Quando si parla delle Langhe è facile che le si identifichino con il Barolo e il Barbaresco che qui regnano indiscussi come massima espressione del vitigno nebbiolo. Ebbene non sono solo questo, come ce lo hanno ricordato con tutta la loro passione ed entusiasmo i produttori di sette aziende intervenuti nella serata tenutasi presso Villa Olmi a Firenze appena di rientro da “Alta Langa Roma” organizzato per il secondo anno consecutivo nella Capitale.

L’Alta Langa D.O.C.G. è denominazione riservata al Metodo Classico a base di pinot nero e/o chardonnay dal 90 al 100%, per il rimanente 10% possono concorrere le uve provenienti dai vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella regione Piemonte. Questa produzione, esclusivamente millesimata, caratterizza un’ampia porzione delle province di Cuneo, Asti e Alessandria andando così ampiamente al di fuori delle Langhe geografiche. Di sicuro bollicine di carattere e avvolgente complessità, espressione autentica di versanti collinari non inferiori ai 250 m s.l.m. a ridosso dell’Appennino Ligure e terreni marnosi calcareo – argillosi formatisi milioni di anni fa. Le aziende incontrate sono state Agricola TT, Belcolle, Coppo, Mascarello, Paolo Berutti, Gancia Ettore Germano, conosciute più da vicino durante l’informale pic-nic serale seguito alla degustazione.

Agricola TT

Nasce nel 2019, realtà giovane ma dinamica che ha all’attivo 5 ha di produzione con 22.000 bottiglie per il 2024, suddivise in sette etichette.

Proposto: Brut 2021

Uvaggio:100% Pinot Nero

Dosaggio: Brut

Vinificazione: pressatura soffice e fermentazione totale in vasca d’acciaio per 9 mesi. Dopo il tiraggio il vino sosta sui lieviti per altri 36 mesi in bottiglia.

Note degustative: alla vista si pone di colore giallo con riflessi dorati e con un perlage fine e persistente. All’olfatto compare da subito il profumo di crosta di pane a cui segue una nota di fiori bianchi freschi, mela gialla nonché sentore di erbe aromatiche. Buon equilibrio tra sapidità e acidità.

Belcolle

La cantina si trova a Verduno (CN), sulle colline del barolo, tra Alba e La Morra, caratterizzate da un clima fresco e ventilato, che conferisce un carattere deciso a tutta la sua produzione.

Dal 2015 l’azienda è di proprietà della famiglia Bosio di Santo Stefano Belbo. La famiglia Bosio, produttori da 4 generazioni, ha rinnovato le tecnologie di cantina, senza rinunciare alla tradizione.

Proposto: Cuvée Valentina Rosè Nature 2021

Uvaggio: Pinot Nero 90%, Chardonnay 10%

Dosaggio: Pas Dosè

Vinificazione: la vinificazione prevede una fermentazione primaria in acciaio per il 60% e in tonneaux di rovere francese per il 40%. La presa di spuma in bottiglia si estende per 60 giorni, seguita da un lungo affinamento sui lieviti di almeno 48 mesi. Procedimento che conferisce al vino una innegabile complessità.

Note degustative: nel calice si presenta di un colore rosa scarico, animato da una bollicina elegante e continua. Al naso si è subito avvolti da sentori delicati di fragolina di bosco, lampone che si uniscono a quelli di un bouquet di fiori bianchi e gialli freschi. L’ingresso in bocca non è violento caratterizzato da una acidità fresca invitante.

Coppo

Azienda fondata a Canelli (Asti) nel 1892, il cui testimone è passato alla famiglia Lanci – Soldadino nel 2021, da oltre 130 anni ha per missione la produzione di vini vocati alla massima espressione della specificità del territorio. Le storiche cantine in cui nascono e riposano i vini sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2014. Fin dalle origini, Coppo rinnova la cura del più tipico vitigno canellese, il moscato, supportando la tradizione spumantiera e l’attenzione al Moscato d’Asti.

