La storia del formaggio che si muove mi perseguita fin dalla più tenera età: che in Sardegna fosse usuale mangiare un formaggio che si muoveva colpiva la mia fantasia da piccolo,mi immaginavo scene da incubo con la forma che transitava allegramente sul tavolo affinché ogni commensale potesse servirsene da solo.  Poi i racconti di quelli che “lo avevano mangiato..” sorta di semidei terreni, che avevano osato l’inosabile..sta di fatto che, giunto all’età adulta, con un interesse spiccato per l’enogastronomia, non ho mai avuto il minimo interesse nel provare tale alimento proibito. Mi chiedo il motivo per il quale assaggiare un prodotto attaccato da  larve di mosca casearia, che non penso proprio siano la quintessenza della salute . E il gusto? Posso tranquillamente ignorarlo, un po’ come mi capita oggi per i piatti a base di formiche, insetti ed altri animali simili. L’idea che mi sono fatto è che mangiare il casu marzu fosse una sorta di rito di iniziazione per i giovani, che dimostravano così di poter entrare con merito nel mondo degli adulti…magari accompagnando il tutto con un bicchiere di filu ‘e ferru, quanto mai indicata per l’occasione. Volendo, ancora oggi è un formaggio che viene prodotto, ovviamente non in maniera ufficiale, ma la fila per assaggiarlo ancora non si è formata Credits 9ori.com

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Un commento

  1. Io l’ho assaggiato, visto che una volta me l’hanno offerto, e non mi è nemmeno dispiaciuto. Certo non vado a cercarmelo.
    Perché? Perché sono curioso. Ho mangiato anche le cavallette fritte e mi son pure piaciute!