La serata del 16 marzo al Four Seasons Firenze ha regalato quell’atmosfera speciale che nasce quando un luogo iconico incontra un progetto editoriale che negli anni ha saputo crescere, osservare, raccontare. Una rivista nata per esplorare il bere contemporaneo con curiosità e profondità, diventata nel tempo un punto di riferimento per professionisti e appassionati, da un’idea di due giornaliste, Chiara Degl’Innocenti e Penelope Vaglini.

L’occasione era il lancio del Numero Otto del Magazine Coqtail, la rivista lifestyle italiana interamente dedicata ai cockatil, che continua a distinguersi per il suo modo di guardare al mondo della mixology come successione di ricette, tendenze, storie, persone, territori, visioni. Cocktail for fine drinkers, questo il nome della versione cartacea di questo numero primaverile che in questo numero racconta il tema Measures come concetto totale: un principio che governa tecnica, organizzazione, spazio, tempo e relazione con l’ospite. Non è un dettaglio, ma la chiave per comprendere come si costruisce oggi un’esperienza di miscelazione davvero contemporanea.

Il Four Seasons, con il suo elegante Atrium Bar, ha offerto il contesto ideale per un evento che non è stato soltanto una presentazione, ma un modo per celebrare anche la creatività. La serata ha preso forma grazie alla presenza di due bartender internazionali, uno di Tirana e uno di Atene, che hanno interpretato lo spirito della rivista attraverso una selezione di cocktail studiati appositamente per l’occasione, creando un flusso continuo di aromi, tecniche e suggestioni mediterranee.

La proposta del bartender di Tirana, Sofokli Cali, ha portato con sé una ventata di energia e di ricerca, con drink capaci di raccontare la scena emergente della capitale albanese, Il Nouvelle Vague. Il Barbie ha aperto la degustazione con una leggerezza brillante: vodka Altamura, frutti di bosco, oli di cocco, poi Rue Berry, acqua frizzante e prosecco fuse in un sorso giocoso, pop, ma tutt’altro che superficiale. Il Deviated Negroni ha offerto un cambio di ritmo grazie a una reinterpretazione intensa del classico italiano, dove il Kallmet fortificato e l’Opificium MLN si intrecciavano al tocco balsamico del Juniper Raki, creando un equilibrio sorprendente. Più essenziale e meditativo, invece, l’Opificium TeaM, basato sulle note pulite dell’Origin’AL Mountain Tea e sull’Opificium LDN, un drink che sembrava rallentare il tempo.

Accanto a queste creazioni, il bartender di Atene Konstantinos Theodorakopoulos del The Bar in front of the Bar, ha presentato cocktail fatti con erbe greche, agrumi e ingredienti che richiamavano il respiro del Mediterraneo. Il cocktail KARAVAN mixava tra vodka, Cordusio Aperitivo, Mastiha, foglia di fico, bergamotto e camomilla, con una delicatezza che catturava. Il C.R.E.A.M. giocava invece su un contrasto riuscito tra matcha, cioccolato bianco ed erbe aromatiche, risultando vellutato ma mai pesante, con una base fredda e sopara una schiuma calda. Il Rashomon Effect, con cetriolo, shiso, menta e sorbetto di mela verde miscelati all’Opificium LDN, offriva un sorso mutevole e fresco per un racconto evolutivo.

Una serata in grado di esprimersi al meglio, con persone, racconti e creazioni particolari, che hanno reso il lancio del Numero Otto di Magazine Coqtail: è stato un momento d’incontro, un dialogo internazionale che ha rispecchiato perfettamente la filosofia della rivista, da sempre attenta a raccontare la mixology con uno sguardo insieme curioso, colto e aperto al mondo.

E proprio questa serata, con la sua armonia di idee e sapori, sembra anticipare la direzione in cui il magazine continuerà a muoversi: un percorso fatto di ricerca, autenticità e ispirazione.








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