In attesa di darvi una rassegna mensile dei nostri assaggi migliori, beccatevi qualche suggerimento per i vini di Pasqua, da regalare, da acquistare, comunque da bere!

DANIELE MARRANI CUSEBIO FATTORIA DIANELLA
La Fattoria Dianella 1° è un’azienda vitivinicola situata a Vinci, si estende su 40 ettari, di cui 25 coltivati a vigneto e 5 dedicati all’olivicoltura. La filosofia aziendale è fondata sulla cura meticolosa delle vigne e degli uliveti, sul rispetto della natura e sull’attenzione ai dettagli, con l’obiettivo di produrre vini e oli di alta qualità che raccontino la storia e la tipicità della zona. Il Cusébio è infatti il vino che meglio rappresenta la filosofia della Fattoria Dianella 1°. Si tratta di un vino rosso IGT, frutto di una selezione di sangiovese, merlot e petit verdot. Il Cusébio si distingue per il suo colore rubino intenso e brillante, un’anticipazione della sua grande ricchezza aromatica. Al naso si apre con un bouquet ampio e raffinato, dove le note floreali di viola e iris si intrecciano con i profumi di ciliegia, prugna e frutti di bosco. L’affinamento in legno aggiunge profondità con sfumature speziate di vaniglia, liquirizia e cacao, rendendo l’esperienza olfattiva complessa ed elegante.Al palato, il Cusébio si presenta strutturato e avvolgente, con una trama tannica ben definita ma morbida, che conferisce equilibrio e persistenza. La sua grande armonia tra freschezza e intensità gustativa lo rende un vino versatile, perfetto sia per l’invecchiamento che per essere degustato in abbinamento a piatti strutturati, come carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati

LIRIO MANGALAVITI PIGOLE DI DUDDA
Mangiare da Mario alla Querciola, a pochi chilometri da Firenze, è sempre piacevole, c’è quell’aria di campagna che ricorda i pranzi di famiglia di un tempo. L’altra sera mi hanno proposto un rosso della cantina di Giacomo Grassi, che si trova a Dudda nel comune di Greve: il Pigole di Dudda che, secondo Marco Moscardi, patron della trattoria, vorrà essere per la Toscana ciò che è lo Chateauneuf du Pape per la Francia, cioè l’unione di tanti vitigni autoctoni minori a formare una squadra. Stappiamo la bottiglia della prima annata prodotta, la 2020, solo da canaiolo e colorino, mentre Marco mi racconta che nelle prossime annate l’uvaggio si arricchirà di altri sei vitigni a cominciare da mammolo e ciliegiolo, presenti già nella 2021, fino ad arrivare a otto diverse varietà autoctone. Annusando il calice, ìl profumo “sa di Toscana” benché non contenga sangiovese; la speziatura pepata del canaiolo è in evidenza, il succo è saldo e equilibrato, una mineralità di fondo allunga il sorso, un tannino molto ben disposto è la cornice di un quadro con pennellate di colori e sapori che si alternano rendendo la bevuta sempre nuova ed invogliandoti ad un secondo bicchiere.

SABRINA SOMIGLI VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO VIGNA SANTA MARGHERITA 2021 – PANIZZI
Pasqua con che vuoi. Seguo il detto alla lettera. Qualunque sia il vostro menu Pasquale, dai carciofi, alla torta d’erbi, all’agnello, ecco una bottiglia trasversale, dal sorso verticale, assolutamente micidiale! La Vernaccia sta sovente nel mio bicchiere, ne amo la freschezza citrina e il tocco salino, ma qui si sale…almeno fino a 310m slm, questa l’altitudine massima dello storico vigneto di Panizzi al cui apice domina un grande pino marittimo. Il bouquet è super complesso di sfumature, timo, dragoncello, maggiorana, freschezze verdi e cenni di after shave. Per quella che viene decantata in comunicazione come “la regina bianca” in terra di rossi, il tocco di dopobarba è adorabile, gradito, provocatorio. Al sorso è un concentrato di Vernaccia, acidità, sale, frutta secca e un finale che richiama il burro e le dona consistenza e spessore. Buona Pasqua!

PAOLO PELLEGRINI AOC RASTEAU DOUX NATUREL DOMAINE LA SOUMADE
Pasqua uguale… beh, certo, tante cose. Per lo spirito e per la carne. Ma la notizia è il ritorno sulla scena di Andrea Bianchini e del suo cioccolato. Uova di Pasqua comprese. Un ritorno che non tradisce le attese, al primo assaggio di praline, cakes e biscotti. Con una chicca in più, per il mio palato. Perché cioccolato significa anche vino adatto, ma io sono stufo dei soliti barolichinati o delle solite marasche siciliane. E allora “emigro” in Francia. No, non a Banyuls. A Rasteau, 800 anime ai piedi del Mont Ventoux, zona Rodano, 900 ettari di viti, e il Doux Naturel ha l’Aoc da ottant’anni. Quello del 2022 di Frédéric Roméro per Domaine La Soumade (19,90 € online), ampio e scorrevole ma assai elegante, regala prugne, fichi secchi e datteri. Sarebbe da Roquefort, sento dire. Per me è perfetto anche con l’uovo. Fondente, certo.








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