Metodo Massi Pasta Superiore, narrazione tecnica e sensoriale a True Food

In occasione di True Food, all’interno del programma di Pitti Taste, il Metodo Massi Pasta Superiore è stato protagonista di una masterclass “Metodo Massi – Narrazione tecnica e sensoriale”.

L’evento si è svolto domenica 8 febbraio negli spazi del Caffè dell’Oro, presso il Gallery Hotel Art di Firenze, sede del Fusion Bar & Restaurant: una cornice elegante e raccolta che ha favorito un confronto diretto e approfondito sulla cucina contemporanea.

Circa sette anni fa Gaetano Castiglione e sua moglie hanno dato vita a un progetto ambizioso: innovare il mondo della pasta. La loro produzione, basata sul Metodo Massi, punta a preservare la qualità della materia prima attraverso processi delicati, come la lavorazione in mono processo per la pasta lunga e la trafilatura a bassa temperatura per la pasta corta, evitando qualsiasi stress meccanico o termico. Questo approccio ha permesso alla loro pasta di distinguersi per gusto, consistenza e caratteristiche organolettiche, conquistando anche la fiducia di grandi chef stellati, tra cui Mauro Uliassi del ristorante stellato Uliassi.

Gaetano Castiglione e Laura Mistretta credits @MetodoMassi

La masterclass si è strutturata come un percorso guidato di dimostrazione, degustazione e confronto, focalizzato sul comportamento della pasta Metodo Massi in cucina: tenuta, controllo della cottura, stabilità in mantecatura, resa nel piatto e potenzialità applicative in diversi contesti di servizio. L’obiettivo è stato mostrare come il Metodo Massi supporti una cucina ad alta intensità con risultati costanti senza perdere componente sensoriale e identità del piatto.

Executive Chef Luca Armellino credits @MetodoMassi

A guidare la serata è stato l’Executive Chef Luca Armellino, che ha accompagnato i partecipanti in un racconto puntuale della tecnica, illustrandone principi, differenze rispetto ai metodi di cottura tradizionali e vantaggi in termini di controllo, precisione e coerenza della resa.

Tapas credits @MetodoMassi

Il percorso gastronomico si è aperto con una selezione di tapas, pensate per introdurre in modo dinamico la versatilità del Metodo: dal fusillone rigato n. 19 all’albume soffiato con polvere di pomodoro e gel al basilico, giocato su leggerezza e contrasti aromatici, ai paccheri rigati di semola n. 25 ripieni alla carbonara, rilettura tecnica di un grande classico; dalla frittatina di Spaghetto di semola n. 2.0 cacio e pepe, equilibrio tra comfort e rigore esecutivo, fino alla tartelletta di fettuccine all’uovo n. 7 con gamberi e fagioli.

primo con pappardelle credits @MetodoMassi

Il cuore della degustazione è stato dedicato ai primi piatti, veri protagonisti dell’analisi tecnica: fusillone all’albume n. 19, cotto in brodo di Parmigiano Reggiano 36 mesi e rifinito con burro al Parmigiano; pappardelle all’uovo n. 12 con salsa al vino rosso e ragù di cortile; maccheroncini rigati all’albume n. 9 con sugo alla marinara.

dessert credits @MetodoMassi

A chiudere il percorso, un dessert sorprendente che ha portato la pasta in un territorio inconsueto: paccheri lisci con ricotta, amarene e liquirizia, ulteriore dimostrazione della duttilità del Metodo anche oltre i confini della cucina salata.

In accompagnamento, una selezione di vini calibrata per sostenere il percorso senza sovrastarlo: Ferrari Maximum Blanc de Blancs, Chardonnay Lamelle – Il Borro 2024 e Pinot Nero – Terlano 2024.

Durante Pitti Taste è stata inoltre presentata in preview una novità di gamma: lo Spaghettone all’uovo n. 2.5, pensato per coniugare struttura importante e rotondità sensoriale dell’uovo, con l’obiettivo di presidiare piatti signature e percorsi degustazione attraverso un formato ad alta presenza e resa.

Il Metodo Massi è un progetto brevettato italiano dedicato alla pasta secca di alta gamma, sviluppato con un approccio orientato alla misurabilità del risultato, per offrire cottura controllabile e a prova d’errore: una pasta che praticamente non scuoce mai, di alta digeribilità e che evita il picco glicemico.

Si rivolge sia a clientela professionale — dove stabilità e replicabilità in servizio sono determinanti — sia a un home cooking evoluto, che ricerca un risultato consistente con una gestione semplice.

Il valore distintivo risiede in un prodotto che lavora con precisione e affidabilità, riducendo il margine di errore e mantenendo una firma sensoriale chiara e riconoscibile formato dopo formato. Tenuta e consistenza rimangono costanti anche su ritmi di servizio differenti; la gestione della cottura consente controllo del punto e stabilità in mantecatura e al salto; gusto, profumo e texture restano coerenti, garantendo applicabilità trasversale a più piatti e stili di cucina.

Tutte le referenze — sia di pasta corta sia di pasta lunga — sono progettate per preservare un’ultra-struttura intatta: amidi integri e una maglia glutinica uniforme che avvolge la materia prima, mantenendola “viva” e rispettandone le caratteristiche nutrizionali. La pasta è realizzata esclusivamente con impasto a lunga idratazione e lavorata sempre a bassissime temperature, per ridurre al minimo gli stress termici e meccanici.

Tre le ricette che compongono la gamma:

  • Semola, con sola semola di grano duro pregiata a grana grossa;
  • All’uovo, con semola pregiata e uova intere di galline allevate a terra, categoria A;
  • All’albume, ricetta innovativa che elimina il tuorlo mantenendo l’albume, per un contributo proteico aggiuntivo integrato con l’elevato profilo qualitativo della semola.

La sfoglia nasce da un processo distintivo: viene pressata in mono processo, raggiungendo dimensioni e spessori desiderati in un unico passaggio direttamente dalle briciole di impasto. Ne deriva una porosità naturale e una ruvidezza elegante al palato, altamente performante nel trattenere e valorizzare il condimento.

Per la pasta corta vengono impiegate trafile personalizzate, progettate per operare a basse temperature e bassissime pressioni, valorizzando l’equilibrio tra porosità, struttura e capacità di legare il condimento.

La pasta lunga a sezione circolare — Spaghetti 2.0, Spaghettoni 2.5 e Tagliolini — nasce invece stesa ed è frutto di un brevetto: prende forma senza l’uso di trafila, un unicum a livello mondiale, con l’obiettivo di lavorare l’impasto con estrema dolcezza, evitando qualsiasi alterazione strutturale.

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