Proposto: Luigi Coppo Pas Dosé 2021

Uvaggio: Pinot Nero 60%, Chardonnay 40%

Vinificazione: viene eseguita una  selezione rigorosa di grappoli raccolti a mano nei vigneti posti tra i 270 e i 450 metri di altitudine, su suoli di marne argillose e rocce gessose, esposti ai venti dell’est-ovest, che esaltano freschezza e complessità.

Dopo una pressatura soffice, una fermentazione in acciaio a temperatura controllata e la fermentazione malolattica svolta, il vino riposa 30 mesi sui lieviti secondo il metodo tradizionale, per sviluppare profondità e finezza.

Note degustative: alla vista si presenta con un giallo paglierino dorato e riflessi verdognoli, vivacizzato da un perlage fine e persistente.
Al naso si apre con note fresche di frutta bianca, come di pera ma anche di frutta secca come una mandorla. Al gusto è palpabile la cremosità del perlage ben in equilibrio con una vigorosa sapidità. In retrolfattiva permane una nota agrumata inaspettata.

Mascarello

Si trova a La Morra (CN), nel cuore delle Langhe. Il 17/01/2022 il Ministero dello Sviluppo Economico ha iscritto la Mascarello Michele & figli C. Valletti s.n.c. al registro dei marchi storici di interesse Nazionale. Questo riconoscimento è conferito ai marchi d’impresa registrati da almeno 50 anni e relativi alla commercializzazione di prodotti realizzati in un’impresa di eccellenza nazionale storicamente collegata al territorio nazionale. La Cantina è nata nel 1927 per volontà di una donna Maria, raro esempio d’imprenditoria femminile, in un periodo in cui il ruolo della donna era principalmente quello di moglie e madre.
Da allora, è una azienda a conduzione familiare, che ha proseguito l’attività nello spirito della tradizione. Dalla fine degli anni ’80 l’azienda si rivolge esclusivamente ad una clientela di piccoli consumatori, curando sempre di più il prodotto finale anche in termini di servizio al cliente.

Proposto: Brut 2021

Uvaggio: Pinot Nero 70% – Chardonnay 30%

Vinificazione: pressatura soffice delle uve e fermentazione del solo mosto a 15°C in acciaio per un periodo di 20-25 giorni, dopodiché 8-10 mesi di stoccaggio in acciaio. Tiraggio e presa di spuma in bottiglia, in primavera, secondo il “metodo classico”. Affinamento in bottiglia sui propri lieviti per 30 mesi. 

Note degustative: alla vista è caratterizzato da sfumature giallo paglierino e presenta un finissimo perlage. Al naso i suoi aromi ricordano la frutta bianca, agrumi delicati come un pompelmo rosa. Non mancano sentori di erbe aromatiche usate in cucina come il timo. Al palato è armonico, caratterizzato da una delicata ma appetitosa sapidità. Di sicuro il risultato è quello di un vino ben equilibrato.

Paolo Berutti

La cantina si trova a Santo Stefano Belbo (CN), in località Bauda. Azienda piccola che porta avanti la scelta coraggiosa di coltivare solo pinot nero per la produzione di Alta Langa. La cantina si compone di una parte ipogea, costruita ex novo, realizzata dall’architetto Ermanno Saracco per ottenere un perfetto microclima ideale per la lavorazione e conservazione del vino; la parte restante è stata ricavata dalla ristrutturazione dei locali preesistenti della vecchia cascina già adibiti a cantina dal 1800.

Proposto: Brut 2021

Uvaggio: Pinot Nero 100%

Vinificazione: l’uva raccolta in cassette viene, in poche ore, delicatamente pressata per ottenere un succo fresco che nell’arco di poche ore decanta e si illimpidisce separandosi dalle parti solide. Si procede ad una lenta fermentazione alcoolica con una temperatura controllata di 13°C in serbatoi di acciaio inox ed in minima parte in legno. In primavera il vino così ottenuto viene messo nelle bottiglie, in cui avviene la presa di spuma; queste vengono poi accatastate in apposite gallerie interrate ove la temperatura è costante intorno ai 12°C. Dopo 30 mesi di affinamento in queste gallerie ipogee lo spumante è pronto.

