Diversity Ark è un marchio di certificazione nato per iniziativa di un team di agronomi e naturalisti che hanno raccolto la necessità degli agricoltori e delle aziende agricole di monitorare scientificamente la biodiversità delle proprie aree coltivate. Nel 2023 si è perfezionata la registrazione presso gli uffici UIBM (Ufficio Italiano Brevetti Marchi) a cui ha fatto seguito la registrazione anche presso l’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale): Diversity Ark è quindi un marchio pienamente riconosciuto in tutti i paesi dell’Unione Europea e da ottobre 2024 anche in Gran Bretagna, con l’impegno di ottenere analoghi riconoscimenti da altri stati come ad esempio Canada, USA, Norvegia, Svizzera e Giappone.

Diversity Ark è nata nel 2022, per iniziativa di Stefano Amedeo e Stefano Zaninotti agronomi con decennale esperienze in campo dell’agricoltura e viticultura effettuate in vari paesi del mondo; nel 2023 Diversity Ark è diventata società benefit, con lo scopo di creare beneficio per l’ambiente, con amministratore unico, Luigi Vignaduzzo: i tre soci sono uniti da una visione olistica dell’agricoltura, cioè la consapevolezza che ogni intervento effettuato in questo ambito si ripercuote inevitabilmente sull’intero ambiente e sulla salute dell’uomo.

Il nome “Ark” fa riferimento all’arca di Noè, il primo esempio positivo di salvaguardia di tutte la specie viventi: il marchio della certificazione, applicabile in etichetta, riprende proprio questa visione, perché la vita continui a fare il proprio corso è necessaria la sopravvivenza di tutti, ogni organismo è indispensabile per l’equilibrio e la vita di tutti gli altri.

Diversity Ark è pertanto un Marchio di certificazione che permette alle aziende agricole di migliorare la gestione, la naturalità ed eccellenza della produzione e nasce dopo anni di studio e di collaborazione con varie aziende agricole ed associazioni di produttori: obbliga le aziende che lo ottengono a seguire un percorso seguendo criteri certificati basato su periodiche analisi botaniche, entomologiche e del suolo, attraverso il quale è possibile certificare quasi la totalità dei prodotti agro alimentari, tranne molluschi e crostacei.
Obiettivo del marchio è garantire una gestione virtuosa del suolo, con lo scopo di ridurne il consumo e l’erosione, focalizzandosi anche sulla fertilità biologica del terreno; allo stesso tempo viene eseguito uno studio/monitoraggio della biodiversità di piante ed insetti, con l’applicazione di appositi indici, mirati a evidenziare lo stato degli equilibri naturali nell’ambito di coltivazione.

Le aziende certificate devono rispettare un innovativo disciplinare che non consente l’uso di diserbanti e impedisce l’utilizzo di antiparassitari rischiosi per la salute umana. Inoltre, inserisce, all’interno dei controlli, una sezione speciale per la presenza o meno di plastiche nel terreno, problematica che sempre più affligge l’agricoltura.
Tale certificazione quindi si rivolge a tutte le aziende agricole biologiche e non, al fine di massimizzare il miglioramento del prodotto finale.


photo credits @diversityark
Le prime aziende che hanno ottenuto la certificazione Diversity Ark sono state: Le Piane Boca, Az. Agricola Inama Stefano, Zaro 1348, Az.Agricola Meroi, La Torre alle Tolfe, Vecchie Terre di Montefili, Gradis’ciutta, Tenuta Stella, Tenuta Luisa, Vinarija Kozlović.

Caratteristiche peculiari della certificazione Diversity Ark sono: lo snellimento della parte burocratica; controlli Agro-Econologici sul campo tramite analisi del suolo, degli insetti e della vegetazione circostante, con attenzione alla riduzione della plastica, impegno sociale.

