Fa piacere  vedere che il 2007 inizia in maniera vibrante, almeno nel mondo dei blogger: Tombolini vs Bonilli sulla questione del "Buono e proibito". Per saperne di più cominciate a leggere quanto affermato da Bonilli e successivo intervento di Tombolini. Peccato che Bonilli si sia innervosito, anche  perchè il tema che ha lanciato non era certo di quelli che potevano lasciare indifferenti:il piacere del cibo proibito, una questione che si trascina dai tempi di Adamo ed Eva. Il finale del suo post lascia interrogativi aperti sull’ambito di cosa è lecito mangiare e cosa no. E’ francamente diverso parlare di proibito legandolo alla cacciagione o alla pesca di frodo(comunque opinabile) ed un’altra è parlare di tartufi senza fattura, uno dei grandi scandali italiani(gastronomicamente parlando, s’intende!). In tale discussione stona un post risalente al periodo  pasquale, nel quale  nel quale Bonilli si gettava, lancia in resta, contro la strage degli agnelli, messi in risalto da Tobolini Ora, le discussioni sui temi lanciati è giusto che si svolgano nei blog degli interessati. Da parte mia, da osservatore esterno, sono contento che torni fuori una sana vis polemica tra persone del settore: va bene essere educati e corretti(ci mancherebbe!) ma anche un eccesso di buonismo diventa stucchevole. Buona lettura!

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Un commento

  1. Al di là della polemicuccia (e perché no?), il tema è in effetti interessante di per sé. Siamo tutti portati a pensare che i cibi che oggi ci ripugnano siano stati ripugnanti da sempre. Non è così: chi ha vissuto abbastanza da poter assaggiare il mosciame di delfino giura che è squisito, molto più buono di quello di tonno. Ho letto ancora di gente che canta le lodi del pavone arrosto. Eccetera.

    Il fatto è che il mangiare (e il non-mangiare) è un fatto culturale e sociale, prima di ogni altra cosa, prima ancora del rappresentare la soddisfazione di un bisogno primario: il bisogno primario spiega infatti il fatto “che mangiamo”, ma non aiuta in nulla a spiegare “cosa mangiamo”, e soprattutto “cosa evitiamo di mangiare”, e perché.

    La cosa mi sta prendendo a tal punto, che ho iniziato a leggere “Eat not this flesh”:
    http://www.amazon.com/Eat-This-Flesh-Frederick-Simoons/dp/0299024342
    uno studio molto approfondito sulla storia dei tabu alimentari… magari ne posterò man mano nel mio blog.

    Ciao!