia la cantina e introduce nuovi vini, portando il Barolo Pio tra le etichette più riconosciute della scena internazionale.

È il momento in cui il concetto di “cru” inizia a farsi largo nel mondo del vino. E così, nel 1985, Pio Cesare decide di valorizzare tre micro-parcelle della storica collina Ornato con una visione inedita: nasce il Barolo Ornato, un cru “multi-cru” che racchiude l’anima del Nebbiolo di Serralunga. Nello stesso anno arriva anche il Piodilei, uno dei primi Chardonnay affinati in barrique prodotti in Piemonte. Seguiranno il Barbaresco Il Bricco, la Barbera Fides, fino all’acquisizione del vigneto Mosconi a Monforte d’Alba, nel 2014.
Tutti i vini Pio Cesare nascono da una visione comune: raccontare la complessità della terra, senza forzature, ma esaltandone ogni sfumatura. “Ogni parcella ha un’anima, e solo componendo queste differenze si può creare un vino che sia autentico e nostro”, spiegava Pio Boffa.

Oggi questa eredità è raccolta da sua figlia, Federica Boffa Pio, quinta generazione, che guida l’azienda con passione, lucidità e uno sguardo rivolto al futuro. La sua prima vendemmia, la 2021, è già entrata tra le più memorabili: un’annata di equilibrio climatico raro, che ha permesso al Nebbiolo di esprimersi con potenza e finezza.
Dopo un inverno nevoso e un’estate regolare, settembre e ottobre hanno regalato giorni asciutti e notti fresche, ideali per la maturazione. La vendemmia – manuale e parcella per parcella – si è svolta tra il 7 e il 18 ottobre, permettendo una raccolta calibrata su ogni singola vigna, da Treiso a Monforte.

Nascono così il Barolo Pio 2021 e il Barbaresco Pio 2021, due vini che rappresentano il cuore del progetto aziendale: un mosaico di vigneti iconici, assemblati con maestria per restituire l’identità più autentica delle Langhe. Usciti a marzo 2025, mentre i cru (Ornato, Mosconi, Il Bricco) l’uscita è in questo periodo l’.
Ma Pio Cesare non si ferma. Oggi la famiglia guarda oltre: ai Colli Tortonesi, dove il Timorasso torna a imporsi come bianco di struttura e carattere, e all’Alta Langa, dove si sperimenta un nuovo Nebbiolo in altitudine.

Nel frattempo, tutto parte ancora da lì: dalla cantina storica nel cuore di Alba, con le sue gallerie profonde, i suoi profumi antichi e le sue botti centenarie. È lì che il vino prende forma, tra acciaio e legno, tra precisione tecnica e intuizione artigianale. Ed è lì che ogni bottiglia comincia a raccontare la sua storia.
Una storia fatta di terra, di famiglia, di Langhe. Una storia che, da oltre 140 anni, non smette di affascinare il mondo.








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