Il percorso in pratica è il seguente, con controlli a campione in tre macroaree, con rigorosi metodi scientifici :
1) Campionamento del suolo e analisi biologica e chimico-fisica: il monitoraggio della biodiversità nei terreni inizia a primavera, tra aprile e maggio, dove viene prelevato un campione di suolo, con metodica standard, per ottenere i dati chimico – fisici e biologici. I risultati vengono elaborati da professionisti Diversity Ark.
2) Analisi insetti ed artropodi, per determinare quantità e qualità della loro presenza, perché la biodiversità animale fornisce importanti servizi ecosistemici che contribuiscono a regolare il corretto funzionamento degli agro-ecosistemi. In particolare, insetti e artropodi hanno un ruolo fondamentale nella degradazione e nella movimentazione della sostanza organica (con conseguenti effetti sulla fertilità del suolo), contribuiscono all’impollinazione delle specie vegetali e alla dispersione dei loro frutti e semi ed operano il naturale controllo biologico dei fitofagi dannosi.
3) Analisi delle biodiversità floristiche nell’appezzamento: la presenza di numerose piante spontanee differenti tende a limitare lo sviluppo delle piante infestanti più aggressive che spesso sono quelle che creano i maggiori disagi alle attività agronomiche. Un vigneto con elevata biodiversità ha anche un potere autorigenerante molto più forte.
Le tre analisi portano ad una valutazione generale della vitalità e potenzialità dell’agro-ecosistema che meglio permette la gestione agronomica incentrandola sulla naturalità ed eccellenza delle produzioni. Questi tre punti sono sintetizzati attraverso una scheda di valutazione, che si basa su 10 indicatori essenziali per determinare la salute del suolo e delle colture.
Nel disciplinare poi sono obbligatori per le aziende aderenti due eventi formativi all’anno per approfondire argomenti agro-ecologici.
Quattro aziende friulane certificate Diversity Ark visitate in occasione della presentazione del marchio:
GRADIS’CIUTTA

Azienda vinicola biologica con sede in località Giasbana a San Floriano del Collio, condotta da Robert Princic, che copre circa 50 ettari di vigneti di collina, con un palazzo del ‘500 trasformato oggi in elegante dimora per l’accoglienza di enoturisti.
I vigneti dell’azienda Gradis’ciutta, sparsi in vari appezzamenti e a diverse altitudini in questo territorio, coltivano varietà bianche, dalle autoctone di lunga data come Ribolla e Friulano, alle internazionali e a quelle a bacca rossa.
Il termine locale per descrivere il suolo del Collio è “Opoca” o “Ponca”, costituito da marne silicee e marne argillose, talvolta persino sterili, dove i vitigni autoctoni prosperano, esprimendo il massimo delle loro potenzialità. Anche varietà di origine francese (Sauvignon, i Pinot, ecc.) hanno dimostrato di adattarsi perfettamente a questi terreni.
La Ponca rappresenta il vero segreto dei vini del Collio, adatta all’alta piovosità del territorio grazie alle sue straordinarie capacità di drenaggio. Conserva quantità limitate d’acqua, arricchite dalla mineralità del suolo, rivelandosi essenziale durante periodi di siccità o temperature particolarmente elevate. Non sorprende quindi che il disciplinare della DOC stabilisca che i vini debbano derivare esclusivamente dalle colline (al di sopra dei 50 metri s.l.m.), poiché solo in queste zone si trova questo suolo unico e distintivo.
Fedeli alla tradizione locale e fortemente ancorata al territorio, l’azienda coltiva varietà autoctone e vitigni internazionali, ciascuno con una storia secolare radicata nel Collio.
Le principali cultivar, quali la Ribolla Gialla, la Malvasia e il Friulano (ex Tocai), fungono da protagoniste nella produzione di vini monovarietali di eccelsa qualità. Al contempo, altre varietà come Moscato, Picolit e Verduzzo vengono utilizzate per creare assemblaggi.
In parallelo, Gradis’ciutta dà vita a una selezione di vitigni internazionali, introdotti nel Collio quasi un secolo e mezzo fa, oggi perfettamente adattati e radicati in virtù del naturale incontro con il terroir. Tra i bianchi spiccano Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon, mentre tra i rossi emergono Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, con i quali si realizza anche un raffinato uvaggio bordolese.
Le punte di diamante della produzione sono gli uvaggi bianchi: Bràtinis, blend di Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon e Riesling, storica icona dell’azienda e Collio Riserva, vinificato esclusivamente con i vitigni autoctoni Ribolla gialla, Malvasia e Friulano, fermentato in botti di legno da dieci ettolitri.
TENUTA STELLA

