Una delle prime ricette che vengono insegnate agli studenti della scuola alberghiera, o da chi frequenta un corso di pasticceria è la crema pasticcera. Si tratta di una preparazione elementare, che potrà ovviamente essere preparata con sfumature diverse, con dosi variabili a seconda del pasticcere, ma alla fine non risulta di una difficoltà estrema, anche se il terrore dei neofiti è che la crema impazzisca.

Provando a ripercorrere il procedimento, possiamo capire quali sono i punti critici: non molti in realtà. Il latte viene messo a scaldare con metà della dose prevista di zucchero, il baccello della vaniglia, la scorza di limone o arancia. Variabili previste sono l’utilizzo di un altro agrume come cedro o mandarino, l’eventuale impiego di zucchero a velo, la sostituzione di parte del latte con panna per rendere il tutto più avvolgente.

A parte, i tuorli d’uovo sono amalgamati con il restante zucchero e si aggiunge poi la farina, mescolando bene con una frusta. Nel momento di esecuzione della crema sul fornello, si versa il composto di tuorli d’uovo, zucchero e farina nel latte, privo di vaniglia e scorze, aiutandosi con un leccapentole e si porta a cottura girando con una frusta. Qui diventa utile diluire l’impasto di farina zucchero e tuorli con un po’ di latte, poi ci sarà chi consiglia di girare con un mestolo, di mettere solo fecola e non farina, o chi le utilizzerà entrambe.
A voler essere pignoli, si può utilizzare lo zucchero a velo e la farina va setacciata, ma poi altri segreti non ci sono quindi, per far impazzire la crema, ci si deve mettere d’impegno. Tra i motivi per i quali la crema impazzisce, ovvero gli ingredienti non risultino legati tra loro ci possono essere la mancata freschezza di latte o uova, ma non penso nessuno impieghi prodotti andati a male, o lavorare tutto con latte freddo, anche se in questo caso l’accortezza è quella di cuocere tutto a fuoco basso.

DI sicuro, la crema non impazzisce perché sul fuoco viene girata in senso antiorario o perché la prepara una donna durante il ciclo : queste sono le vere leggende metropolitane che ancora sussistono in alcuni ambienti,








Nessun commento