Trovare in una carta dei dessert le pere alla Bella Elena è davvero una rarità, eppure per un dolce che, secondo la narrazione comune, ha un’origine nobile, creato nel 1864 da Auguste Escoffier ispirandosi all’opera buffa La Bella Elena di Jacques Offenbach, dedicata ad Elena di Troia. In realtà, come spesso capita nel settore culinario, l’aneddoto è più divertente della realtà storica e non esiste alcun documento ufficiale che comprova la nascita di questo dessert.

Certo che Escoffier doveva avere un debole per lo spettacolo, la famosa Pesca Melba fu da lui creata in onore della cantante lirica australiana Nelly Melba, il cui vero nome era Helen Porter Mitchell. Forse era il fascino delle donne che lo attraeva, sta di fatto che due dessert semplici che esaltano la frutta sono diventati un grande classico, probabilmente nati da chi era più propenso ad occuparsi della cuina che della pasticceria, due arti indubbiamente complementari ma diverse.

Le pere non sono un frutto particolarmente diffuso in pasticceria, vanno a comporre le crostate di frutta, ma in questa preparazione si esaltano al massimo, tanto che da questa ricetta è nata poi la torta che porta lo stesso nome, dove il matrimonio tra cioccolato e pere funziona alla perfezione.

L’esecuzione non è difficile: le pere sono fatte bollire intere , dopo averle pelate, in uno sciroppo di zucchero aromatizzato alla cannella e alla scorza di limone. Una volta freddate nello stesso liquido vanno asciugate e vengono fatte a porzione, con accanto una pallina di gelato alla vaniglia e ricoperte di cioccolato fondente fatto fondere: Per mantenere il tutto cremoso, il dessert deve essere composto al momento. A volte si sostituisce il gelato con la crema chantilly

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