Fondata e presieduta da Sergio Stefanato, si trova a Scriò, nel comune di Dolegna, nella parte più alta del Collio, circondata dalle montagne ma vicino al mare, accarezzata dalla bora e dalle correnti fresche, con una produzione vinicola basata quasi esclusivamente su vitigni autoctoni friulani, Ribolla Gialla, Malvasia e Friulano, capaci di esprimere vini biologici affascinanti e mai scontati e soprattutto in grado di raccontare, ad ogni sorso, la ricchezza del territorio da cui prendono vita. Principali vini prodotti: Friulano DOC Collio Prodotto con uve Tocai Friulano. Ribolla Gialla Collio DOC – Ribolla Gialla Riserva Collio DOC – Ribolla gialla brut spumante; Sdencina Rosso Prodotto con uve Schioppettino, Pignolo, Tazzelenghe e Refosco dal Peduncolo Rosso: quattro varietà autoctone selezionate e raccolte insieme all’inizio di ottobre; Malvasia Collio DOC rosso prodotto con uve Malvasia Istriana.
TENUTA LUISA



photo credits @TenutaLuisa
Realtà vitivinicola che si trova a Corona, piccola frazione del comune di Mariano del Friuli (GO), nel cuore della DOC Isonzo; conta oggi 110 ettari coltivati a vite, tutti di proprietà da cinque generazioni, ed è guidata dai due fratelli Luisa. Vini da vitigni autoctoni e internazionali fra cui spiccano Luisa Pinot bianco, Luisa Pinot grigio, Luisa Malvasia (bianco), Luisa Friulano, Luisa Sauvignon. Linea collezione I Ferretti, prendono il nome dalla loro particolare area di produzione, ricca di vari microelementi tra cui ferro ed alluminio, vini complessi e corposi, strutturati e longevi (dai vigneti più antichi dell’azienda raccolti solo nelle migliori annate) Friulano I Ferretti, Desiderium I Ferretti (blend di Sauvignon Chardonnay e Friulano), Pinot Nero I Ferretti, Cabernet Sauvignon I Ferretti.
MEROI


photo credits @meroiwine
L’azienda agricola Meroi fu fondata nel 1920 da Domenico Meroi, bisnonno dell’attuale proprietario, Paolo Meroi, ed è situata nei Colli Orientali del Friuli a Buttrio. La collina di Buttrio è famosa per la sua temperatura, più alta rispetto alle altre zone dei Colli Orientali, che permette una buona maturazione dei vini rossi, rendendoli più vellutati ed eleganti. A questo si aggiunge la composizione delle colline, i cui terreni appartengono al cosiddetto “flysch” dove le marne prevalgono sulle arenarie e la loro più o meno compiuta disgregazione produce la ponca. Fra i vini prodotti si segnalano Meroi Zitelle sauvignon, Meroi Zitelle durì Malvasia, Meroi Chardonnay vigna Dominin, Meroi Nestri (Merlot, Refosco, Cabernet ) Meroi ros di buri (merlot), Meroi vigna dominin merlot, Meroi calvari (refosco dal peducolo rosso), Meroi ribolla gialla, Meroi chardonnay, Meroi sauvignon, Meroi verduzzo friulano.








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