Note degustative: alla vista si presenta di colore giallo dorato con perlage elegante. Al naso si è sorpresi dall’affacciarsi di una parte iodata, di sicura eredità dei terreni siliceo-calcarei dove sono allevati i vitigni. Non mancano profumi complessi tra fiori di tiglio, di agrumi delicati, erbe aromatiche come l’alloro. In bocca è un vino morbido con  una equilibrata acidità con una sensazione finale di tutto tondo.

Gancia

La storia aziendale inizia quando Carlo Gancia nel 1848, si trasferì a Reims dove trascorse alcuni anni, impegnato nell’apprendimento delle tecniche di lavorazione dello champagne, per poi tornare in Italia nel 1850. Lo stesso anno Carlo Gancia, con il fratello Edoardo, fondò a Chivasso la “Fratelli Gancia”.
Sfruttando e rielaborando le nozioni apprese in Francia e applicandole alle uve moscato tipiche della sua zona, Gancia creò, nel 1865, un nuovo tipo di champagne, che chiamò Spumante Italiano. Carlo divenne così il depositario e l’autore delle regole ufficiali del primo Metodo Classico italiano, le stesse seguite ancora oggi. Come non ricordare le cattedrali sotterranee, cantine storiche di Gancia, che si snodano e sono conservate nel sottosuolo della città di Canelli. Le cattedrali sotterranee di Casa Gancia rappresentano un patrimonio storico incalcolabile di architettura dedicato all’enologia: sono state scavate nei secoli passati nel tufo calcareo, perfetto isolante termico naturale capace di mantenere costante la temperatura di 12-14 gradi, ideale per la lavorazione e l’affinamento di grandi vini.

Proposto: Cuvée 36 mesi Rosé Brut 2019

Uvaggio: Pinot Nero %

Vinificazione: la spremitura molto soffice avviene nelle cantine storiche di inizio ottocento dove solo il cuore del mosto viene vinificato. Il mosto per singola pressata e partita viene fatto fermentare sia in barrique che in vasche d’acciaio a temperatura controllata fino al momento della preparazione della cuvée e al successivo tiraggio per la seconda fermentazione in bottiglia. Affinamento per almeno 36 mesi nelle fresche cantine.

Note degustative: alla vista di colore rosa scarico, al naso prevale il profumo di macchia mediterranea, dovuto al soggiorno prolungato sui lieviti. Il gusto è equilibrato, gradevolmente sapido, complesso e fresco, di spiccata mineralità.

Ettore Germano

La storia di questa cantina ha inizio nel 1856 da soli 4 ettari in località Cerretta una delle migliori menzioni geografiche per le colline del barolo. Oggi l’azienda è situata a Serralunga d’Alba (CN) e conta circa 19 ettari.

Proposto: Alta Langa DOCG Riserva Blanc de Noir Pas Dosé 2017

Uvaggio: Pinot Nero 100%

Vinificazione: l’uva viene raccolta manualmente in cassette, dopodiché introdotta intera nella pressa dalla quale si separa il primo mosto fiore. La fermentazione alcolica avviene a bassa temperatura. Il mosto dopo la pressatura una parte fermenta in tonneaux da 500 lt di rovere francese e la restante in acciaio. Dopo il tiraggio, che avviene in primavera, il vino rimane in bottiglia su lieviti per almeno 65 mesi. Trascorso il periodo, la sboccatura non prevede nessuna liqueur per rispettare al massimo l’espressione del vitigno e la mineralità del suolo.

Note degustative: un perlage fine e persistente si diffonde in un colore giallo paglierino intenso. Al naso note di violetta, cedro e parte verde mentolata si avvolgono a sfumature proprie della lunga permanenza sui lieviti. Una viva freschezza supportata dalla cremosità di una bollicina persistente prolunga la sensazione di sapidità.

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