La “Vigna Michelangelo “ di Donne Fittipaldi festeggia il suo primo anno di vita

Compie un anno il vigneto urbano “Vigna “Michelangelo” dell’azienda agricola donne Fittipaldi di Bolgheri, guidata da Maria Fittipaldi Menarini, discendente dal fondatore della famosa azienda farmaceutica fiorentina, che, con le quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina, ha dato vita a questo progetto e realizzato sulle colline di Firenze, nel viale dei Colli, a pochi passi da Piazzale Michelangelo, dando vita così alla prima vigna urbana a Firenze.

Vigna Michelangelo fa parte dell’Urban Vineyards Association, presieduta dall’italiano Nicola Purrello con il suo vigneto urbano a Catania ai piedi dell’Etna. che raccoglie aziende di 10 Paesi in 4 Continenti, per un totale di 21 vigneti urbani: da Venezia a Torino, da Parigi a Barcellona, da Londra a Los Angeles, da Brasilia a Melbourne.

“Questa vigna rappresenta anche la mia infanzia – ricorda Maria Fittipaldi Menarini – quando i primi di settembre, di ritorno dalla villeggiatura, amavo cogliere gli acini e anche alcuni grappoli per la tavola”.

Il terreno è esposto a nord-est e vi sono coltivate 700 piante di vite così suddivise: 300 viti sono di Sangiovese, vitigno principe della Toscana, con i cloni scelti nella selezione CCL2000; 150 viti sono di Canaiolo, anch’esso vitigno molto diffuso in tutti gli areali chiantigiani; 100 viti sono di Foglia Tonda, vitigno coltivato con successo in Val d’Orcia e nella Valle dell’Arno; altre 100 viti sono di Pugnitello; 50 viti sono di Colorino del Val d’Arno.

Per l’impianto è stata scelta la tipologia ad alberello, la forma più antica di allevamento conosciuta, che consente di controllare molto bene lo sviluppo arboreo della pianta e tenerlo limitato a favore di una migliore crescita dei grappoli. “Per l’impianto si è scelta la forma cosiddetta a ‘quinconce’. Ogni alberello si trova sui vertici di un quadrato che ha un’altra vite al centro, come la faccia di un dado con il numero 5”, come ci ha spiegato l’agronomo dell’azienda Stefano Bartolomei . Ogni barbatella messa a dimora, nel marzo 2024, porta poi il nome di un giornalista del vino con una targhetta dedicata, in questo caso la tipologia per il giornalista Leonardo Romanelli è un Foglia Tonda.

La scelta di questa tipologia di impianto dà un risultato scenicamente spettacolare: i filari possono essere percorsi in lungo, in largo e in diagonale a piedi o con macchine di piccole dimensioni senza trovare ostacoli. Sarà così ottimizzata l’occupazione del suolo e la vite potrà sviluppare le sue radici nel migliore dei modi anche su questo terreno ripido. “Mi viene in mente – dice Maria Fittipaldi Menarini – l’incitazione di Veronelli a ‘camminare le vigne’. Si potrà così farlo anche in città con la prospettiva di contribuire a rendere di nuovo vivibile e salutare una parte del contesto urbano.”

L’aspetto tecnico di questa vigna urbana è stato affidato all’agronomo Stefano Bartolomei e all’enologo Emiliano Falsini, tra i migliori professionisti della Toscana nel proprio settore.

“Il vigneto che siamo andati a realizzare – sostiene Stefano Bartolomei – è un vigneto giardino e sarà perfettamente integrato con l’ambiente circostante per mantenere inalterate le caratteristiche del paesaggio”.

“Per quanto riguarda il vino che verrà, mi immagino un vino dal sapore antico che affonda le sue radici nella tradizione toscana ma con uno sguardo rivolto al futuro in chiave moderna – prevede Emiliano Falsini. La componente varietale e di territorio richiameranno un sapore che identifica la Toscana classica (base Sangiovese con altre varietà autoctone) ma dove cercheremo di avere un respiro moderno e contemporaneo basato sulla freschezza, bevibilità, eleganza: un vino complesso ma mai complicato capace di parlare un linguaggio tradizionale, contemporaneo e attuale.”

Le viti daranno i primi frutti adatti alla vinificazione solo fra due anni, per raggiungere poi il vertice della qualità molto dopo: l’appuntamento è quindi per la vendemmia 2027 con la produzione della prima botte di vino, da cui si ricaveranno circa 700 bottiglie.

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